Caterina Balivo mette in discussione la tv del pomeriggio: "Se decidessi io, certe cose non le vedreste"
Caterina Balivo critica alcune scelte della televisione italiana e racconta cosa cambierebbe a La Volta Buona, tra autonomia editoriale e ascolti.
Caterina Balivo interviene nel dibattito sullo spazio riservato alla cronaca nera nella televisione italiana e lo fa con parole molto decise. Durante il Festival dello Spettacolo, a Milano, la conduttrice ha espresso il proprio disappunto per la continua presenza di casi di omicidio e vicende giudiziarie nei programmi televisivi. Una posizione che riporta l'attenzione anche sulla programmazione pomeridiana della Rai e sulla concorrenza tra le diverse trasmissioni. Nel suo intervento, Balivo ha parlato della libertà di scelta all'interno de La Volta Buona, facendo emergere alcune differenze tra le proprie preferenze e il lavoro della redazione.
La conduttrice ha spiegato di preferire un'offerta televisiva capace di dare visibilità anche a vicende differenti, le esperienze quotidiane, il lavoro e le storie di persone lontane dai riflettori. Un orientamento che aveva caratterizzato anche l'impostazione iniziale de La Volta Buona, al debutto nel 2023, quando era stata manifestata la volontà di privilegiare la cosiddetta cronaca bianca, senza concentrarsi sui fatti di sangue. Nel frattempo il programma si è confrontato con le dinamiche di una televisione in cui l'attualità giudiziaria occupa frequentemente una posizione centrale.
Nel corso dell'incontro, Balivo ha affrontato anche il tema della gestione della trasmissione di Rai 1, chiarendo che le decisioni non dipendono esclusivamente da lei. Il programma viene realizzato insieme a una squadra autorale che contribuisce a stabilire argomenti e contenuti delle puntate. La presentatrice ha lasciato intendere che alcune scelte non rispecchiano necessariamente ciò che vorrebbe proporre al pubblico, sottolineando che, se avesse piena libertà decisionale, determinati contenuti non troverebbero spazio nella trasmissione.
Durante il Festival dello Spettacolo, la conduttrice ha parlato anche del rapporto con gli ascolti, spiegando di non lasciarsi condizionare eccessivamente dalle oscillazioni dei risultati. I numeri, secondo il suo approccio, non dovrebbero determinare l'umore o la percezione del proprio lavoro, le giornate positive e quelle meno soddisfacenti fanno parte del percorso televisivo.
Resta una riflessione importante per il futuro dei programmi pomeridiani, soprattutto in Rai, dove convivono modelli editoriali differenti. Da una parte le trasmissioni che seguono con continuità i principali casi di cronaca, dall'altra chi vorrebbe riportare al centro racconti più leggeri e vicini alla quotidianità. Balivo ha espresso chiaramente la propria preferenza, senza indicare direttamente un collega come destinatario delle sue critiche.