[Cannes 66] Parte il Festival: cosa piacerà a Steven Spielberg?
Siamo al Festival di Cannes da 24 ore: la Croisette è già affollata e noi cerchiamo di immaginare quali film piaceranno al presidente della giuria Steven Spielberg...
Siamo a Cannes da 24 ore, la manifestazione è iniziata da solo una serata e già è evidente che quest’anno il festival non è come l’anno scorso e nemmeno come due anni fa.
Poi Cannes, come sempre, ha la forza non usuale di mettere a sedere alla sua tavola in un posto Leonardo DiCaprio e in quello successivo Asghar Farhadi (il regista di Una separazione), accanto a loro i fratelli Coen e di fronte Abdellatif Kechiche, Sorrentino e Jarmusch, Polanski e Refn, mescolare tutto quanto fino a rendere indefinibile quel confine tra popolare non. Come se per 10 giorni le regole del boxoffice non contassero e tutti fossero considerati esclusivamente per il merito filmico.
Il favorito per la palma, così senza nemmeno averli visti, è Grisgris di Mahamat-Saleh Haroun, Stanleybet lo quota a 6.50, 7 invece per Il passato di Farhadi e 8 per The immigrant di James Gray. Non è dato sapere se tali quote vengano da voci di corridoio, calcoli matematici o valutazioni sui gusti dei membri della giuria.
Se dovessi sbilanciarmi io, direi che con una giuria così hanno molte possibilità cineasti come Jia Zhangke, Asghar Farhadi, Sorrentino e Desplechin e poche altri come i Coen, Miike, Jarmusch e Kechiche. Più cioè i cineasti di sistema e intellettuali che quelli fuori dal sistema che vengono dal cinema dei generi.
Ovviamente tutto dipenderà da che film avranno fatto.
Le previsioni danno pioggia per tutto il festival, non un giorno escluso. Il cinema de la plage, quello che sulla spiaggia del lungomare fa una rassegna ogni sera, quest’anno non ha nemmeno montato lo schermo e il tappeto rosso ha la copertura fissa. Le feste sulla spiaggia dovranno spostarsi al chiuso e inevitabilmente attireranno meno.
Quest’anno, pieno di star, si sta tutti al chiuso a vedere film.