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Disney+ rimuove 4K e HDR in Italia: ecco perché gli abbonati Premium ricevono solo il Full HD

Disney+ ha rimosso temporaneamente il supporto a 4K UHD e HDR in Italia e in altri Paesi europei dopo una sentenza sui brevetti. Ecco cosa cambia per gli abbonati Premium.

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Se negli ultimi giorni avete notato che i vostri film preferiti su Disney+ non brillano più come prima, non è colpa del vostro televisore. La piattaforma di streaming ha rimosso il supporto 4K e HDR in diversi paesi europei, lasciando migliaia di abbonati premium letteralmente a guardare contenuti di qualità inferiore pur pagando il prezzo pieno. E no, nessuno ha ancora parlato di rimborsi.

La vicenda è più complessa di quanto sembri e affonda le radici in una battaglia legale sui brevetti che sta mettendo in crisi l'intero modello dello streaming premium. Ma andiamo con ordine. Secondo una dichiarazione ufficiale rilasciata a FlatpanelsHD, The Walt Disney Company Nordic & Baltic ha confermato: "A seguito di una recente sentenza del tribunale che riguarda la tecnologia che utilizziamo per fornire 4K UHD e HDR, abbiamo temporaneamente rimosso il supporto per 4K UHD e HDR su Disney+". L'azienda si è detta delusa e consapevole della frustrazione dei clienti, promettendo di lavorare per ripristinare le funzionalità il prima possibile.

Ma quale sentenza, e soprattutto, quali paesi sono coinvolti. Sebbene l'elenco ufficiale completo non sia ancora stato confermato, la lista dei territori colpiti dovrebbe essere la stessa della precedente rimozione di Dolby Vision avvenuta pochi mesi fa: Austria, Belgio, Germania, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Svezia. Regno Unito e Stati Uniti.

Non è la prima volta che Disney+ si trova ad affrontare problemi di questo tipo in Europa. Già lo scorso autunno la piattaforma aveva dovuto rimuovere il supporto Dolby Vision dopo una sentenza di un tribunale sui brevetti. In quel caso la situazione si era risolta nell'arco di un mese, con il ritorno del formato HDR premium. Questa volta però la questione è più grave perché non stiamo parlando solo di Dolby Vision, un formato HDR avanzato, ma anche di HDR10, lo standard base, e persino della risoluzione 4K.

In pratica, chi paga per l'abbonamento Premium di Disney+ si ritrova con la stessa qualità video di chi ha il piano Standard, ma continua a sborsare diversi euro in più ogni mese. Certo, restano il Dolby Atmos per l'audio e la possibilità di usare quattro dispositivi contemporaneamente, oltre ai download su dieci device. Ma chi ha sottoscritto il piano più costoso, con ogni probabilità l'ha fatto principalmente per godersi i film Marvel o Star Wars in 4K HDR sul proprio televisore di ultima generazione, beh, ora stai pagando per qualcosa che non hai più.

Comunque la questione dei brevetti non è nuova nel mondo dello streaming. Tutte le grandi piattaforme sono state nel mirino di aziende detentrici di proprietà intellettuale che rivendicano violazioni sui codec video, sui sistemi di compressione o sulle tecnologie HDR. Si tratta spesso di contenziosi complessi che si risolvono con accordi economici o licenze, ma nel frattempo sono gli utenti a pagarne le conseguenze.

Disney Plus, fonte: Disney

E qui entra in scena il grande ritorno del Blu-ray. Sembra un paradosso nell'era dello streaming dominante, ma i dati parlano chiaro: secondo alcuni rivenditori specializzati, gli ordini di Blu-ray sono aumentati fino al 10.000 percento in alcuni mercati. Non è solo nostalgia o collezionismo da nerd, ma è una risposta razionale a un ecosistema digitale che sta diventando sempre più instabile. I prezzi di Netflix, Disney+, Amazon Prime Video sono aumentati negli ultimi mesi, e nel frattempo la qualità migliore è stata relegata ai piani premium più costosi. Quello che una volta era incluso di default ora richiede un extra.

Certo, Disney probabilmente risolverà anche questa questione. Come è successo con Dolby Vision, probabilmente troverà un accordo o una soluzione tecnica alternativa, ma nel frattempo gli utenti stanno pagando per un qualcosa che gli è stato tolto all'improvviso. La vicenda Disney+ in Europa è l'ennesima crepa in un sistema che prometteva semplicità e convenienza ma che, negli ultimi mesi, sembra attraversare una fase particolarmente complicata.

Da un lato la piattaforma è costretta a rimuovere temporaneamente il supporto al 4K UHD e all'HDR per una disputa sui brevetti, dall'altro Marvel Television ha appena cancellato Wonder Man nonostante la seconda stagione fosse già stata pianificata, con contratti firmati e una writers' room pronta a partire. Due vicende molto diverse tra loro, ma che raccontano come decisioni legali e strategiche possano cambiare improvvisamente l'offerta destinata agli abbonati. E mentre le piattaforme affrontano battaglie sui brevetti, cancellazioni improvvise e continui cambi di rotta, forse ha ancora senso riscoprire il valore di una collezione fisica: quella che nessuna sentenza o decisione aziendale può portare via.

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