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Brad Pitt svela dopo anni i motivi che lo hanno spinto a pensieri suicidi

Il prezzo della vulnerabilità: Brad Pitt rompe il silenzio tra ombre, ricadute e rinascita

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Sotto i riflettori di Hollywood la perfezione è spesso un’illusione sapientemente costruita, ma la realtà dietro le quinte sa essere spietata. In un’intensa e rivelatrice intervista di copertina concessa a Esquire, Brad Pitt si mette a nudo senza filtri, affrontando il capitolo più oscuro della sua vita: il baratro del dolore familiare e il fantasma dell'ideazione suicida.

L’attore sessantaduenne ha descritto con spiazzante lucidezza il peso psicologico accumulato negli ultimi anni. «Il dolore era così opprimente che, pur non volendo agire, sentivo il freddo acciaio del proiettile nella testa e provavo una sensazione di sollievo», ha confessato Pitt.

Una riflessione cruda, ma lontana dall'esibizionismo drammatico, con cui la star ha voluto razionalizzare la tentazione della resa come una pura ricerca di fuga dalla sofferenza. A salvarlo, come lui stesso ha sottolineato, è stato un istinto di conservazione primordiale che si è riacceso prima che fosse troppo tardi.

I problemi familiari

Sebbene l'attore non abbia indugiato in dettagli specifici durante la conversazione, il contesto rimanda inevitabilmente alla tormentata spaccatura familiare vissuta nell'ultimo decennio. La travagliata separazione da Angelina Jolie — culminata con le accuse per i fatti avvenuti a bordo di un volo privato nel settembre 2016 — ha innescato un lungo e doloroso strascico legale e personale.

Brad Pitt (Late Night with Conan O’Brien)

Negli ultimi anni, la frattura si è inasprita ulteriormente con la decisione formale di diversi figli di rinunciare al cognome paterno, un colpo durissimo per l'immagine e gli affetti del divo americano.

Questa crisi profonda si è intrecciata a doppio filo con la sua personale battaglia contro la dipendenza. Se l'episodio del 2016 lo aveva spinto verso la via della sobrietà, Pitt ha rivelato di aver vissuto una ricaduta dopo ben sette anni di astinenza totale. Una confessione che scardina il mito della guarigione lineare: «Un paio di volte mi sono mostrato troppo sicuro di me», ha spiegato, ammettendo di aver dovuto ridisegnare il proprio rapporto con l'alcol verso una gestione oggi più consapevole e controllata, indispensabile per mantenere il proprio equilibrio personale e professionale.

L'intervista restituisce il ritratto di un uomo visibilmente ridimensionato nelle proprie certezze, ma intenzionato a ricostruirsi lontano dalla retorica dell'invincibilità. Nel panorama mediatico odierno, la testimonianza di Pitt si inserisce in un dibattito sempre più aperto sulla salute mentale maschile e sulle fragilità nascoste dietro il successo cosmico. Mostrare le proprie cicatrici non è più un tabù, persino per chi per decenni ha incarnato l'ideale dell'inaccessibilità hollywoodiana.

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