Cary Elwes di La storia fantastica rompe il silenzio sulla morte di Rob Reiner: "Il mio cuore soffre ancora"

Cary Elwes rende omaggio a Rob Reiner con un tributo straziante dopo la tragica morte del regista de La storia fantastica. Un ricordo commovente di un legame speciale.

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Ci sono perdite che lasciano un vuoto impossibile da colmare, e quando quel vuoto riguarda qualcuno che ha segnato la storia del cinema e la vita di chi ha lavorato con lui, le parole faticano a trovare la loro forma. Cary Elwes, protagonista indimenticabile di La storia fantastica, ha finalmente trovato la forza di mettere nero su bianco il suo dolore per la scomparsa di Rob Reiner, il regista che nel 1987 gli diede la possibilità di diventare Westley, l'eroe romantico per eccellenza di un'intera generazione.

Lo scorso lunedì, attraverso un post su Instagram accompagnato da immagini che raccontano decenni di affetto, Elwes ha condiviso un tributo che suona come una lettera d'amore. "È passato abbastanza tempo perché io possa finalmente trasformare il mio dolore in parole", ha scritto l'attore britannico, ora 62enne, rivelando quanto profonda sia stata la ferita lasciata dalla tragedia del 14 dicembre, quando Rob Reiner e sua moglie Michelle Singer sono stati trovati morti nella loro casa di Brentwood.



L'incontro tra Elwes e Reiner risale a quasi quarant'anni fa, quando il primo aveva appena 24 anni e stava per entrare nel progetto che avrebbe definito la sua carriera. "Dal primissimo incontro mi sono innamorato di lui", ha raccontato Elwes, senza timore di usare parole così intense. "Ero già un fan del suo lavoro, quindi incontrarlo di persona è stato un sogno che si avverava. E più tempo trascorrevamo insieme, più capivo che questa era una persona che volevo nella mia vita".

Cosa aveva colpito così profondamente il giovane attore inglese? Elwes lo spiega con una semplicità disarmante: Reiner "portava il cuore sulla manica" e "cercava sempre di trovare il meglio nelle persone". Due qualità rare, soprattutto nell'industria cinematografica, dove cinicismo e calcolo spesso prevalgono sull'autenticità. Ma c'era dell'altro: il regista "amava fare film", certo, ma più di ogni altra cosa amava "l'esperienza stessa" di crearli, quel processo alchemico in cui si trasformano idee, sceneggiature e performance in qualcosa di duraturo.



Una filosofia che Reiner aveva cristallizzato in una frase che Elwes ricorda con chiarezza: "Una volta che il film viene distribuito, appartiene ad altre persone. Ma mentre lo stai facendo, quello è il tuo tempo sul pianeta, quindi vuoi che sia bello". Parole che suonano come un manifesto esistenziale oltre che artistico, e che spiegano perché sul set di La storia fantastica regnasse un'atmosfera così speciale.

"Non riesco a ricordare un solo giorno senza risate", ha scritto Elwes, descrivendo quei mesi di riprese come qualcosa che andava "oltre il grandioso". E qui emerge il legame profondo tra la persona Rob Reiner e il film che stava dirigendo: "Il film parla di amore, lealtà e sacrificio. Cose che Rob teneva care. Ed è tra le tante ragioni per cui era la persona perfetta per dirigerlo".

Il tributo di Elwes si chiude con un ringraziamento a Reiner e Singer per aver "condiviso la loro vita con me e con il mondo intero", seguito da una conclusione che riprende in modo straziante una delle battute più iconiche del film stesso: "Poiché il mio cuore soffre ancora ogni volta che penso a voi, so che il dolore di avervi persi troppo presto probabilmente non se ne andrà mai. Certo, la morte non può fermare il vero amore, ma la vita è dolore senza di voi".

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