Dopo Blade, anche Booster Gold si arena: lo sceneggiatore cita il caso Marvel per spiegare lo stop
David Jenkins conferma che la serie HBO dedicata a Booster Gold non andrà avanti e, per spiegare la situazione, richiama le recenti dichiarazioni di Mahershala Ali sul travagliato reboot di Blade.
Il progetto HBO dedicato a Booster Gold non diventerà mai una serie. A confermarlo è stato lo stesso David Jenkins, sceneggiatore e showrunner noto per il suo lavoro su Our Flag Means Death, che venerdì ha annunciato sui social la fine dello sviluppo della sua versione dell'adattamento DC Comics. "Il mio Booster Gold non andrà avanti", ha scritto Jenkins su Threads, con un messaggio che ha fatto rapidamente il giro della rete. Ma è il seguito della dichiarazione a rendere la situazione ancora più interessante: lo sceneggiatore ha infatti ripreso e fatto proprie le parole di Mahershala Ali, l'attore che di recente ha pubblicamente criticato Marvel Studios per la mancata realizzazione del reboot di Blade.
Un parallelismo che dice molto sulle dinamiche produttive dei grandi studios. Entrambi i casi raccontano progetti annunciati con grande enfasi, seguito da anni di limbo produttivo e, infine, l'abbandono sostanziale nonostante i contratti firmati e le risorse disponibili. Fonti vicine a HBO hanno però precisato che Booster Gold rimarrà tecnicamente un progetto "in sviluppo", una formula che nel gergo hollywoodiano spesso significa un parcheggio indefinito piuttosto che una prospettiva concreta di realizzazione.
Il progetto era stato annunciato ufficialmente nel 2023, con Jenkins che si era unito come sceneggiatore del pilot nell'anno successivo. L'entusiasmo iniziale era palpabile: Booster Gold rappresentava un approccio diverso al genere supereroistico, concentrandosi su un personaggio complesso e profondamente umano. Nei fumetti DC, il vero nome di Booster Gold è Michael Jon "Booster" Carter, un giovane promettente giocatore di football del Gotham City College la cui carriera viene stroncata dopo essere stato scoperto a scommettere sulle partite.
Peter Safran, co-capo di DC Studios insieme a James Gunn, aveva descritto la versione seriale come la storia di "un perdente dal futuro che usa la sua tecnologia futuristica di base per tornare ai giorni nostri e fingersi un supereroe". Gunn aveva aggiunto un ulteriore livello di lettura, definendolo "una storia sulla sindrome dell'impostore di un supereroe". Era un concept che prometteva di esplorare temi raramente affrontati nel genere: l'autenticità, il valore della fama, la differenza tra essere e sembrare. Una narrativa perfetta per l'era dei social media e della celebrity culture.
L'universo DC su HBO ha vissuto alti e bassi negli ultimi anni. The Penguin ha ottenuto ascolti impressionanti e riconoscimenti ai premi, dimostrando che esiste un pubblico affamato di storie DC ben realizzate. Lanterns, in arrivo il 16 agosto, ha già generato grande entusiasmo al Comic-Con con il nuovo trailer e diverse clip presentate al pubblico. La serie Peacemaker ha prodotto due stagioni, anche se James Gunn ha lasciato intendere che non ci sarà una terza stagione. Sul fronte dell'animazione, Creature Commandos ha già confermato una seconda stagione, dimostrando la fiducia dello studio nel formato.
HBO non ha rilasciato commenti ufficiali sulla situazione, mantenendo il silenzio istituzionale che spesso accompagna questo tipo di decisioni creative. I fan di Booster Gold, ancora una volta, dovranno accontentarsi delle pagine dei fumetti per seguire le avventure del loro antieroe preferito. Dopo Blade e questa triste novità targata DC, una domanda resta sospesa: in un'industria con miliardi di dollari a disposizione e talenti pronti a realizzare progetti appassionati, perché tante storie promettenti non riescono mai a vedere la luce?