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Carrie, quella voce che sentiamo dal primo episodio nasconde un segreto: chi è Adelaide e perché è così importante

Una voce misteriosa, interviste inquietanti e un legame con Stephen King: scopri il ruolo di Adelaide e gli indizi nascosti nella serie Carrie.

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Nella nuova serie Carrie, Mike Flanagan costruisce un mistero che attraversa tutti gli episodi senza attirare troppo l’attenzione dello spettatore. Una voce femminile accompagna le testimonianze dei sopravvissuti alla tragedia di Chamberlain, dando l’impressione di assistere alla ricostruzione di un evento drammatico. Ma dietro quelle domande si nasconde qualcuno che conosce molto più di quanto lasci intendere. Il finale svela infatti l’identità di Adelaide, interpretata da Kate Siegel, trasformando un personaggio apparentemente secondario in una figura fondamentale per comprendere l’intera storia. La sua comparsa introduce elementi che potrebbero cambiare radicalmente il futuro della serie.

Per comprendere chi sia davvero Adelaide bisogna partire dalla particolare struttura narrativa della serie. Fin dall'inizio, le interviste ai sopravvissuti del ballo scolastico sembrano servire esclusivamente a ricostruire la tragedia, ma la donna che pone le domande non è una semplice osservatrice. Adelaide sfrutta il documentario per avvicinare persone coinvolte negli eventi e ottenere informazioni sulle capacità soprannaturali di Carrie. La sua interprete, Kate Siegel, è una delle collaboratrici più riconoscibili di Flanagan, nonché sua moglie, già apparsa in produzioni come Il gioco di Gerald e La caduta della casa degli Usher. Un particolare significativo riguarda il nome del personaggio, mai pronunciato apertamente durante gli episodi e identificabile soltanto attraverso i titoli di coda.

La rivelazione più inquietante arriva quando emergono le sue capacità psichiche e il reale scopo delle interviste. Adelaide guida una rete di donne dotate di poteri straordinari, impegnate a individuare e sorvegliare individui con caratteristiche simili a quelle di Carrie. Durante il confronto con Sue Snell dimostra di poter intervenire sui ricordi, mentre l'incontro con Margaret White assume conseguenze ancora più drammatiche. La madre di Carrie, sopravvissuta al crollo della propria abitazione, viene uccisa da Adelaide, che utilizza le sue capacità per arrestarne progressivamente il battito cardiaco. È una modifica particolarmente significativa rispetto al libro di Stephen King, nel quale è Carrie a provocare la morte della madre attraverso i propri poteri. La serie trasferisce quel gesto a un altro personaggio, trasformando la morte di Margaret in un'azione deliberata per eliminare una testimone potenzialmente pericolosa.

Il controllo esercitato da Adelaide emerge anche attraverso Emaline, una figura che inizialmente sembra appartenere soltanto all'immaginazione di Carrie. In realtà, la ragazza possiede la capacità di proiettare la propria coscienza lontano dal corpo, manifestandosi in luoghi diversi attraverso la proiezione astrale. È stata Adelaide a incaricarla di seguire Carrie, così da osservare direttamente l'evoluzione dei suoi poteri. Tuttavia, il rapporto tra le due ragazze prende una direzione imprevista, Emaline sviluppa un legame autentico con Carrie e, anziché limitarsi a eseguire gli ordini ricevuti, decide di aiutarla a scappare. Questo sviluppo mostra come l'organizzazione di Adelaide non sia necessariamente compatta e introduce un conflitto tra il desiderio di controllare le persone dotate di capacità eccezionali e la loro libertà di scegliere.

L'introduzione di Adelaide permette inoltre a Flanagan di esplorare alcuni concetti ricorrenti nelle opere di Stephen King. Il regista ha individuato una possibile somiglianza con Julia Sigsby di The Institute, pur sottolineando che Adelaide non rappresenta una trasposizione di quel personaggio e che non esiste un crossover ufficiale tra le due storie. La differenza principale riguarda proprio i poteri soprannaturali posseduti da Adelaide. Un altro riferimento importante è quello alla “luccicanza”, il termine utilizzato nell'universo di Shining per descrivere particolari capacità psichiche, come quelle di Danny Torrance. Partendo dall'idea, già suggerita nel romanzo originale, che Carrie non sia l'unica persona capace di utilizzare la telecinesi, la serie immagina un mondo popolato da individui con talenti differenti, tra chiaroveggenza, manipolazione mentale e proiezione astrale.

La presenza di Adelaide assume un'importanza decisiva per gli eventuali sviluppi futuri della storia. La sua organizzazione non è infatti l'unica forza interessata alle persone con poteri, dall'altra parte si trova Amanda, interpretata da Katee Sackhoff, intenzionata a contrastare Carrie e le donne legate ad Adelaide. Questa contrapposizione suggerisce l'esistenza di una lotta più ampia, nella quale la vicenda della protagonista potrebbe rappresentare soltanto il punto di partenza. Flanagan ha dichiarato di aver immaginato un arco narrativo potenzialmente esteso a tre stagioni, anche se una prosecuzione dipenderebbe dalle decisioni di Prime Video. Adelaide diventa il collegamento tra la tragedia personale di Carrie White e un universo soprannaturale ancora in gran parte inesplorato, dimostrando che il mistero più importante della serie potrebbe non riguardare soltanto i poteri della protagonista, ma soprattutto chi li conosce, chi vuole proteggerli e chi cerca di controllarli.

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