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Carlo Acutis, arriva la colonna sonora del nuovo film: un dettaglio emozionante richiama il suo cuore

Remo Anzovino firma la colonna sonora di Carlo Acutis. Il giovane santo: 17 brani e un particolare emozionante che richiama il cuore del ragazzo.

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Carlo Acutis continua a far parlare di sé anche attraverso il cinema e la musica. A poco più di un anno dalla sua canonizzazione, la storia del giovane conosciuto come il primo santo dell'era digitale si prepara infatti ad arrivare sul grande schermo con un documentario ufficiale, accompagnato da una colonna sonora che cerca di raccontarne la personalità in maniera decisamente particolare. A firmarla è Remo Anzovino, compositore e pianista italiano che ha scelto di unire strumenti classici e sonorità elettroniche per dare voce a una figura capace di avvicinare spiritualità e tecnologia. E dietro uno dei brani principali si nasconde un dettaglio particolarmente emozionante, legato proprio al cuore di Carlo Acutis.

La colonna sonora di Carlo Acutis. Il giovane santo è disponibile dal 9 ottobre 2026, mentre il documentario diretto da Luca Salmaso arriverà nei cinema italiani dal 15 al 21 ottobre. Il film, conosciuto a livello internazionale con il titolo Carlo Acutis. The Millennial Saint, è prodotto da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e Our Films, società del gruppo Mediawan, con il patrocinio dell'Associazione Amici di Carlo Acutis e la collaborazione della Fondazione Cariplo. Per Remo Anzovino, che raggiunge così la dodicesima collaborazione con Nexo Studios Soundtracks, il progetto ha rappresentato qualcosa di molto diverso da un normale lavoro cinematografico.

Il compositore ha infatti raccontato di essersi confrontato con una storia che unisce la morte prematura di un ragazzo, la fede e una straordinaria capacità di comunicare con le nuove generazioni. Un percorso che lo ha spinto a cercare un linguaggio musicale capace di rappresentare sia la dimensione spirituale sia quella profondamente contemporanea di Carlo. “Scrivere le musiche di questo film è stata un'esperienza potente”, ha spiegato Anzovino, raccontando di essersi lasciato guidare dalla personalità del giovane santo e dal significato che la sua storia ha assunto per milioni di persone. La scelta musicale nasce proprio da questo contrasto.

Orchestra, coro, quartetto d'archi, organo e pianoforte convivono con sintetizzatori, elettronica e chitarra acustica, dando vita a una partitura che non vuole limitarsi ad accompagnare le immagini. L'obiettivo è restituire anche attraverso i suoni la particolarità di un adolescente che utilizzava il computer e Internet per condividere la propria fede, anticipando un modo di comunicare che oggi appare del tutto naturale. Carlo Acutis, nato a Londra nel 1991 e cresciuto a Milano, è morto nel 2006, a soli 15 anni, a causa di una leucemia fulminante.

La sua storia ha progressivamente attirato l'attenzione di fedeli provenienti da tutto il mondo, fino alla canonizzazione celebrata il 7 settembre 2025 in Piazza San Pietro da Papa Leone XIV, alla presenza di oltre 80mila persone. Ancora oggi la sua tomba ad Assisi richiama, secondo i dati riportati dai promotori del film, circa un milione di pellegrini ogni anno. Ma è soprattutto uno dei brani della colonna sonora a racchiudere il significato del lavoro realizzato da Anzovino. Si tratta di The Millennial Saint, la composizione che dà il titolo internazionale all'album e che, in poco più di tre minuti, cerca di ripercorrere simbolicamente la vita e l'eredità spirituale di Carlo Acutis.

Il compositore ha spiegato di aver affidato al clarinetto il tema musicale principale, immaginandolo come una rappresentazione della voce del ragazzo, mentre un sintetizzatore compare all'inizio e alla fine del brano con una funzione molto precisa: evocare il battito del suo cuore. “In 'The Millennial Saint' un suono di sintetizzatore apre e chiude il brano come fosse la pulsazione del suo cuore”, ha raccontato Anzovino, spiegando che quel suono rappresenta idealmente qualcosa che continua a vivere anche dopo la morte di Carlo.

