FILM

Da 10/10 nella storia del cinema: l'inquadratura finale del film con John Wayne è insuperabile

Perché l'ultima inquadratura del capolavoro con John Wayne resta la più bella del cinema Western

Condividi

C’è una scena che ha cambiato per sempre il modo di fare e di vedere i film western. Arriva alla fine di Sentieri selvaggi (The Searchers, 1956), quando la cinepresa di John Ford guarda dall'interno buio di una casa verso la luce abbagliante del deserto, inquadrando la figura solitaria di John Wayne. La porta che si chiude lentamente su di lui non è solo un bellissimo finale, ma un pezzo di storia del cinema.

John Wayne ha passato una vita a interpretare il classico cowboy buono e rassicurante. In questo film, però, Ford gli ricama addosso un ruolo completamente diverso: Ethan Edwards, un reduce della Guerra di Secessione pieno di rabbia, odio e pregiudizi.

Quando la sua famiglia viene sterminata e la nipotina rapita dai Comanche, Ethan passa anni a cercarla. Ma il suo non è il classico viaggio del soccorritore: è ossessionato dal rancore, al punto che inizialmente preferirebbe vederla morta piuttosto che integrata nella tribù. Alla fine fa la cosa giusta e la riporta a casa, ma il film non prova mai ad assolverlo del tutto per l'uomo che è stato.

Quella porta chiusa che dice tutto

La forza di quell'ultima inquadratura sta tutta nella sua semplicità. La famiglia rientra in casa festeggiando, la cinepresa resta dentro e inquadra Ethan rimasto fuori, sulla soglia. L'uomo si volta, si stringe il braccio in un gesto rimasto famoso, e si incammina da solo verso il deserto. Poi la porta si chiude, lasciandolo nell'ombra.

John Wayne in Sentieri Selvaggi (Warner Bros.)

È una scena che non ha bisogno di spiegazioni: la casa rappresenta la vita tranquilla, la famiglia, la civiltà. Fuori c'è il deserto selvaggio. Ethan è servito a salvare la situazione, ma è un uomo troppo violento e segnato dal passato per poter fare parte di quel mondo normale. È destinato a restare solo.

Con quel finale, John Ford e John Wayne hanno spazzato via la solita favola dei cowboy buoni contro i cattivi, mostrando quanto potesse essere spietata la vita sulla Frontiera. Senza troppi discorsi o grandi effetti, un singolo fotogramma è riuscito a raccontare la solitudine di un uomo e la fine di un'epoca. Ed è per questo che, a distanza di decenni, nessuno è ancora riuscito a fare di meglio.

Continua a leggere su BadTaste