Catherine Zeta-Jones racconta della sua fuga da Hollywood: "Non so se mi abbia rovinato la carriera"

Catherine Zeta-Jones vive a New York lontano da Hollywood: ecco come ha costruito una carriera di successo senza rinunciare alla qualità della vita.

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Per Catherine Zeta-Jones, lasciare Hollywood non è stata una rinuncia, ma una liberazione. Mentre la maggior parte degli attori trascorre la vita a inseguire opportunità tra audizioni, party esclusivi e incontri strategici nei ristoranti giusti di Los Angeles, la star di Mercoledì ha scelto una strada completamente diversa: vivere a 40 minuti da New York City, lontana dai riflettori della Mecca del cinema, insieme al marito Michael Douglas.

In una recente intervista rilasciata a People il 2 febbraio, l'attrice gallese ha affrontato una domanda che molti si sono posti negli anni: vivere sulla East Coast, lontana dal cuore pulsante dell'industria cinematografica, ha danneggiato la sua carriera? La risposta è tanto sorprendente quanto rivelatrice del suo approccio al mondo dello spettacolo.

"È divertente. Ho vissuto sulla East Coast per moltissimi anni con Michael, ed è interessante chiedersi se sia stato dannoso per la mia carriera. Non lo so davvero, perché non sono mai stata a Los Angeles a fare networking", ha confessato Zeta-Jones con una franchezza disarmante. Una dichiarazione che sembra quasi eretica nel contesto hollywoodiano, dove il successo passa tradizionalmente attraverso una rete capillare di relazioni, cene di lavoro e presenza costante agli eventi giusti.



La coppia ha venduto la loro proprietà da 12 milioni di dollari nella Westchester County nel 2024, decisione maturata dopo che entrambi i figli, Dylan, oggi 25enne, e Carys, 22 anni, hanno lasciato il nido familiare. Come ha spiegato Douglas al Wall Street Journal, era semplicemente "il momento giusto" per voltare pagina. Michael Douglas è anche padre di Cameron Douglas, 47 anni, avuto dalla prima moglie Diandra Luker.

Ma cosa fa una stella di Hollywood quando non vive a Hollywood? La vita sociale di Catherine Zeta-Jones si è trasformata radicalmente, assumendo contorni che poco hanno a che fare con il glamour di Beverly Hills. "In realtà, passo più tempo con uomini d'affari newyorkesi, gente di Wall Street, persone del mondo dell'arte. I nostri amici e le persone che incontriamo sono diverse da quelle che frequenterei se fossi a Los Angeles. E non dico questo per sminuire LA e chi ci vive, è solo che mi muovo in ambienti diversi qui in città", ha spiegato l'attrice.

La sua storia solleva una domanda interessante per chiunque lavori in settori creativi fortemente concentrati geograficamente: quanto conta davvero essere "dove le cose accadono"? La risposta di Catherine Zeta-Jones sembra essere: molto meno di quanto credi. Forse ciò che conta davvero non è dove ti trovi fisicamente, ma dove scegli di investire la tua energia e di chi decidi di circondarti.

In un'epoca in cui il lavoro da remoto ha rivoluzionato le dinamiche professionali in quasi tutti i settori, la scelta di Zeta-Jones appare quasi profetica. Ha anticipato di oltre un decennio una tendenza che oggi è diventata norma: il successo non richiede più la presenza fisica nei luoghi tradizionali del potere. Richiede autenticità, talento e la capacità di costruire relazioni significative, ovunque tu decida di vivere.

La storia di Catherine Zeta-Jones è la prova che si può scegliere la qualità della vita senza sacrificare quella professionale. Che si può preferire Wall Street a Sunset Boulevard, l'arte alla mondanità, la famiglia alla carriera senza che queste siano scelte mutualmente escludenti. È la dimostrazione che Hollywood, oggi più che mai, è uno stato mentale prima ancora che una località geografica.

Fonte / People.com
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