Brad Pitt e Tom Cruise combattono su un tetto: il video creato con l'IA che fa tremare Hollywood

Video virale mostra Tom Cruise e Brad Pitt in combattimento generato dall'AI. Seedance 2 inganna migliaia di persone. Hollywood preoccupata per il futuro del cinema.

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Un video che mostra Tom Cruise e Brad Pitt mentre combattono furiosamente su un tetto distrutto è diventato virale nelle ultime ore, ma non per i motivi che ti aspetteresti. Non si tratta del teaser di un nuovo blockbuster d'azione che vede insieme due delle più grandi star di Hollywood, né di una costosa campagna pubblicitaria per qualche marchio globale. La verità è molto più inquietante: quel video è completamente generato dall'intelligenza artificiale, ed è talmente realistico da aver ingannato migliaia di persone.

L'autore di questo esperimento è Ruairi Robinson, regista irlandese nominato all'Oscar nel 2002 per il cortometraggio Fifty Percent Grey, che ha lanciato la sua carriera nel cinema. Robinson, che ha diretto principalmente cortometraggi e il film di fantascienza horror The Last Days on Mars, ha condiviso il video sul suo account Twitter spiegando di averlo creato con Seedance 2, un modello di generazione video basato sull'intelligenza artificiale, utilizzando un prompt di appena due righe.

Per dimostrare quanto sia semplice creare contenuti del genere e quanto sia realistico il lavoro dell'AI, Robinson ha pubblicato anche diverse varianti del video: Brad Pitt che combatte contro un ninja zombie, Cruise e Pitt che litigano sulla morte di Jeffrey Epstein, ed entrambi che affrontano un robot. La facilità con cui questi contenuti vengono generati solleva domande fondamentali sul futuro del cinema e della creatività umana.



Seedance 2 è un modello di generazione video sviluppato da ByteDance, la società madre di TikTok. Questo strumento è in grado di creare clip brevi ad alta definizione e altamente realistiche, prestando particolare attenzione ai dettagli che solitamente tradiscono il lavoro dell'intelligenza artificiale: illuminazione, audio, interazioni fisiche tra personaggi e ambiente. È proprio questa cura maniacale del dettaglio che rende questi video così pericolosamente convincenti.

Le motivazioni esatte che hanno spinto Robinson a creare e condividere il video non sono del tutto chiare, ma nel thread su Twitter ha dichiarato di essere rimasto sorpreso dalla qualità del risultato e di voler esplorare ulteriormente le possibilità di questa tecnologia. Una curiosità che, probabilmente, condivide con milioni di altri creator in tutto il mondo.

La reazione di Hollywood non si è fatta attendere. L'industria cinematografica americana sta da tempo combattendo contro l'uso incontrollato dell'intelligenza artificiale, e questo video ha riacceso il dibattito in modo clamoroso. Rhett Reese, sceneggiatore di Zombieland e della trilogia di Deadpool, ha condiviso le sue riflessioni sul video e sull'uso dell'AI nel settore, affermando che questa tecnologia raggiungerà presto un punto in cui chiunque potrà creare un film indistinguibile da quelli prodotti da Hollywood.

Reese ha anche criticato l'industria cinematografica per essere un "gatekeeper" che tiene lontani i giovani creativi e le persone con meno risorse economiche dalle leve creative. Secondo lo sceneggiatore, proprio questi giovani creator utilizzeranno strumenti come l'intelligenza artificiale per aggirare le barriere d'ingresso. Ha inoltre aggiunto che molti sceneggiatori stanno probabilmente già usando l'IA, mentre i dirigenti la utilizzano per analizzare le loro opere.

Reese ha però chiarito la sua preoccupazione principale: molti professionisti creativi stanno perdendo il lavoro perché l'intelligenza artificiale sta prendendo il loro posto. Pur rimanendo colpito dalla qualità del video di Pitt e Cruise, si è detto profondamente preoccupato per il futuro del cinema. Non è solo. Altri utenti su Twitter hanno fatto eco ai pensieri di Reese, mentre alcuni hanno invece incoraggiato l'uso di questi strumenti come complemento al talento umano, non come sostituto.

La Motion Picture Association ha preso una posizione ufficiale contro il video, denunciando Seedance 2 per l'uso non autorizzato di opere protette da copyright statunitensi su scala massiccia, come riportato da The Hollywood Reporter. L'associazione ha chiesto a ByteDance di cessare immediatamente le sue attività che violano i diritti d'autore. Ma è una battaglia che appare già in salita.

Il problema fondamentale è che la tecnologia IA si sta evolvendo molto più rapidamente delle normative dell'industria cinematografica. La regolamentazione dell'uso dell'intelligenza artificiale è stata uno dei punti centrali degli scioperi di Hollywood del 2023, ma mentre sindacati e studi cercano di trovare un accordo, continuano a emergere nuovi programmi di IA e persino attori artificiali controversi come Tilly Norwood.

Molti registi hanno già iniziato a utilizzare l'intelligenza artificiale nei loro lavori in varie forme. In Emilia Pérez è stata usata la tecnologia di clonazione vocale basata su IA per migliorare la voce cantata dell'attrice protagonista. In The Brutalist è stata impiegata per modificare l'accento degli attori principali. Più recentemente è stato rivelato che il biopic sul bitcoin Killing Satoshi di Doug Liman potrebbe utilizzare l'IA per aggiustare alcune performance degli attori.

Il video di Cruise e Pitt solleva enormi questioni relative ai diritti d'autore, come sottolineato dalla MPA, poiché utilizza l'immagine di due attori famosi senza il loro consenso. Ma il problema è ancora più ampio: l'intelligenza artificiale può praticamente utilizzare l'immagine di qualsiasi persona senza autorizzazione. Questa è una violazione potenzialmente devastante del diritto all'immagine e dell'identità personale.

Contenuti come il video di Pitt contro Cruise hanno enormi implicazioni in termini di copyright, ma sollevano anche domande più profonde sulla creatività, l'originalità e il valore dell'arte umana. L'iperealismo del video è certamente scioccante e persino ammirevole sotto certi aspetti tecnici, ma genera molte più preoccupazioni e interrogativi sull'uso dell'intelligenza artificiale, sulle normative che la circondano e su quanto lontano possa ancora spingersi.

Fonte / X.com
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