Dove vedere Gli anni più belli, il film di Muccino con Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria
Un racconto di amicizia e tempo che scorre, tra nostalgia e sentimenti, firmato da un Muccino che scatena emozioni intime senza troppo rumore
Gli anni più belli iniziano scatenando il senso del tempo. Un tempo che scorre inesorabilmente senza scampo, dando la sensazione che siamo già in ritardo per qualcosa, su qualcuno, su una promessa fatta molto tempo prima. Dai primi minuti la trama è in secondo piano, non appare chiara, c’è piuttosto un flusso di sensazioni , un’eco di voci, risate e silenzi lontani.
Questo racconto che Gabriele Muccino mette su come una lunga corsa a ostacoli dentro la memoria, mette al centro protagonisti che prima sono giovani, poi adulti, poi stanchi, poi di nuovo fragili. La macchina del tempo però resta sullo sfondo, come in standby, mentre le vite scorrono davanti all’obiettivo con l’urgenza di chi non ha mai imparato a fermarsi.Solo dopo, quasi senza accorgersene, si capisce che Gli anni più belli non vuole raccontare “la Storia” in sé, ma il modo in cui la Storia passa accanto alle persone comuni, sfiorandole, senza mai chiedere il permesso. Ed è lì che il film decide di giocarsi tutto: nei rapporti, nelle crepe, nei rimpianti che arrivano sempre troppo tardi.
Trama, personaggi e C'eravamo tanto amati
Il film uscito nel 2020 racconta quarant’anni di vita di Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo, amici fraterni fin dall’adolescenza. Sono ragazzi romani di estrazione diversa, uniti da un’amicizia che sembra indistruttibile e che invece, come spesso accade, viene messa alla prova dalle scelte, dal lavoro, dall’amore e soprattutto dal tempo. Il regista lascia che lo spettatore li osservi crescere mentre l’Italia cambia intorno a loro: dalla caduta del Muro di Berlino alla fine della Prima Repubblica, fino all’11 settembre e oltre. Ma questi eventi restano immagini di passaggio, quasi cartoline televisive, più che veri snodi narrativi.
Il fulcro del film è altrove. È nei tradimenti sentimentali e ideali, nelle occasioni perse, nei compromessi accettati o rifiutati. Giulio (Pierfrancesco Favino) incarna l’ambizione che si trasforma in cinismo; Paolo (Kim Rossi Stuart) la coerenza che rischia di diventare immobilità; Riccardo (Claudio Santamaria) il talento che fatica a trovare un posto nel mondo; Gemma (Micaela Ramazzotti) è il desiderio di una felicità semplice che finisce per complicare tutto. Nessuno di loro è davvero innocente, ed è forse questo a renderli umani, come chi guarda il film.
Il confronto con C’eravamo tanto amati di Ettore Scola è inevitabile e dichiarato più volte in diverse recensioni. Muccino non lo nasconde, anzi lo assume come modello simbolico: un racconto corale, generazionale, fatto di amicizie che resistono e si deformano. La differenza è che, qui, il tempo non è un avversario ideologico o storico, ma un semplice acceleratore narrativo. Le ellissi servono a farci ritrovare i personaggi cambiati, invecchiati, più che a raccontare un’epoca.
Eppure questa scelta ha fatto discutere la critica, perché priva il film di una vera profondità politica o sociale. I protagonisti non appartengono a una comunità di idee, non rappresentano un movimento o una visione del mondo. Vivono sogni individuali, spesso generici, e questo li rende figure più intime. E’ impossibile non constatare che proprio questa mancanza sembra parlare molto del presente.
Ci sono scene semplici ma che lasciano il segno: un incontro alla stazione, uno sguardo non detto durante un matrimonio, un’attesa silenziosa sotto casa di un figlio che forse non arriverà. Roma diventa una giostra sentimentale, un luogo in cui il caso e il destino continuano a incrociarsi.
La colonna sonora di Nicola Piovani accompagna il racconto con discrezione, mentre il brano di Claudio Baglioni, che dà il titolo al film, lo rappresenta bene. È musica che richiama un passato idealizzato, reso più luminoso proprio perché filtrato dalla memoria. Oggi Gli anni più belli è disponibile su RaiPlay e, per chi non lo ha ancora visto, non resta che guardarlo e lasciarsi trasportare nel suo viaggio nel tempo.
In Copertina: Gli anni più belli-Copyright Rai Cinema-badtaste