Dove vedere il film con Elio Germano diretto da Mario Martone
Un viaggio cinematografico nella poesia, tra l'inquietudine e la libertà del Poeta, con un continuo interrogarsi sul presente. Un film da non perdere
Ci sono film che raccontano la vita di figure importanti e altri che provano ad entrare nel loro animo per conoscerne le crepe, i silenzi e le ossessioni. Il giovane favoloso, diretto da Mario Martone e uscito nel 2014 è uno di quei film che vogliono mettere in luce la complessità della persona, in questo caso di uno dei poeti più grandi al mondo.
Prima ancora di chiedersi dove vedere il film, vale la pena capire perché Il giovane favoloso resta uno dei titoli più incisivi del cinema italiano contemporaneo.
Un Leopardi lontano dalla polvere dei manuali
Il giovane favoloso affronta la sfida complessa di portare sullo schermo la vita di Giacomo Leopardi senza appiattirla. Il punto di partenza è Recanati, con la sua casa-biblioteca che diventa al tempo stesso rifugio e prigione. Qui cresce un bambino prodigio, assetato di sapere e già consapevole dei limiti imposti dal contesto familiare e sociale.
Uno degli aspetti più moderni del film è l’attenzione al corpo di Leopardi. La malattia, il dolore fisico, la stanchezza non sono elementi accessori, ma parte integrante della sua visione del mondo. Il tentativo di fuga del 1819, fallito e scoperto dal padre, funge da linea divisoria: da lì in poi il conflitto tra aspirazione alla libertà e realtà diventa insanabile.
La figura di Teresa Fattorini, destinata a diventare la “Silvia” della poesia leopardiana, rappresenta una speranza fragile e luminosa. La sua morte lascia un segno profondo, che il film racconta evitando la retorica, come una ferita che continuerà a riaprirsi nel tempo.
Il rapporto con Fanny Targioni Tozzetti poi, mette in campo una dimensione sentimentale complessa, mai risolta, che Martone racconta come un ulteriore terreno di conflitto interiore per Leopardi, che osserva, desidera, soffre, ma resta sempre in bilico tra partecipazione e distanza.
La parte finale del film si sposta a Napoli, città vitale e contraddittoria, lontanissima dall’immobilità marchigiana. Qui il poeta affronta gli ultimi anni, segnati dal peggioramento delle condizioni di salute e dall’epidemia di colera. Il trasferimento alle pendici del Vesuvio, nella villa che ispirerà La ginestra, diventa un simbolo di grande impatto.
In copertina: Il giovane favoloso-Copyright Palomar-badtaste