Deep Cuts, A34 sceglie Odessa A'Zion e il web insorge: "Zoe Gutierrez doveva essere latina"

A24 sceglie Odessa A'zion per Deep Cuts scatenando polemiche sul whitewashing. Il personaggio latina Zoe Gutierrez affidata ad attrice bianca: il web protesta.

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L'adattamento cinematografico di Deep Cuts, il romanzo del 2023 firmato Holly Brickley, non è ancora arrivato nelle sale ma sta già scatenando un terremoto sui social media. La scintilla che ha acceso la polvere: la decisione di A24 di affidare a Odessa A'zion il ruolo di Zoe Gutierrez, personaggio descritto nel libro come metà messicana e metà ebraica. Una scelta che molti lettori e attivisti per la rappresentazione hanno bollato come un caso evidente di whitewashing, riaccendendo il dibattito su quanto Hollywood sia davvero disposta a rispettare l'autenticità culturale quando adatta opere letterarie contemporanee.

Deep Cuts è molto più di un semplice romanzo sentimentale ambientato nella scena musicale underground degli anni 2000. È un coming-of-age che intreccia amore, ambizione e identità, seguendo due studenti universitari ossessionati dalla musica nel corso di un decennio. Il libro ha conquistato critica e pubblico proprio per la sua specificità: personaggi radicati in esperienze vissute, storie personali che respirano autenticità, contesti culturali che non sono mai semplici decorazioni narrative. Zoe Gutierrez, in particolare, è un personaggio che ha risuonato con forza. La sua doppia eredità messicana ed ebraica non è un dettaglio folkloristico buttato lì per colore locale: informa il suo senso di appartenenza, il modo in cui naviga spazi creativi che spesso marginalizzano o tokenizzano la diversità.

È proprio questa complessità che rende la scelta di A'zion così controversa agli occhi di molti. L'attrice, diventata uno dei volti emergenti più chiacchierati di Hollywood grazie ai suoi ruoli in Marty Supreme e I Love L.A., ha dimostrato talento e presenza scenica. Nessuno mette in discussione le sue capacità attoriali. Il punto è un altro: quando un personaggio è stato scritto con una specifica identità culturale che ne plasma la psicologia e le relazioni, sostituire quell'identità con un'attrice che non la condivide significa riscrivere il personaggio stesso. E per molti fan del libro, questo equivale a tradire ciò che rendeva Deep Cuts così potente.



La reazione online non si è fatta attendere. Twitter, TikTok e Reddit sono esplosi con post che esprimono frustrazione, delusione e rabbia. "Zoe Gutierrez doveva essere interpretata da una Latina", recita uno dei commenti più condivisi. Altri utenti hanno sottolineato l'ironia amara di vedere A24, uno studio che ha costruito la sua reputazione su film autentici e specifici, compiere una scelta di casting che sembra cancellare proprio quella specificità. C'è chi ha fatto notare che il mercato di attrici latine talentuose non manca affatto: perché, allora, non cercare qualcuno che potesse portare sullo schermo anche la propria esperienza vissuta.

Il dibattito sul whitewashing non è nuovo, ma si è intensificato negli ultimi anni man mano che il pubblico è diventato più consapevole e vocal. Le piattaforme social hanno dato voce a comunità che un tempo rimanevano ai margini della conversazione culturale. Oggi, una scelta di casting controversa non passa più inosservata: viene analizzata, discussa, contestata. E quando un romanzo come Deep Cuts viene lodato proprio per come rappresenta identità complesse e marginalizzate, cancellare quella rappresentazione nell'adattamento cinematografico sembra non solo un errore artistico, ma anche una mancanza di rispetto verso i lettori e le comunità rappresentate.

Odessa A'zion, va detto, si trova in una posizione difficile. Lei non ha scelto il colore della propria pelle né ha controllato le decisioni di casting. Eppure, inevitabilmente, diventa il volto pubblico di questa controversia. È una dinamica ingiusta per lei, ma anche sintomatica di un problema più grande: quando gli studios scelgono di cancellare l'identità culturale di un personaggio, sono gli attori a finire sotto il fuoco incrociato della critica pubblica, mentre i produttori e i registi restano spesso nell'ombra.

Mentre la produzione di Deep Cuts avanza, è probabile che il film rimanga sotto scrutinio. I lettori affezionati al romanzo, le comunità latine che speravano di vedersi rappresentate autenticamente, gli attivisti per l'inclusività: tutti terranno d'occhio come l'adattamento tradurrà sulla pellicola ciò che sulla pagina aveva funzionato così bene. La domanda non è più solo se Deep Cuts sarà un buon film. È se riuscirà a recuperare la fiducia di un pubblico che già si sente tradito prima ancora che la prima scena venga girata.

Fonte / ScreenRant.com
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