Disney+ rimuove 4K e HDR in Italia: ecco perché gli abbonati Premium ricevono solo il Full HD [AGGIORNATA]
Disney+ ha rimosso temporaneamente il supporto a 4K UHD e HDR in Italia e in altri Paesi europei dopo una sentenza sui brevetti. Ecco cosa cambia per gli abbonati Premium.
[Notizia aggiornata alla ore 13:30 del 3 Agosto 2026]
"Abbiamo adottato una tecnologia alternativa per abilitare il 4K UHD e l’HDR in seguito a una recente sentenza del tribunale e abbiamo iniziato a ripristinare il supporto 4K UHD su Disney+ in Italia. Ciò potrebbe comportare l’indisponibilità del 4K UHD su alcuni dispositivi. Riconosciamo il disagio che questo può causare e stiamo lavorando per aumentare il numero di dispositivi compatibili con il 4K UHD e ripristinare l’HDR il più rapidamente possibile." - Disney
Segue la notizia originale:
Se negli ultimi giorni avete notato che i vostri film preferiti su Disney+ non brillano più come prima, non è colpa del vostro televisore. La piattaforma di streaming ha rimosso il supporto 4K e HDR in diversi paesi europei, lasciando migliaia di abbonati premium a guardare contenuti di qualità inferiore pur pagando il prezzo pieno. E al momento non sembrano previsti dei rimborsi.
Ma quale sentenza, e soprattutto, quali paesi sono coinvolti. Sebbene l'elenco ufficiale completo non sia ancora stato confermato, la lista dei territori colpiti dovrebbe essere la stessa della precedente rimozione di Dolby Vision avvenuta pochi mesi fa: Austria, Belgio, Germania, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Svezia. Regno Unito e Stati Uniti.
Non è la prima volta che Disney+ si trova ad affrontare problemi di questo tipo in Europa. Già lo scorso autunno la piattaforma aveva dovuto rimuovere il supporto Dolby Vision dopo una sentenza di un tribunale sui brevetti. In quel caso la situazione si era risolta nell'arco di un mese, con il ritorno del formato HDR premium. Questa volta però la questione è più grave perché non stiamo parlando solo di Dolby Vision, un formato HDR avanzato, ma anche di HDR10, lo standard base, e persino della risoluzione 4K.
Comunque la questione dei brevetti non è nuova nel mondo dello streaming. Tutte le grandi piattaforme sono state nel mirino di aziende detentrici di proprietà intellettuale che rivendicano violazioni sui codec video, sui sistemi di compressione o sulle tecnologie HDR. Si tratta spesso di contenziosi complessi che si risolvono con accordi economici o licenze, ma nel frattempo sono gli utenti a pagarne le conseguenze.
E qui entra in scena il grande ritorno del Blu-ray. Sembra un paradosso nell'era dello streaming dominante, ma i dati parlano chiaro: secondo alcuni rivenditori specializzati, gli ordini di Blu-ray sono aumentati fino al 10.000 percento in alcuni mercati. Non è solo nostalgia o collezionismo da nerd, ma è una risposta razionale a un ecosistema digitale che sta diventando sempre più instabile. I prezzi di Netflix, Disney+, Amazon Prime Video sono aumentati negli ultimi mesi, e nel frattempo la qualità migliore è stata relegata ai piani premium più costosi. Quello che una volta era incluso di default ora richiede un extra.
Da un lato la piattaforma è costretta a rimuovere temporaneamente il supporto al 4K UHD e all'HDR per una disputa sui brevetti, dall'altro Marvel Television ha appena cancellato Wonder Man nonostante la seconda stagione fosse già stata pianificata, con contratti firmati e una writers' room pronta a partire. Due vicende molto diverse tra loro, ma che raccontano come decisioni legali e strategiche possano cambiare improvvisamente l'offerta destinata agli abbonati.