Dove vedere "Mi fanno male i capelli", il film ispirato a Monica Vitti con Alba Rohrwacher
La memoria “spezzata” di Monica Vitti viene raccontata in un film che evoca il senso del ricordo e della grandezza intramontabile di una grande attrice del cinema
La sindrome di Korsakoff si insinuò nella vita di Monica Vitti come un mostro affamato, divoratore dei suoi ricordi, rendendola sempre più fragile, sempre più “estranea” prima che agli altri, a sé stessa. “Mi fanno male i capelli” presentato alla Festa del Cinema di Roma 2023 è un omaggio di Roberta Torre alla grande artista che agli inizi del Duemila cominciò ad eclissarsi dalle luci dei riflettori, rifugiandosi nella vita privata di cui il pubblico, sapeva giustamente poco, ma di cui voleva saperne di più. L’assenza di uno dei volti dei film più belli del mondo, che hanno dato pregio al cinema italiano, si è sentita fin da subito.
La regista milanese mette luce proprio su quel periodo, sulla seconda vita di Monica, per certi versi “oscura”. Grazie a questo film, l’esistenza di Monica Vitti lontana dai set, prende forma rivelandosi carica di amore e di gentili attenzioni che il marito Edoardo le ha donato incondizionatamente. Ma anche di allucinazioni, di appannaggi in cui la mente dell’attrice sprofonda, descritti attraverso immagini sbiadite e tremolanti e che a volte culminano in un’infinita dolcezza, a volte in deliri. Il cuore si riempie di tenerezza quando l’attrice guarda se stessa nei suoi film: le parla , la imita, come a riappropriarsi di quella parte di sé perduta. Alba Rohrwacher.. che dire? Sublime nel vestire i panni della Vitti: è credibile, la rievoca magnificamente senza farne la copia, alternandosi con le immagini “reali” dell’attrice.Un film sussurrato, che riempie il cuore
Le prime immagini di “Mi fanno male i capelli”, citazione del film Il deserto rosso, diretto da Michelangelo Antonioni e interpretato ovviamente da Monica Vitti, ci introducono in un mondo sospeso, quasi ovattato, dove la realtà sembra sfumare nei colori e nelle atmosfere delle pellicole di Monica. Roberta Torre sceglie un approccio che non si nasconde dietro facili espedienti narrativi. I primi minuti del film non rivelano tutto, preferiscono suggerire. Ad essere raccontato per prima è lo stato d’animo della protagonista, ben prima che la trama prenda forma.
Si percepisce subito che la regista sta costruendo un dialogo profondo tra vita vissuta e memoria cinematografica. Lo spettatore si ritrova così davanti a una donna che cerca di trattenere ciò che sfugge, aggrappandosi a ciò che resta. Ma non è ancora chiaro come questo legame con il cinema di Monica Vitti diventerà fondamentale. Torre lascia che il mistero si depositi lentamente, rispettando la fragilità del tema. La presenza di Alberto Sordi con il quale dialoga, attraverso le pellicole che li hanno resi immortali è determinante nel sottolineare la bellezza del loro rapporto quasi fraterno. Mentre quella del marito è discreta, rassicurante e devota. E' lui che l’ha portata lontano dalla frenesia della città per starle vicino in un momento in cui ogni riferimento sembra dissolversi. La loro casa sul mare è un rifugio di protezione, ma non mancano i problemi economici. E mentre Monica Vitti si specchia in Monica Vitti, lo spettatore rimane affascinato dal modo con cui la protagonista trova un senso allo scivolamento della memoria, che scorre via, brutale, mentre le sue battute, i suoi personaggi, i suoi gesti rimangono vivi, per la nostra gioia, per l'eternità. “Mi fanno male i capelli” è disponibile gratuitamente su RaiPlay.
In copertina: Monica Vitti-Copyright dello studio di produzione e/o del distributore-badtaste