Dopo il successo di Backrooms, Kane Parsons è pronto a lanciarsi in un altro progetto (che lo riporterebbe "a casa")
Kane Parsons, regista di Backrooms, vuole dirigere un film su Portal di Valve. Il giovane cineasta 24enne punta al videogioco che ha segnato la sua infanzia.
Kane Parsons ha solo 21 anni, ma ha già dimostrato di saper trasformare l'impossibile in realtà. Il giovane regista che ha portato sul grande schermo Backrooms, trasformando un fenomeno nato su internet in un successo cinematografico da box office, ha ora un nuovo sogno nel cassetto: dirigere un film su Portal, il leggendario videogioco di Valve.
Parsons ha descritto un'eventuale adattamento di Portal come un "progetto dei sogni". Parsons ha chiarito la sua posizione in modo netto: non ha alcun interesse a diventare un "mercante di proprietà intellettuali", sottolineando che le uniche IP che lo attraggono davvero siano quelle legate alla sua infanzia negli anni 2000. Parsons ha preferito non nominarle esplicitamente, dato che sta attivamente esplorando la possibilità di adattarle, ma questo ha fatto inevitabilmente pensare proprio a Portal.
Il regista è cresciuto giocando a titoli come Half-Life e Portal, e molto prima di realizzare la serie Backrooms che lo avrebbe reso famoso, aveva già creato un cortometraggio su Portal per il suo canale YouTube. Si tratta quasi di un ritorno "a casa", un percorso circolare che lo riporterebbe al punto di partenza della sua passione creativa. Le affinità tra Backrooms e Portal sono evidenti per chiunque conosca entrambi gli universi. Entrambi condividono un'estetica basata su spazi ampi, vuoti e carichi di un'atmosfera inquietante.
Gli ambienti liminali che caratterizzano l'horror di Backrooms (la cui atmosfera trae ispirazione da un'amata serie TV) trovano un'eco nella natura sterile e perturbante delle camere di test di Aperture Science, soprattutto nei corridoi nascosti e nelle caverne che si celano dietro le superfici patinate di Portal 2. Quella sensazione di trovarsi in un luogo che non dovrebbe esistere, dove le leggi dello spazio e della logica sembrano piegarsi, è un filo rosso che unisce le due opere.
La storia di un possibile adattamento di Portal per il cinema non è nuova. Nel 2013, il regista JJ Abrams aveva annunciato di voler portare sia Half-Life che Portal sul grande schermo attraverso la sua casa di produzione Bad Robot. All'epoca l'entusiasmo era palpabile, ma negli anni successivi il progetto è caduto in un silenzio assordante. Nel 2021, Abrams aveva dichiarato a IGN che Portal era ancora in sviluppo presso Warner Bros., ma da allora non ci sono stati aggiornamenti significativi.
L'arrivo di Parsons sulla scena potrebbe rappresentare una svolta. Il successo critico e commerciale di Backrooms ha dimostrato che il giovane regista non solo comprende il linguaggio del cinema di genere, ma sa anche come tradurre atmosfere complesse e concetti astratti in narrazioni cinematografiche efficaci. Se qualcuno può dare vita agli enigmi spaziali, all'umorismo nero di GLaDOS e alla poetica malinconica di Aperture Science, quello potrebbe essere proprio lui.
Rimangono però diverse questioni aperte. È possibile che Bad Robot e Warner Bros. detengano ancora i diritti, il che potrebbe creare complicazioni legali e produttive. E naturalmente, Valve dovrà essere convinta che Parsons sia la persona giusta per questo compito. L'azienda di Gabe Newell è notoriamente protettiva nei confronti delle sue IP e ha sempre mostrato una certa riluttanza a espanderle oltre il medium videoludico.
Tuttavia, dopo aver visto come Parsons sia riuscito a trasformare un concetto astratto nato su internet in un fenomeno culturale globale, sarebbe quantomeno miope non prendere in considerazione la sua proposta. Il regista ha dimostrato di possedere quella rara combinazione di rispetto per il materiale originale, visione artistica personale e capacità tecnica necessaria per affrontare una sfida di questa portata.