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Dylan Sprouse e quel tweet su Jared Leto del 2018: oggi assume un altro significato dopo le accuse

Un vecchio tweet di Dylan Sprouse contro Jared Leto è tornato al centro dell'attenzione dopo le nuove accuse riportate dalla BBC e le successive smentite dell'attore.

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Nel maggio 2018, Dylan Sprouse pubblicò un tweet che oggi, a distanza di anni, assume contorni decisamente più oscuri. L'ex stella Disney, allora venticinquenne e fresco di relazione con la modella di Victoria's Secret Barbara Palvin, scrisse un messaggio diretto e provocatorio all'attore premio Oscar Jared Leto: "Yo Jared Leto, ora che sei scivolato nei messaggi privati di ogni modella tra i 18 e i 25 anni, qual è il tuo tasso di successo?". Un tweet apparentemente ironico, forse dettato da gelosia o protezione verso la fidanzata appena conosciuta.

Ma quel messaggio, mai cancellato né commentato pubblicamente da Sprouse negli anni successivi, oggi riemerge con una valenza completamente diversa alla luce delle nuove e gravissime accuse mosse contro Leto. Secondo quanto pubblicato dalla BBC mercoledì scorso, dieci donne hanno accusato l'attore di Suicide Squad e frontman dei Thirty Seconds to Mars di aggressione sessuale. Una di loro aveva diciassette anni al momento del presunto fatto, avvenuto in California dove l'età del consenso è fissata a diciotto anni. Le testimonianze di queste donne, nove delle quali parlano pubblicamente per la prima volta, saranno al centro del documentario della BBC intitolato "Jared Leto: Hollywood's Dark Secret".

Leto ha categoricamente negato ogni accusa attraverso un comunicato ottenuto da Entertainment Weekly: "Non ho mai aggredito sessualmente nessuno in tutta la mia vita. Queste affermazioni sono assolutamente e categoricamente false". Ma il tweet di Sprouse non fu l'unico segnale d'allarme lanciato a Hollywood. Anche James Gunn, regista dei Guardiani della Galassia, entrò nella conversazione all'epoca, commentando con un messaggio poi cancellato: "Lui parte dai 18 anni su Internet?". Una domanda retorica che lasciava intendere conoscenze più approfondite sul comportamento dell'attore.

Morbius, fonte: Sony Pictures

Tre anni dopo quel tweet, quando Gunn assunse la direzione del sequel di The Suicide Squad, escluse completamente il Joker di Leto dalla sceneggiatura, nonostante il personaggio fosse stato centrale nel film del 2016. Una scelta artistica o qualcosa di più personale. Nel giugno 2025, la rivista Air Mail pubblicò "The Cult of Leto", un'inchiesta contenente le testimonianze di nove donne che accusavano l'attore-musicista di cattiva condotta sessuale, accuse che Leto aveva "espressamente negato". Due mesi dopo quella pubblicazione, Gunn tornò a colpire, inserendo nel secondo episodio della serie Peacemaker una battuta al vetriolo contro i Thirty Seconds to Mars, la band di Leto.

"Cavolo, chiunque è meglio dei Thirty Seconds to Mars", insiste il personaggio di Chris interpretato da John Cena in una conversazione che li paragona agli Spin Doctors, duo degli anni Novanta noto per due sole hit di successo. "Quella garage band in cui sono stato per due secondi è meglio dei Thirty Seconds to Mars". Una scena post-credit ribadiva il concetto, come a voler sottolineare il messaggio. Il silenzio di Sprouse su quel tweet del 2018 è assordante. L'attore, che non pubblica su Twitter dal 2021 ed è ora in attesa della sua prima figlia insieme alla moglie Barbara Palvin sposata nel frattempo, non ha mai spiegato cosa lo spinse a scrivere quelle parole.

Poster di Jared Leto Hollywood Dark Secret, fonte: BBC

Era semplice gelosia per la compagna modella, una battuta tra colleghi di Hollywood, oppure la conoscenza diretta di comportamenti problematici. Quello che oggi appare chiaro è che alcune voci a Hollywood provarono a lanciare segnali, più o meno espliciti, su Jared Leto. Messaggi che all'epoca vennero ignorati, minimizzati o dimenticati nel flusso continuo di tweet e polemiche quotidiane. Segnali che oggi, alla luce delle testimonianze di dieci donne e di un'inchiesta documentaristica internazionale, assumono il peso di campanelli d'allarme rimasti inascoltati per troppo tempo.

I rappresentanti di Sprouse, Leto e Gunn non hanno risposto alle richieste di commento di Entertainment Weekly. Il documentario della BBC promette di portare alla luce dettagli finora sconosciuti, mentre il dibattito su cosa sapesse Hollywood e quando lo sapesse è destinato a intensificarsi nelle prossime settimane.

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