Cime Tempestose: Emerald Fennell spiega il finale che nessuno si aspettava
Emerald Fennell stravolge il finale di Cime Tempestose: niente incontro finale e fantasma di Cathy. La regista spiega le sue scelte radicali per il film 2026.
L'adattamento di Emerald Fennell del classico romanzo di Emily Brontë del 1847, Cime Tempestose, sta facendo discutere il pubblico e la critica. Non per la sua fedeltà al testo originale, ma per le scelte radicali che la regista ha operato sul finale, stravolgendo momenti iconici che generazioni di lettori hanno impresso nella memoria. Con Margot Robbie e Jacob Elordi nei ruoli di Catherine Earnshaw e Heathcliff, questo Wuthering Heights 2026 si distingue dalle numerose trasposizioni cinematografiche precedenti, da quella del 1992 di Peter Kosminsky con Juliette Binoche e Ralph Fiennes a quella del 2011 di Andrea Arnold con James Howson e Kaya Scodelario.
La regista ha difeso questa scelta in un'intervista con Entertainment Weekly, spiegando che la decisione è stata "in parte strutturale". Nel romanzo originale esistono circa tre diversi incontri e altrettanti discorsi tra i protagonisti verso il finale, e Fennell ha voluto consolidare questi elementi, distribuendoli diversamente nella narrazione. "Abbiamo parlato molto di Romeo e Giulietta e, ovviamente, quando incontriamo Isabella, lei parla di quel tipo di storia e di quella cosa mancata. Sento profondamente che la storia di Cathy e Heathcliff riguardi il continuare a mancarsi", ha dichiarato la regista.
Il secondo cambiamento significativo riguarda una delle immagini più potenti e romanticamente gotiche della letteratura inglese: il fantasma di Cathy che vaga per le brughiere chiamando Heathcliff. Questo momento è talmente radicato nell'immaginario collettivo che Kate Bush gli ha dedicato una delle canzoni più iconiche della musica pop, Wuthering Heights. Nel romanzo, lo spirito di Catherine appare a Heathcliff, implorando di essere riunita con lui, in una rappresentazione dell'amore che trascende persino la morte.
Fennell ha scelto di eliminare anche questa scena dalla sua versione. La sua spiegazione rivela una visione circolare e filosofica della storia: "Inizia dove finisce e finisce dove inizia. E questa è la questione dell'amore, ed è la questione del libro, giusto? È che è per sempre, ed è ciclico, quindi non c'è una fine - anche quando c'è una terribile, triste, tragica fine, non è davvero una fine - perché questo è ciò che il libro esprime così profondamente".
Queste scelte creative hanno diviso pubblico e critica. Su Rotten Tomatoes, il film ha ottenuto il 64 percento di approvazione dai critici professionisti, mentre il pubblico gli ha riservato un più generoso 84 percento. Alcune recensioni hanno elogiato l'approccio di Fennell, definendolo capace di far "sentire tutto - il piacere, l'agonia, la brutalità". Altri, invece, hanno sottolineato come si tratti più di una "reimmaginazione revisionista che di un adattamento fedele".
La questione della fedeltà agli adattamenti è antica quanto il cinema stesso. Ogni epoca reinterpreta i classici attraverso la propria sensibilità culturale ed estetica. Fennell, reduce dai successi di Una donna promettente e Saltburn, porta in Wuthering Heights la sua cifra stilistica distintiva: audace, provocatoria, a tratti scandalosa. La sua versione è stata descritta come "raunchy", termine inglese che indica una certa esplicità sessuale e grezza, un approccio certamente lontano dalle trasposizioni più tradizionali e contenute.