FILM

Chris Hansen critica Robert Pattinson senza aver visto Primetime, ma da Venezia arriva la risposta dell’attore

Chris Hansen ha criticato Primetime e l’interpretazione di Robert Pattinson senza aver ancora visto il film. Da Venezia, l’attore ha finalmente risposto alle polemiche.

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La presentazione di Primetime alla Mostra del Cinema di Venezia si porta dietro una polemica che accompagna il film praticamente da prima ancora della sua uscita. Al centro della discussione c'è Chris Hansen, il giornalista americano diventato celebre grazie a To Catch a Predator, che non ha nascosto le proprie perplessità sul progetto di A24. Adesso, proprio dal Lido, è arrivata anche la risposta di Robert Pattinson.

L'attore interpreta infatti in Primetime una versione di Hansen, in una storia che torna sulla controversa stagione televisiva di To Catch a Predator e sul confine sempre più sottile che, negli anni Duemila, separava giornalismo, true crime e spettacolo. Presentato in concorso a Venezia 83, il film segna il debutto nella finzione del documentarista Lance Oppenheim ed è prodotto, tra gli altri, dallo stesso Pattinson. Ma il vero Hansen non è stato coinvolto nella realizzazione e nelle ultime settimane ha manifestato pubblicamente il proprio malcontento.

Il giornalista aveva avuto la possibilità di vedere Primetime in anticipo negli uffici di A24 a Manhattan, ma la proiezione non è mai cominciata: Hansen si è rifiutato di firmare l'accordo di riservatezza richiesto dallo studio, ritenendolo troppo restrittivo. Una fonte legata alla produzione ha invece spiegato che si trattava di un normale NDA utilizzato per le proiezioni prima dell'uscita. Hansen ha quindi visto soltanto il materiale promozionale e ha criticato l'interpretazione di Pattinson, giudicandola eccessivamente drammatica.

Ha inoltre contestato il fatto che il suo nome e la sua immagine siano stati utilizzati all'interno di una storia che considera in larga parte romanzata, chiedendo che venga chiarita maggiormente la natura fiction del film. Nonostante questo, ha assicurato di non essere alla ricerca di un compenso economico. E la vicenda ha assunto anche un risvolto decisamente curioso. Hansen ha acquistato degli spazi pubblicitari da mostrare prima delle proiezioni di Primetime per promuovere TruBlu, la piattaforma streaming sulla quale continua ancora oggi a realizzare operazioni contro i predatori online.

In pratica, prima di vedere Pattinson interpretare una versione cinematografica di Chris Hansen, gli spettatori potrebbero ritrovarsi davanti il vero Chris Hansen. Interrogato sulla polemica durante la presentazione veneziana, Pattinson ha scelto però di non alimentare lo scontro. La sua risposta è stata molto più conciliante:

“Spero che il film gli piaccia”. - Robert Pattinson

L'attore ha poi chiarito un punto importante: secondo lui Primetime non è mai nato con l'obiettivo di realizzare semplicemente un film biografico su Hansen. Ciò che interessava maggiormente era catturare il particolare fenomeno televisivo creatosi attorno a To Catch a Predator e capire perché, a vent'anni di distanza, quel programma continui a occupare un posto così riconoscibile nella cultura pop americana. Pattinson conosceva già lo show da ragazzo, ma ha spiegato che soltanto riguardandolo ossessivamente per prepararsi al film ha iniziato a notare qualcosa di particolare nel modo in cui Hansen si muoveva davanti alle telecamere.

Una presenza che ha definito “magnetica” e che, secondo lui, contribuiva al successo del programma almeno quanto gli argomenti affrontati. “C'è qualcosa di elettrizzante in lui”, ha raccontato Pattinson, spiegando che Hansen possiede una personalità talmente riconoscibile da diventare quasi impossibile non imitarlo dopo averlo osservato a lungo. Proprio questa capacità di restare impressa nell'immaginario collettivo sarebbe, nelle intenzioni dell'attore, una sorta di omaggio al giornalista più che un tentativo di ridicolizzarlo. Primetime torna infatti a uno dei capitoli più discussi della televisione americana.

To Catch a Predator, segmento di Dateline NBC trasmesso tra il 2004 e il 2007, organizzava operazioni nelle quali adulti convinti di incontrare minorenni venivano attirati in abitazioni predisposte per l'occasione, dove trovavano Hansen e le telecamere. Il programma ottenne ascolti enormi, ma sollevò anche interrogativi sul rapporto tra giornalismo, forze dell'ordine e spettacolarizzazione delle indagini. Uno dei momenti più controversi arrivò nel 2006, quando il vice procuratore distrettuale del Texas Louis Conradt morì suicida mentre le autorità, accompagnate dalla troupe televisiva, stavano per entrare nella sua abitazione.

Robert Pattinson in Tenet, fonte: Warner Bros.

Quella vicenda contribuì ad alimentare il dibattito sui metodi dello show ed è parte del contesto da cui nasce Primetime, ispirato anche all'inchiesta di Esquire Tonight on Dateline This Man Will Die. Nel film, accanto a Robert Pattinson, figurano Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers, qui al suo debutto come attrice. Primetime dura 110 minuti ed è uno dei titoli in concorso per il Leone d'Oro a Venezia 83. Negli Stati Uniti A24 lo porterà nelle sale il 25 settembre.

Pattinson si aggiunge così alla lunga lista di star che in questi giorni stanno sfilando sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, trasformando ancora una volta il Lido in uno dei luoghi più osservati dello spettacolo internazionale. Vedremo invece cosa accadrà quando Chris Hansen riuscirà finalmente a vedere il film per intero. Pattinson, almeno pubblicamente, sembra sperare che proprio quella visione possa ridimensionare una polemica iniziata ancora prima che il diretto interessato potesse giudicare davvero Primetime.

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