Dolly Parton, la famiglia era corsa al suo fianco ma nessuno si aspettava la fine: cosa è successo nelle ultime ore
La famiglia di Dolly Parton non pensava che l'ultimo ricovero sarebbe stato quello definitivo: cosa sappiamo sui suoi ultimi giorni e sui problemi di salute affrontati dalla cantante.
La morte di Dolly Parton, avvenuta la mattina del 25 agosto 2026, ha colto di sorpresa i suoi familiari e le persone più vicine alla leggenda della musica country. Nonostante fossero consapevoli dei recenti problemi di salute della cantante, nessuno immaginava che il ricovero al Vanderbilt University Medical Center di Nashville potesse essere quello definitivo. L'icona che ha venduto oltre 160 milioni di album in tutto il mondo si è spenta a 80 anni, lasciando un vuoto incolmabile nella cultura musicale americana e internazionale.
Il quadro clinico di Dolly Parton negli ultimi tempi era caratterizzato da una serie di disturbi interconnessi: problemi al sistema immunitario, difficoltà digestive, calcoli renali e complicazioni legate all'assunzione di farmaci. Questi problemi di salute l'avevano obbligata a cancellare alcune apparizioni pubbliche e a posticipare la residency programmata a Las Vegas, per concentrarsi sul recupero. Tuttavia, l'entourage della cantante riteneva che anche questa volta l'artista avrebbe superato la crisi, come aveva sempre fatto con quella tenacia che l'aveva accompagnata fin dall'infanzia povera nel Tennessee.
La notizia della scomparsa è stata data dal nipote Brian Seaver attraverso un video pubblicato su Instagram, aprendo la strada a un'ondata di cordoglio globale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso il suo dolore su Truth, annunciando che le bandiere americane sarebbero state issate a mezz'asta per una settimana in tutto il Paese. "È con grande tristezza che annuncio la scomparsa di Dolly Parton, una delle più grandi cantanti country e non solo di tutti i tempi. È una vera perdita per milioni di persone.
Un anno dopo aveva iniziato a scrivere canzoni, dando il via a una carriera che l'avrebbe portata a diventare l'artista country femminile più venduta di sempre. Il suo album di debutto, Hello, I'm Dolly, uscì nel 1967 e aprì le porte a una serie infinita di successi che hanno attraversato decenni e generazioni. Brani come I Will Always Love You, poi reso ancora più celebre dalla versione di Whitney Houston, 9 to 5, colonna sonora dell'omonimo film che la vide protagonista, e Jolene sono diventati classici intramontabili, capaci di parlare all'anima con quella miscela unica di dolcezza e determinazione che caratterizzava tutto ciò che Dolly toccava.
Ma Dolly Parton non era solo musica, essendo anche un'imprenditrice di successo, una filantropa generosa, un'icona di stile con quella chioma bionda platino e quegli abiti scintillanti che l'hanno resa riconoscibile in ogni angolo del pianeta. La sua capacità di rimanere autentica, di non prendersi troppo sul serio pur essendo serissima nel suo lavoro, l'ha resa una figura amata trasversalmente, capace di unire generazioni, ceti sociali e orientamenti politici diversi.