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Brad Pitt nel blockbuster su Netflix che continua a spopolare (malgrado sia uscito 13 anni fa)

Questo film con Brad Pitt domina Netflix dopo 13 anni. Scopri perché questo blockbuster sugli zombie continua a conquistare il pubblico e superare i nuovi film.

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Sono passati tredici anni dalla sua uscita nelle sale, eppure World War Z continua a macinare visualizzazioni come se fosse uscito ieri. Su Netflix, il film con Brad Pitt si è piazzato al terzo posto nella classifica dei titoli più visti, superato soltanto da Mission: Impossible – The Final Reckoning di Tom Cruise e dal reboot di Un piedipiatti a Beverly Hills con Liam Neeson.

Non male per un blockbuster del 2013 che deve competere con pellicole appena sbarcate sulla piattaforma. Ma cosa rende World War Z così resistente al tempo? La risposta sta nella sua capacità di aver stravolto le regole non scritte del cinema sugli zombie. Nella tradizione inaugurata da George A. Romero, i film di zombie sono sempre stati intimisti, claustrofobici. Un gruppo di sopravvissuti barricati in un centro commerciale, una fattoria, un rifugio improvvisato.

La tensione nasce dall'isolamento, dalla paura che si insinua tra le crepe delle assi di legno inchiodate alle finestre. World War Z ha mandato in frantumi questo schema narrativo. Non si tratta più di una manciata di persone che lottano per la sopravvivenza: qui è in gioco l'intera umanità. Brad Pitt interpreta Gerry Lane, un investigatore delle Nazioni Unite chiamato a trovare una soluzione quando un'apocalisse zombie travolge il pianeta.

Il film si trasforma in un'avventura globale alla James Bond, con il protagonista che attraversa continenti, dalle strade congestionate di Filadelfia alle mura fortificate di Gerusalemme, fino a un laboratorio dell'OMS in Galles. Ogni tappa è un episodio a sé, con ambientazioni, atmosfere e ritmi differenti. Questo approccio episodico ha i suoi difetti. La produzione travagliata, segnata da riscritture infinite e costosi reshoot, ha lasciato cicatrici evidenti nella sceneggiatura.

Gli episodi funzionano bene singolarmente, ma faticano a fondersi in un insieme coeso. I personaggi rimangono bidimensionali, la caratterizzazione è sacrificata sull'altare dello spettacolo. Ma chi si aspetta profondità psicologica da World War Z forse ha sbagliato film. Ciò che il pubblico cerca, e trova, sono sequenze d'azione su scala colossale. E da questo punto di vista, World War Z è una cavalcata adrenalinica che non concede tregua. La scena dell'assedio di Gerusalemme è entrata nell'immaginario collettivo: migliaia di zombie che si arrampicano letteralmente uno sull'altro, formando una piramide umana per superare le mura della città fortificata.

Una volta dentro, scatenano il caos. È un'immagine potente, quasi onirica nella sua assurdità apocalittica. World War Z si presenta come un Marvel movie con gli zombie. Non è un caso che sia diventato il film sugli zombie con il maggior incasso di sempre al botteghino mondiale. Ha portato il genere in territori inesplorati, puntando su una scala narrativa che nessun altro aveva osato tentare. Mentre il film continua a macinare ascolti a distanza di più di un decennio dalla sua uscita, i fan continuano a chiedersi: ma World War Z 2 uscirà mai?

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