Disney+ potrebbe diventare in parte gratuito: la possibile svolta storica per sfidare YouTube
Secondo un'indiscrezione, Disney starebbe valutando l'introduzione di contenuti gratuiti su Disney+, una strategia che potrebbe cambiare il mercato dello streaming e sfidare la crescita di YouTube e delle piattaforme free.
Stando ad un nuovo report, Disney sta esplorando un territorio finora inesplorato per i grandi player dello streaming: rendere alcuni contenuti di Disney+ accessibili gratuitamente, senza alcun abbonamento. Una mossa che potrebbe ridefinire le regole del gioco in un mercato sempre più affollato e dove i consumatori iniziano a stancarsi di pagare abbonamenti crescenti.
Secondo fonti vicine alla strategia streaming della compagnia, questi colloqui fanno parte di una riflessione più ampia su come servire meglio i fan. Attualmente, il bundle Disney+ e Hulu costa 12,99 dollari al mese con pubblicità o 19,99 dollari senza interruzioni. Prezzi che, pur offrendo un catalogo sterminato, iniziano a pesare sul portafoglio delle famiglie, soprattutto in un contesto di inflazione persistente.
La vera questione è: perché Disney dovrebbe regalare contenuti quando può farli pagare? La risposta sta nei numeri. YouTube e gli altri servizi di streaming gratuiti supportati dalla pubblicità stanno divorando quote di mercato a ritmi vertiginosi. I tre maggiori streamer gratuiti hanno rappresentato il 18,7 per cento del tempo di visione su televisori statunitensi ad aprile, in crescita rispetto al 16,8 per cento di un anno prima e al 12,7 per cento di aprile 2024, secondo i dati Nielsen.
Un livello gratuito potrebbe aiutare Disney+ a distinguersi nella giungla degli abbonamenti a pagamento. Apple TV e Paramount+ permettono già agli utenti di assaggiare alcuni episodi completi, ma nessun servizio premium ha finora lanciato un'offerta gratuita robusta e strutturata, con Disney che potrebbe essere il primo a farlo sul serio. La strategia si inserisce in un ripensamento più ampio del modo in cui Hollywood distribuisce contenuti, con Disney e i suoi competitor stanno abbracciando nuovi formati: video brevi in stile TikTok, podcast, persino i micro-drama verticali che stanno spopolando in Asia.
Negli ultimi mesi, la Casa di Topolino ha già aggiunto clip verticali alla sua app di punta, seguendo l'esempio di Paramount+.Il CEO Josh D'Amaro ha dichiarato ai dipendenti che sta dando priorità all'innovazione di prodotto e tecnologia nello streaming. Non sono parole vuote, visto che Netflix ha annunciato questa settimana che ad agosto aggiungerà video da tre a venti minuti da editori come BuzzFeed Studios, Condé Nast, Hearst Magazines, Penske Media e People Inc. Il colosso di Los Gatos ha già fatto una mossa importante nei video podcast all'inizio dell'anno e sta sperimentando anche con i contenuti verticali.
Aggiungiamo inoltre che il modello freemium non è nuovo: Spotify lo ha reso popolare nella musica, YouTube lo applica con successo da anni. Ma per Disney rappresenterebbe una svolta culturale importante: passare da guardiano geloso dei suoi contenuti premium a distributore più democratico, disposto a regalare qualcosa pur di mantenere la rilevanza. Resta da capire come reagiranno gli abbonati paganti. Scoprire che parte dei contenuti per cui pagano diventeranno gratuiti potrebbe non piacere a tutti. Disney dovrà calibrare attentamente l'offerta free per non cannibalizzare i ricavi da abbonamento, ma al tempo stesso renderla abbastanza interessante da attrarre nuovi spettatori.
Il mercato dello streaming è a un bivio. Dopo anni di crescita esplosiva alimentata da investimenti miliardari in contenuti originali, le piattaforme si trovano ora a fare i conti con la realtà: i consumatori hanno un limite di spesa mensile e sempre meno voglia di sottoscrivere nuovi abbonamenti. In questo contesto, servizi gratuiti come YouTube continuano a conquistare quote di mercato grazie a un'offerta semplice, immediata e finanziata dalla pubblicità.