Giorni di Tuono 2 con Tom Cruise compie un passo decisivo: Paramount ha scelto il regista
Paramount affida a Jonathan Levine la regia di Giorni di Tuono 2. Tom Cruise tornerà nei panni di Cole Trickle e sarà anche produttore del sequel.
Paramount ha finalmente deciso di premere sull'acceleratore e dare il via libera al sequel di Giorni di Tuono, il film del 1990 che vedeva Tom Cruise nei panni del pilota NASCAR Cole Trickle. A distanza di oltre tre decenni dall'originale, lo studio ha affidato le chiavi del progetto a Jonathan Levine, regista poliedrico che sta raccogliendo consensi entusiastici con il suo ultimo lavoro, Mr. Irrelevant.
Giorni di Tuono rappresentava all'epoca una reunion tra Cruise e il regista Tony Scott, dopo il trionfo di Top Gun. Sebbene non abbia raggiunto le vette commerciali del cult sull'aviazione militare, il film si è guadagnato un posto speciale nella memoria collettiva degli appassionati di cinema d'azione anni Novanta. La storia di Cole Trickle, pilota spericolato che vive la vita in corsia di sorsorpasso tra incidenti spettacolari, amori travolgenti e vittorie alla Daytona 500, aveva trovato un equilibrio perfetto tra adrenalina pura e dramma umano. Il cast stellare includeva Robert Duvall nel ruolo del capo meccanico, Nicole Kidman come dottoressa che conquista il cuore del protagonista, oltre a Cary Elwes e Randy Quaid in ruoli memorabili.
I dettagli della nuova storia rimangono per ora segreti, custoditi gelosamente dalla produzione, con la sceneggiatura che porta la firma di Will Staples, autore che ha già dimostrato di sapersi muovere nel territorio dell'azione ad alta tensione. Il suo curriculum include la scrittura di videogiochi blockbuster come Call of Duty: Modern Warfare 3, oltre alla co-sceneggiatura di Without Remorse, il thriller d'azione con Michael B. Jordan per Amazon Studios. Una scelta che lascia intuire un approccio contemporaneo al materiale originale, capace di bilanciare nostalgia e modernità.
La scelta di Jonathan Levine come regista rappresenta forse l'elemento più intrigante dell'intera operazione. Pochi filmmaker a Hollywood possono vantare una filmografia così variegata e imprevedibile: Levine ha iniziato con l'horror slasher All the Boys Love Mandy Lane, per poi passare al dramma indie The Wackness, premiato al Sundance. Ha affrontato il tema del cancro con sensibilità e ironia in 50/50, trasformato gli zombie in una storia d'amore con Warm Bodies, e dimostrato di sapersi muovere nella commedia con le collaborazioni con Seth Rogen in The Night Before e Long Shot, quest'ultimo con Charlize Theron.
Più recentemente, Levine ha esplorato il territorio delle produzioni televisive di prestigio, dirigendo episodi di Nine Perfect Strangers per Hulu, il drama creato da David E. Kelley che vede tra i protagonisti proprio Nicole Kidman. Un cerchio che si chiude in modo suggestivo, considerando il legame della Kidman con il film originale. La capacità di Levine di navigare tra generi così diversi, mantenendo sempre un'identità autoriale riconoscibile e un'attenzione particolare ai personaggi, lo rende una scelta non convenzionale ma potenzialmente vincente per riportare Cole Trickle sullo schermo.
Cruise, dal canto suo, ha dimostrato con la saga di Mission: Impossible e con Top Gun: Maverick di saper riportare in vita franchise dormienti o di estendere serie apparentemente concluse, trasformandole in eventi cinematografici globali. La formula vincente sembra risiedere nel rispetto della mitologia originale combinato con stunt pratici mozzafiato e una genuina passione per il mestiere del cinema.
Days of Thunder 2 si inserisce in un momento particolare per Paramount, che sta cercando di ricostruire un catalogo di franchise solidi dopo anni turbolenti. Il successo di Top Gun: Maverick ha dimostrato che il pubblico è affamato di sequel nostalgici realizzati con intelligenza e rispetto per il materiale di partenza. La scommessa su Levine rappresenta un approccio meno scontato rispetto all'ingaggio di un regista specializzato in action puro, ma potrebbe rivelarsi la mossa vincente per dare al progetto profondità emotiva oltre all'adrenalina delle gare.