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Dune: Parte Tre, Timothée Chalamet spiega perché il vero messaggio del film è più attuale che mai

Il nuovo trailer di Dune: Parte Tre mostra un Paul Atreides ormai imperatore. Timothée Chalamet spiega perché il film vuole mettere in guardia dai leader carismatici e dal culto della personalità.

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Denis Villeneuve ha scelto il momento perfetto per rilasciare il trailer di Dune: Parte Tre. In un'epoca in cui la realtà politica globale sembra riecheggiare i temi più oscuri della fantascienza, arriva il capitolo finale della sua monumentale trilogia tratta dall'opera di Frank Herbert, un'opera che da sempre funziona come monito contro i pericoli del carisma messianico e del potere assoluto. E lo stesso Timothée Chalamet lo ha ribadito: “Denis Villeneuve e Frank Herbert hanno costruito una storia che mette in guardia dai leader carismatici.

Il nuovo trailer, rilasciato l'8 luglio 2026, non lascia spazio a dubbi: Paul Atreides non è più l'eroe riluttante che abbiamo conosciuto. Il Lisan al Gaib è diventato ciò che il destino aveva sempre preparato per lui, un imperatore spietato che governa l'universo conosciuto con pugno di ferro e quel ragazzo del deserto che voleva solo salvare il suo popolo si è trasformato nel tiranno che ha scatenato guerre galattiche in suo nome.

La scelta di Villeneuve di ambientare questo terzo capitolo quasi vent'anni dopo gli eventi di Dune: Parte 2 è narrativamente devastante. Non assistiamo alla graduale corruzione di Paul: ci troviamo direttamente di fronte alle conseguenze della sua ascesa al potere. Il salto temporale ci priva della possibilità di razionalizzare o giustificare le sue scelte, costringendoci a confrontarci con il risultato finale della sua trasformazione.

Il trailer mostra un Paul Atreides logorato dal peso del potere, tormentato da visioni del crollo imperiale e perseguitato dal ritorno del suo amore perduto. Chani, interpretata da Zendaya, è tornata alla sua essenza di combattente Fremen, e la rabbia nei suoi occhi quando affronta il suo ex amante è palpabile anche attraverso lo schermo. La principessa Irulan di Florence Pugh completa un triangolo amoroso che sembra più una prigione emotiva che una relazione, il terzo spigolo aguzzo di una configurazione sentimentale totalmente priva di felicità.

Basato su Dune: Messiah di Frank Herbert, questo capitolo promette di essere il più cupo dell'intera trilogia. Villeneuve ha sempre dichiarato che la sua visione della saga di Dune doveva culminare proprio qui, nel momento in cui l'eroe diventa il villain della propria storia. È la decostruzione definitiva del mito del prescelto, un'operazione che il cinema mainstream raramente ha il coraggio di affrontare con questa radicalità. Robert Pattinson entra nella saga nelle vesti di Scytale, un membro mutaforma della misteriosa casta dei Danzatori Faccia che ha come obiettivo il rovesciamento di Paul Atreides.

La capacità di Scytale di assumere qualsiasi forma lo rende una minaccia insidiosa e imprevedibile, perfetta incarnazione di quel senso di paranoia e tradimento che pervade ogni ombra dell'impero di Paul. Nel trailer vediamo Pattinson trasformarsi, un'immagine inquietante che suggerisce quanto profondamente il nemico possa infiltrarsi nei cerchi più intimi del potere. Altrettanto significativo è il ritorno di Jason Momoa nei panni di Duncan Idaho, o meglio, della sua reincarnazione clonata nota come Hayt. Nel trailer, è proprio Hayt a pronunciare la frase che forse meglio sintetizza il nucleo tematico del film: "Penso che tu sia andato ben oltre la redenzione".

Dune: Parte 3, fonte: Warner Bros.

È un'osservazione devastante pronunciata da qualcuno che un tempo era il più fedele alleato di Paul, e solleva la domanda centrale che Dune: Parte 3 dovrà esplorare: esiste davvero un punto di non ritorno morale. La sinossi ufficiale conferma che Paul deve affrontare le conseguenze del suo regno mentre vecchi alleati tornano, nuove minacce terrificanti emergono e il tradimento si annida in ogni ombra. È attirato in una vasta cospirazione con Chani al centro del mistero che si dipana, mentre la ribellione cresce e i nemici si avvicinano. Il costo reale del potere e il destino di coloro che ama di più sono i temi che domineranno questa conclusione epica.

Il cast si arricchisce di nuovi volti accanto ai veterani della saga: oltre a Pattinson, troviamo Isaach de Bankolé in un ruolo ancora misterioso, mentre tornano Rebecca Ferguson, Javier Bardem, Charlotte Rampling e Anya Taylor-Joy, quest'ultima vista brevemente in Dune: Parte 2 come Alia Atreides, la sorella di Paul che possiede i ricordi ancestrali delle Bene Gesserit. Villeneuve ha costruito questa trilogia come un'opera coesa ed imponente, un esempio di visione autoriale applicata al blockbuster contemporaneo.

Dopo il successo critico e commerciale dei primi due capitoli, che hanno ridefinito gli standard della fantascienza cinematografica moderna, le aspettative per questo finale sono stratosferiche. E dalle immagini del trailer, sembra che il regista canadese sia determinato a non scendere a compromessi, consegnandoci il capitolo più oscuro, complesso e moralmente ambiguo dell'intera saga.

La data di uscita è fissata per il 18 dicembre 2026, quando Dune: Parte 3 arriverà nei cinema e sugli schermi IMAX insieme ad Avengers: Doomsday, mai una cosa è certa: in un panorama cinematografico che tende a confortare il pubblico con finali rassicuranti e eroi irreprensibili, il film promette di fare esattamente l'opposto.

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