Duke Nukem Forever, il ritorno del Duca
Dopo 13 anni di attesa arriva Duke Nukem Forever: abbiamo "incontrato" il Duca durante la presentazione a Milano...
Il duca, pur non essendo presente sugli scaffali, è riuscito comunque negli anni a fare parlare di sè. Infatti, a causa degli incredibili ritardi di produzione, Duke Nukem Forever ha vinto la classifica Wired News' Vaporware Awards (Premi di Wired News per il software vaporware) nel 2001, nel 2002 e nel 2005; nel 2003 non è stato classificato per aver superato tutti i record di ritardo, ma gli è stato assegnato da Wired il Lifetime Achievement Award.
Il 3 settembre 2010, 2K Games ha presentato una nuova demo giocabile al Penny Arcade Expo, confermando che Gearbox Software si stava occupando del gioco e che l'uscita era prevista per il 2011. I più dubitavano, attendendo ulteriori ritardi... Ma venerdì 13 maggio a Milano, dopo 13 anni di sviluppo, siamo riusciti ad incontrarlo finalmente e ora sappiamo che il duca è vivo e vegeto, e pronto a salvare la terra un'altra volta a partire dal 10 giugno 2011 (...forse?).
Ok, probabilmente tutti quei videogiocatori cresciuti a pane e next gen al di sotto dei 28-30 anni.
Iniziamo allora a parlare della trama. Dopo 12 anni dalla loro sconfitta gli alieni sono tornati per invadere la terra, prendere le ragazze e vendicarsi del Duca. A costo di commettere spoiler sulla trama, desidero approfondirla maggiormente anticipando che agli alieni interessano soprattutto le belle ragazze e la cosa altera non poco il nostro duca, che da solo decide di dare battaglia agli invasori. Profondo.
Ma chi è realmente Duke, qual è il suo background, quali sono le ragioni che lo spingono ad agire
da eroe, quale pensieri si celano dietro quegli occhiali scuri e quel taglio a spazzola? La domada che la maggior parte delle software house negli anni 90 si ponevano aveva come risposta “chissene”: il Duca è un personaggio atipico nel mondo dei videogiochi degli anni 90. In un mondo di sparatutto in prima persona, dove si guardava di più alla grafica dell'arma che all'uomo (o insieme di pixel) che la impugnava, 3D Realms Aveva creato un protagonista talmente sopra le righe da spaccare lo schermo e riuscire a diventare una celebrità.
Il successo di Duke Nukem 3D (prequel di Duke Nuke Forever) è dovuto allo stile dissacrante e al carattere prettamente maschilista del protagonista, che oltre a commettere atti violenti, ne compie altri assolutamente singolari e insoliti per un'epoca dove il protagonista degli sparatutto in prima persona era di solito un taciturno soldato o marine. Per esempio:
Per diventare più veloce, Duke assume steroidi;
Duke urina liberamente nei bagni senza nascondere la soddisfazione per la cosa;
Può rompere WC e idranti per berne l'acqua e rigenerare la salute;
Premendo i tasti funzione (versione PC) Duke pronuncia frasi molto colorite;
Nei night club Duke paga le spogliarelliste;
Duke prende in giro i nemici dopo averli uccisi;
Pestando delle feci lasciate in terra, Duke si lamenta;
Duke irrompe in cinema a luci rosse;
Al termine della missione finale, per festeggiare Duke non si risparmia, portandosi a letto una donna (solo udibile).
Tutto all'interno del mondo di Duke Nukem 3D era progettato per divertire: non si troveranno mai contenuti fortemente pornografici e quelli presenti, oltre a essere soft, non sono mai fini a se stessi, ma sempre inseriti in un contesto umoristico, spesso ironico.
Proprio qui forse sta il punto debole di Duke Nukem Forever: l'hype.
Infatti la lunga gestazione ha creato qualche problema al reparto grafico, che sebbene accettabile non può certo competere con i blockbuster attuali. Bisognerà poi vedere se passare 12 anni spaparanzato nel proprio casinò a Las Vegas non abbia ammorbidito il vecchio Duke, e soprattutto se il suo modo scanzonato e ignorante di affrontare il pericolo faccia ancora presa sui giocatori del nuovo millennio.