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Clayface debutta in testa al box office, un documentario sorprende tutti mentre crolla Street Fighter

Clayface debutta in testa al box office, ma un documentario sorprende tutti con il suo successo. Brusco calo per Street Fighter: ecco i risultati del weekend.

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Il nuovo film DC conquista il primo posto al box office americano, ma la vera sorpresa del weekend arriva da un titolo che difficilmente qualcuno avrebbe immaginato capace di competere con un cinecomic. Clayface ha debuttato nelle sale nordamericane con 24 milioni di dollari, conquistando la vetta della classifica degli incassi del fine settimana dal 23 al 25 ottobre 2026. Un risultato incoraggiante per Warner Bros. e DC Studios, anche se inferiore alle aspettative iniziali. A rubare la scena, però, è stato You Can See Everything, un documentario di quasi tre ore che, alla sua seconda settimana di programmazione, ha incassato ben 19,5 milioni di dollari, avvicinandosi sorprendentemente al film dedicato a uno dei più inquietanti avversari di Batman.

Secondo le stime riportate da Variety e confermate da altre testate specializzate, Clayface ha conquistato il primo posto grazie agli incassi registrati in 3.458 cinema nordamericani. Il film diretto da James Watkins, che racconta le origini del celebre antagonista dell'universo di Batman, ha inoltre raccolto 19 milioni di dollari nei mercati internazionali, raggiungendo un debutto globale da 43 milioni di dollari. Numeri che rappresentano un punto di partenza positivo, soprattutto considerando la particolare natura del progetto. A differenza dei tradizionali blockbuster supereroistici, Clayface è stato infatti concepito come un body horror vietato ai minori non accompagnati negli Stati Uniti, con atmosfere decisamente più cupe rispetto a quelle delle altre produzioni DC.

Anche il budget riflette questa impostazione: il film sarebbe costato circa 44 milioni di dollari, una cifra sensibilmente inferiore a quella investita per altri cinecomic recenti. Per fare un confronto, Superman del 2025 aveva richiesto un investimento produttivo di circa 225 milioni di dollari, mentre Supergirl era costato circa 170 milioni. Il debutto di Clayface, tuttavia, è arrivato nella parte bassa delle previsioni iniziali, che indicavano un possibile incasso compreso tra 25 e 35 milioni di dollari nel primo weekend. A incoraggiare lo studio è soprattutto la risposta del pubblico: il film ha ottenuto un giudizio A- su CinemaScore, un risultato che potrebbe favorire il passaparola e consentirgli di mantenere una buona tenuta nelle prossime settimane, approfittando anche della vicinanza con Halloween.

Clayface, fonte: Warner Bros.

Ma se Clayface ha conquistato la prima posizione, il risultato più sorprendente del weekend appartiene senza dubbio a You Can See Everything. Il documentario distribuito da A24, diretto da Nathan Fielder e Lance Oppenheim, racconta la vicenda di Elizabeth Holmes, l'imprenditrice diventata famosa per la fondazione di Theranos e successivamente condannata per frode. Un argomento che, almeno sulla carta, sembrava destinato a un pubblico molto più ristretto rispetto a quello di un film DC.

Eppure, i numeri raccontano una storia completamente diversa. Dopo aver debuttato con 15,6 milioni di dollari nel primo fine settimana, il documentario ha registrato una crescita degli incassi, arrivando a 19,5 milioni nella seconda settimana. Un risultato particolarmente insolito per una produzione di questo tipo, reso possibile anche dall'espansione della distribuzione, passata da 855 a 2.655 cinema. Il totale nordamericano ha così raggiunto 45,1 milioni di dollari, trasformando You Can See Everything in uno dei fenomeni cinematografici più inattesi dell'anno. Il documentario aveva già fatto parlare di sé per aver ottenuto il miglior debutto di un documentario non musicale negli ultimi vent'anni, ma la sua capacità di aumentare gli incassi nel secondo weekend rende il risultato ancora più significativo.

A colpire è soprattutto il confronto diretto con Clayface: soltanto 4,5 milioni di dollari separano i due film negli incassi del fine settimana, nonostante appartengano a generi completamente diversi e si rivolgano, almeno apparentemente, a pubblici differenti. Il successo del documentario dimostra inoltre come una produzione capace di suscitare curiosità e alimentare il dibattito possa trovare spazio nelle sale anche senza appartenere a un franchise cinematografico. Alle spalle dei primi due classificati troviamo Wildwood, il nuovo film d'animazione in stop-motion dello studio Laika, diretto da Travis Knight.

Street Fighter, fonte: Paramount Pictures

La pellicola ha debuttato al terzo posto con circa 11 milioni di dollari secondo le stime riportate da Variety, superando le aspettative che indicavano un esordio compreso tra 6 e 8 milioni. Un risultato incoraggiante, soprattutto per un film d'animazione originale, anche se il progetto dovrà affrontare una sfida importante nelle prossime settimane. Il budget produttivo di Wildwood si aggirerebbe infatti intorno ai 100 milioni di dollari, una cifra considerevole che rende necessario un percorso commerciale particolarmente solido per recuperare l'investimento. La situazione è decisamente più complicata per Street Fighter, l'adattamento cinematografico del celebre videogioco Capcom, che dopo aver conquistato il primo posto nel weekend precedente è scivolato in quarta posizione.

Il film ha incassato appena 8,6 milioni di dollari, registrando un calo del 72% rispetto al debutto. Una flessione molto pesante, che solleva interrogativi sulla sua capacità di mantenere un buon rendimento nelle prossime settimane. Il totale mondiale ha raggiunto circa 79,6 milioni di dollari, a fronte di un budget produttivo stimato in almeno 82 milioni, senza considerare le spese di promozione e distribuzione. Naturalmente, il confronto diretto tra incassi e costi non è sufficiente per stabilire il risultato economico definitivo di un film, ma il brusco rallentamento del secondo weekend rappresenta un segnale poco incoraggiante.

A completare la top five troviamo Wicker, la commedia romantica fantastica con Olivia Colman e Alexander Skarsgård, che ha esordito con 5,75 milioni di dollari in 1.471 cinema nordamericani. Più indietro in classifica, invece, si segnala il risultato deludente di Klara and the Sun, il film diretto da Taika Waititi e interpretato da Jenna Ortega, tratto dall'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro. La pellicola ha raccolto soltanto circa 720.000 dollari in 880 sale, fermandosi al quindicesimo posto della classifica americana. Un esordio particolarmente difficile per un progetto che, nonostante la presenza di nomi conosciuti, non sembra essere riuscito a conquistare l'interesse del pubblico.

Il weekend del 25 ottobre lascia dunque indicazioni molto diverse per Hollywood. Clayface ha dimostrato che un cinecomic realizzato con un budget più contenuto può ancora trovare spazio al cinema, mentre Street Fighter dovrà cercare di limitare le conseguenze di un secondo fine settimana particolarmente negativo. Ma la storia più interessante arriva probabilmente da You Can See Everything. In un mercato nel quale sequel, adattamenti e grandi franchise continuano a occupare una posizione centrale, un documentario di quasi tre ore è riuscito ad avvicinarsi agli incassi di un film DC, aumentando persino il proprio pubblico rispetto al debutto. Un risultato che racconta quanto il box office possa ancora sorprendere dopo il record di Spider-Man: Brand New Day, con incassi stellari, soprattutto quando un film riesce a trasformarsi in qualcosa di più di una semplice uscita cinematografica.

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