Digger: Warner Bros scommette 125 milioni su Tom Cruise, ma che succede se sarà un flop?
Tom Cruise abbandona Mission Impossible per Digger, film da 125 milioni diretto da Iñárritu. Un ruolo comico che può cambiare la sua carriera nel 2026.
Nel 2026 la carriera di Tom Cruise, che negli ultimi anni è sempre stata votata all'azione più spettacolare, cambierà radicalmente. Il motivo è uno solo. Digger, il nuovo film diretto dal premio Oscar Alejandro G. Iñárritu, rappresenta una scommessa che va ben oltre i suoi famosi salti nel vuoto. Stavolta Cruise interpreta un ruolo principalmente comico, quello di Digger Rockwell, un uomo che tenta disperatamente di salvare il mondo da una catastrofe di cui è direttamente responsabile. Warner Bros. ha investito 125 milioni di dollari in questa operazione, una cifra che testimonia la fiducia dello studio nella capacità dell'attore di trascinare il pubblico in sala anche quando non indossa il giubbotto tattico di Ethan Hunt. Ma la vera domanda è: il pubblico seguirà Tom Cruise anche quando non corre sui tetti di Londra o non pilota elicotteri sopra i fiordi norvegesi?
È stato un periodo glorioso, una rinascita artistica e commerciale che ha consolidato il suo status di ultima vera superstar del cinema classico. Ma c'è un rovescio della medaglia: Cruise è diventato sinonimo di spettacolo adrenalinico, di missioni impossibili e voli supersonici. Il pubblico lo conosce, lo ama, lo cerca per quello. Digger rompe questo schema. È un'opera originale, un mix di commedia e dramma che non può contare sulla forza di un brand preesistente o sulle aspettative legate a sequel e personaggi iconici. Deve reggersi unicamente sul carisma e sulla capacità di Cruise di riempire le sale cinematografiche, a prescindere dal genere.
Ma se Digger dovesse chiudere sotto i 100 milioni? Sarebbe un messaggio inequivocabile, per gli studios e per lo stesso Cruise. Direbbe che gli spettatori vogliono da lui una cosa sola: più dello stesso. Più Mission: Impossible. Più Top Gun. Più inseguimenti, più salti, più proprietà intellettuali consolidate. Meno rischi, meno sperimentazioni. I risultati al botteghino di Digger non diranno solo se il film è piaciuto. Diranno se Tom Cruise è davvero una star universale o se, alla fine, è diventato indissolubilmente legato a un solo tipo di cinema. Diranno se il pubblico è disposto a scommettere 125 milioni di dollari su di lui, proprio come ha fatto Warner Bros. E diranno se, dopo quarant'anni di carriera, Tom Cruise può ancora sorprenderci.