Christopher Nolan lancia un duro monito a Hollywood: “Il rischio più grande è giocare sul sicuro”
Christopher Nolan critica la strategia degli studios hollywoodiani e spiega perché, secondo lui, il vero rischio è smettere di sorprendere il pubblico con idee nuove.
Christopher Nolan non le manda a dire. In una recente intervista al New York Times, il regista di Oppenheimer e Batman: Il cavaliere oscuro ha lanciato una critica frontale al modo in cui Hollywood gestisce i blockbuster contemporanei. Il suo messaggio è chiaro e paradossale: giocare sul sicuro è la strategia più rischiosa che gli studios possano adottare. Perché il pubblico, contrariamente a quanto credono i produttori, non cerca la replica di formule già viste, ma qualcosa di nuovo.
Nolan ha affermato quanto segue:Non si tratta della classica polemica che non è basata sui fatti, visto che Nolan parla con l'autorità di chi ha dimostrato che il cinema d'autore e quello commerciale possono convivere, anzi potenziarsi a vicenda. I suoi film hanno incassato centinaia di milioni di dollari raccontando storie complesse, strutturate in modi non convenzionali, sfidando continuamente la passività dello spettatore. Per illustrare il suo punto, il regista britannico ha raccontato un aneddoto illuminante legato a Memento, il thriller del 2000 che lo lanciò definitivamente."Se sei davvero interessato al cinema e alla storia del cinema, una cosa la vedi assolutamente: devi correre rischi per avere successo. Il rischio più grande di tutti è giocare sul sicuro. È quello che, costantemente nei film mainstream, non funziona. Il pubblico sta cercando qualcosa di nuovo". Christopher Nolan
Quando presentò la sceneggiatura alla moglie e produttrice Emma Thomas, lei apprezzò la storia ma espresse preoccupazione per la struttura narrativa inversa, un azzardo che rischiava di confondere distributori e pubblico.
"Fui in grado di dirle: 'No, posso farlo'. Ci sono molti registi che possono farlo in modo più diretto. Ma avere qualcosa di nuovo da portare in tavola mitiga il rischio, ti dà un modo per distinguerti" - Christopher Nolan.
Come sappiamo, la sua intuizione si rivelò corretta, ma il percorso non fu semplice, dato che Memento fu una vendita difficile. I distributori, quelle figure intermedie tra creazione e fruizione che Nolan identifica come il vero ostacolo, non capirono il film. Ma quando finalmente raggiunse il pubblico, la risposta fu entusiasta ed il film divenne un caso di culto, dimostrando che l'audience è più intelligente e coraggiosa di quanto l'industria voglia credere.
"Poi abbiamo cercato di venderlo a persone che non lo capivano, quindi lei aveva completamente ragione. Ma alla fine è arrivato al pubblico e il pubblico lo ha apprezzato. Il rischio sono gli intermediari: i finanziatori, lo studio. Se riesci ad arrivare al pubblico, siamo stati ben ricompensati per aver avuto fiducia nell'audience". Christopher Nolan
Questa filosofia accompagna Christopher Nolan fin dagli esordi. Da Memento a Inception, passando per Interstellar e Dunkirk, il regista ha sempre costruito film che chiedono qualcosa in più allo spettatore, senza mai rinunciare all'ambizione. Lo stesso approccio guiderà anche Odissea, il kolossal tratto dall'opera di Omero in arrivo tra poche settimane: Nolan ha confermato che si tratta di un film pieno di rischi creativi, ribadendo di avere piena fiducia nella capacità del pubblico di accogliere qualcosa di diverso.
Una posizione che trova riscontro anche nelle scelte promozionali del progetto. Come vi abbiamo raccontato, Universal ha deciso di non invitare influencer alle anteprime di Odissea, preferendo puntare su una promozione più tradizionale e maggiormente incentrata sul film. Una decisione che si inserisce perfettamente nella visione del regista, da sempre convinto che siano l'originalità e il passaparola del pubblico, più che le formule di marketing consolidate, a decretare il vero successo di un'opera.