Dal mistero, alla commedia perfetta: su Netflix, c'è la migliore satira del true crime (ma nessuno la conosce)
Scopri la satira geniale del true crime: mistero avvincente alla prima visione, commedia perfetta alla seconda. Analisi della serie Netflix cancellata troppo presto.
Nel vasto catalogo Netflix, tra documentari sui serial killer e podcast-show che indagano su crimini irrisolti, si nasconde una gemma che ha fatto qualcosa di rivoluzionario: ha preso il true crime, lo ha ribaltato come un calzino, e ha creato la satira più intelligente del genere. Eppure American Vandal, serie creata da Dan Perrault nel 2017, è passata quasi inosservata, cancellata dopo appena due stagioni, proprio un anno prima che il true crime esplodesse definitivamente nella cultura pop mondiale.
Qui sta il primo colpo di genio: niente occhiolini allo spettatore, nessun tono sopra le righe. I due protagonisti affrontano il caso con la solennità di chi sta investigando su un omicidio di primo grado, non su chi abbia scarabocchiato peni sui parabrezza. Questo contrasto tra la banalità del "crimine" e l'intensità dell'approccio narrativo crea una tensione comica inesauribile, ma anche qualcosa di inaspettato: un mistero genuinamente avvincente.
Alla prima visione, American Vandal è un thriller adolescenziale a tutti gli effetti. Chi è il vero colpevole? Mentre la coppia di aspiranti Errol Morris esplora la complessa gerarchia sociale della loro high school, ogni compagno di classe diventa un potenziale sospettato. Il cast di supporto, che include nomi come Lukas Gage, Eduardo Franco e Saxon Sharbino, porta in scena personaggi stratificati che vanno ben oltre la macchietta. C'è la ragazza popolare con segreti da nascondere, il nerd con un alibi sospetto, l'atleta che forse sa più di quanto ammetta.
Ma è alla seconda visione che American Vandal si trasforma completamente. Una volta eliminata l'urgenza di scoprire "chi è stato", lo spettatore può finalmente concentrarsi sulla stratificazione umoristica di ogni scena. Quelle battute che erano passate in secondo piano durante la tensione del mistero improvvisamente esplodono. L'atteggiamento dei protagonisti, che trattano testimonianze su "chi ha fatto cosa a chi dietro la palestra" con la gravità di confessioni da camera ardente, diventa esilarante.
La serie si rivela per quello che è veramente: una dissezione chirurgica di tutte le convenzioni del true crime. L'utilizzo della musica drammatica in momenti assolutamente inappropriati. I cliffhanger costruiti attorno a rivelazioni insignificanti. Le "prove schiaccianti" che si rivelano interpretazioni forzate di dati ambigui. Tutto ciò che in un documentario normale passerebbe inosservato qui viene amplificato fino all'assurdo, eppure mantenendo sempre quella faccia seria che rende tutto ancora più divertente.
La serie è stata semplicemente troppo avanti rispetto al suo tempo, una satira perfetta di un fenomeno che doveva ancora raggiungere il picco. Negli anni successivi sono arrivate altre parodie: Only Murders in the Building di Hulu, che gioca sul formato podcast-investigativo; Bodkin di Netflix, che esplora il lato exploitation del genere; Based on a True Story di Peacock, che ridicolizza l'ossessione culturale per i crimini reali. Tutte serie valide, ma nessuna è riuscita a raggiungere l'equilibrio perfetto tra rispetto e satira che caratterizza American Vandal.