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Dopo il flop al cinema, Denzel Washington spopola su Netflix in questo thriller dimenticato

Flop al cinema nel 2021, ora è tra i film più visti su Netflix. Come il thriller con Denzel Washington ha trovato il suo pubblico nello streaming.

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Ci sono film che nascono nel momento sbagliato. Storie potenti, cast stellari, regia solida, eppure qualcosa non funziona. The Little Things - Fino all'ultimo indizio è uno di questi casi: uscito nelle sale nel gennaio 2021, nel pieno della pandemia, con un incasso mondiale di appena 30,8 milioni di dollari contro un budget di 30 milioni. Un flop certificato, almeno sulla carta. Eppure, quattro anni dopo, questo thriller poliziesco con Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto sta vivendo una seconda vita su Netflix, conquistando la settima posizione nella classifica mondiale dei film più visti sulla piattaforma. Una riscoperta che racconta molto su come il pubblico consuma cinema oggi, su cosa significa davvero il successo nell'era dello streaming, e su come certi film abbiano bisogno di tempo per trovare il loro pubblico. Perché The Little Things, nonostante le recensioni tiepide e l'accoglienza controversa del 2021, continua a catalizzare l'attenzione di milioni di spettatori in tutto il mondo.

La storia è quella classica del thriller poliziesco americano: Los Angeles, primi anni Novanta, una serie di omicidi che terrorizza la città. Joe "Deke" Deacon, un vice sceriffo della contea di Kern interpretato da Denzel Washington, torna nella City of Angels per raccogliere prove su un altro caso, ma viene risucchiato nelle indagini su un serial killer. Al suo fianco c'è Jim Baxter, giovane detective interpretato da Rami Malek, brillante ma ancora inesperto rispetto al peso emotivo di certe indagini. E poi c'è lui: Albert Sparma, personaggio inquietante ed enigmatico portato sullo schermo da Jared Leto, sospettato principale che potrebbe essere il killer, o forse no. Scritto e diretto da John Lee Hancock, il film gioca deliberatamente con i codici del genere, evocando atmosfere che rimandano a classici come Se7en di David Fincher. Ma è proprio questo richiamo che ha diviso critica e pubblico.

Su Rotten Tomatoes, The Little Things si ferma a un 45 percento di gradimento da parte dei critici, che lo hanno accusato di essere troppo derivativo, di non offrire nulla di nuovo al genere del serial killer, di essere prevedibile nei suoi colpi di scena. Il pubblico, invece, è stato più generoso, con un 67 percento di approvazione, apprezzando soprattutto l'attenzione alla dimensione psicologica del lavoro di polizia e, naturalmente, il cast eccezionale. Tre premi Oscar sul set non sono poca cosa. Washington ha vinto per Training Day e Glory, Malek per Bohemian Rhapsody, Leto per Dallas Buyers Club. Questo livello di talento davanti alla macchina da presa garantisce almeno una qualità interpretativa che tiene incollati allo schermo, anche quando la sceneggiatura mostra qualche cedimento.

I tre attori lavorano su registri diversi: Washington porta quel peso vissuto, quella stanchezza morale di chi ha visto troppo; Malek è l'ambizione in formato umano, l'idealismo che non ha ancora fatto i conti con la realtà; Leto costruisce un personaggio ambiguo, irritante, magnetico. The Little Things è stato uno dei titoli Warner Bros che ha debuttato contemporaneamente al cinema e su HBO Max, strategia che all'epoca sembrava rivoluzionaria ma che ha cannibalizzato gli incassi in sala. Chi avrebbe pagato un biglietto per vederlo in un cinema semivuoto quando poteva guardarlo comodamente dal divano? Il risultato è stato un flop commerciale che non rifletteva necessariamente la qualità del prodotto, ma il contesto impossibile in cui è stato lanciato.

Eppure, lo streaming gli ha dato nuova linfa. Già nell'aprile 2024, The Little Things era salito al secondo posto nella classifica mondiale di Netflix, con 8,7 milioni di visualizzazioni. Ora è tornato nella Top 10 globale, settimo posto con 5,3 milioni di visualizzazioni e 11,4 milioni di ore guardate nella settimana dal 10 al 16 novembre. È nella Top 10 di 21 paesi, concentrati soprattutto in America Latina e Caraibi, mercati dove il thriller americano classico ha sempre avuto un pubblico affezionato. Quello che The Little Things fa meglio, al di là della trama o dei colpi di scena, è raccontare il costo psicologico del lavoro investigativo. Non è un film d'azione, non ci sono inseguimenti spettacolari o sparatorie. È un thriller cerebrale, claustrofobico, dove la vera battaglia si combatte nella testa dei personaggi.

Deke è ossessionato dai fantasmi del passato, da casi irrisolti, da errori che lo hanno segnato. Baxter deve decidere che tipo di detective vuole diventare, quanto è disposto a compromettere per ottenere risultati. E Sparma gioca con loro, forse colpevole, forse solo un disturbato che cerca attenzione. La riscoperta del film su Netflix è anche un promemoria di quanto il contesto influenzi la percezione di un'opera. Se The Little Things fosse uscito in un altro momento, senza pandemia e senza quella particolare tempesta politica, avrebbe avuto una ricezione diversa. Non sarebbe diventato un capolavoro incompreso, probabilmente, ma avrebbe trovato il suo pubblico in modo più organico. Invece ha dovuto aspettare, passare attraverso il limbo dell'oblio, per poi riemergere quando le condizioni erano più favorevoli.

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