Cannes71 - Parole di fuoco dal festival per il produttore di The Man Who Killed Don Quixote
Cominciano a volare gli stracci tra il Festival di Cannes e Paulo Branco, il produttore che cerca di bloccare il Don Chisciotte di Terry Gilliam
Nonostante Cannes continui ad avere il film in programma sembra che la diatriba non si sia risolta dietro le quinte. Anzi.
Con la nota di oggi il festival rende noto che il 7 Maggio (giorno prima dell’inizio del festival) un giudice si esprimerà sulla possibilità o meno di proiettare il film. Questo, vale la pena ricordarlo, non ha nulla a che vedere con l’uscita in sala che non è in pericolo. Proprio l’uscita in sala infatti è uno dei motivi per i quali, spiegano i direttore e il presidente di Cannes, Lescure e Fremaux, il festival non intende cancellare la sua partecipazione, oltre ovviamente al rispetto per la lunga e travagliata storia tra Terry Gilliam e Don Chisciotte.
Il livore malcelato dal linguaggio pacato da comunicato stampa, è spiegato verso la sua fine, quando il festival ci tiene a raccontare che Branco avrebbe contattato direttamente l’organizzazione di Cannes diffidandoli dal far vedere il film e utilizzando toni diffamatori verso l’ex presidente della manifestazione (“una manifestazione che ha sfruttato lungo tutta la sua carriera per costruirsi una reputazione”) e lo descrive come un produttore famigerato nell’ambiente che finalmente avrebbe mostrato la sua vera faccia.
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Terry Gilliam assieme a Paulo Branco nel 2016, durante l'annuncio dell'inizio della produzione di The Man Who Killed Don Quixote[/caption]
Branco ha poi litigato con Gilliam già durante la pre-produzione del film e cercato di bloccarne le riprese e poi l'uscita in sala per motivi contrattuali. Il produttore sostiene che il festival fosse informato sin dall’inverno della disputa legale. Cannes questo lo riconosce, come riconosce che in casi simili (anche in passato) non ha mai preso posizione ma selezionato i film solo per il loro merito. In più però, vista la distribuzione in sala confermata, non sono state riscontrate ragioni per non inserirlo in selezione ufficiale.
A quanto pare Branco, tramite il proprio legale avrebbe minacciato di sottoporli ad una “sconfitta umiliante”, minaccia alla quale il festival ha oggi risposto: “Sconfitta sarebbe sottostare a delle minacce”.