Una scelta che assume un significato particolare considerando quanto la figura del giovane santo sia ancora oggi legata al tema della presenza, del ricordo e dell'aiuto agli altri. Il sintetizzatore non è quindi soltanto un elemento musicale moderno, ma diventa il simbolo di un'eredità che, nell'interpretazione del compositore, continua a raggiungere le persone attraverso il tempo. L'album comprende 17 brani, per una durata complessiva di circa 44 minuti, ed è stato composto nell'arco di poco meno di sei mesi. Accanto ad Anzovino, impegnato al pianoforte, ai sintetizzatori, alla programmazione e alla voce, hanno partecipato diversi musicisti, tra cui Nicola Buffone al clarinetto, Marco Anzovino alla chitarra acustica, Lucia Conflero al violino, Chiara Trentin al violoncello e Marmit Calvi alla voce.

Anche i titoli delle composizioni raccontano la varietà del progetto. Assisi, Sister e Maria's Smile sono brani costruiti principalmente intorno al pianoforte, mentre Ave Verum e Requiem for a Boy richiamano la tradizione della musica sacra. Tracce come One of You e Up to Date, invece, esplorano una dimensione più elettronica e contemporanea. Il percorso si conclude con Carlo, una composizione che riprende il tema principale attraverso un arrangiamento orchestrale, chiudendo idealmente il racconto musicale. La registrazione, il missaggio e il mastering sono stati curati da Francesco Blasig, con il contributo di Gabriele Melchior come assistente musicale e alla programmazione.

La colonna sonora è pubblicata da Nexo Studios Soundtracks e distribuita in esclusiva da Universal Music Italy/Decca Italy. L'album è già disponibile sulle piattaforme digitali, anticipando di alcuni giorni l'arrivo del documentario nei cinema. Il film di Luca Salmaso, intanto, promette di andare oltre il racconto pubblico della figura di Carlo Acutis. Realizzato con la partecipazione diretta della sua famiglia, il documentario comprende fotografie mai viste, filmati privati e testimonianze di persone che lo hanno conosciuto, cercando di ricostruire prima di tutto la vita quotidiana di un ragazzo che amava la tecnologia e che soltanto successivamente sarebbe diventato un punto di riferimento spirituale per milioni di fedeli.

Carlo Acutis, fonte: YouTube

Tra i materiali presenti figurano anche immagini della canonizzazione del settembre 2025, realizzate attraverso le telecamere del Centro Televisivo Vaticano. Un modo per collegare il passato e il presente, mostrando il percorso che ha portato Carlo Acutis dalla sua breve esistenza alla proclamazione a santo. Dopo la distribuzione italiana, prevista dal 15 al 21 ottobre, Carlo Acutis. Il giovane santo sarà proposto anche in numerosi mercati internazionali, tra cui Francia, Germania, Spagna, Polonia, Nord America, Messico, Brasile, Colombia e diversi Paesi asiatici. Una diffusione che testimonia l'interesse internazionale per una storia ormai conosciuta ben oltre i confini italiani.

Per Remo Anzovino, però, il risultato più importante sembra essere soprattutto quello personale. Il compositore ha infatti ammesso che lavorare alle musiche del documentario ha lasciato un segno difficile da descrivere, definendo l'esperienza non soltanto artistica, ma anche profondamente spirituale. Ed è forse proprio qui che si trova l'elemento più significativo dell'intero progetto: raccontare un ragazzo che utilizzava le tecnologie moderne per comunicare la propria fede attraverso una musica che fa incontrare strumenti antichi e suoni digitali. Una scelta che trova la sua espressione più emozionante in quel sintetizzatore che, nelle intenzioni di Anzovino, continua a far battere idealmente il cuore di Carlo Acutis anche dopo la sua scomparsa.

La figura del giovane santo, del resto, è tornata recentemente anche sul piccolo schermo grazie a Il mio nome è Carlo, il film TV diretto da Giacomo Campiotti, trasmesso il 27 settembre 2026 su Canale 5 e ora disponibile su Mediaset Infinity. Con Samuele Carrino nei panni di Carlo Acutis e Lucia Mascino in quelli della madre Antonia Salzano, il film ripercorre la sua breve vita, raccontando il rapporto con la famiglia, la passione per l'informatica e i videogiochi e quella fede che lo avrebbe reso un punto di riferimento per milioni di persone. Due produzioni differenti, dunque, ma accomunate dal desiderio di raccontare il ragazzo dietro la figura del santo, mostrando come la sua storia continui a ispirare il cinema, la televisione e adesso anche la musica.

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