È il film più brutto di sempre, ma in Cina è campione d'incassi: tutto sul fenomeno virale
Niu Lai doveva essere un flop, ma il passaparola sui social ha ribaltato ogni previsione: il film d'animazione realizzato da madre e figlio è diventato un sorprendente fenomeno al botteghino cinese.
A volte il successo arriva dove meno te lo aspetti, mentre altare volte arriva proprio perché non te lo aspetti affatto. È il caso di Niu Lai, letteralmente "La mucca sta arrivando", un film d'animazione cinese che sta tenendo testa a colossi come Odissea di Christopher Nolan e Spider-Man: Brand New Day nelle classifiche del botteghino nazionale. Il dettaglio che rende questa storia surreale è semplice: secondo praticamente tutti, è un pessimo film. Niu Lai è un'opera di 86 minuti che racconta la relazione tra un vitello appena nato e un'allodola, sviluppata attraverso una sequenza onirica astratta.
Non c'era stata nessuna tournée promozionale, nessuna pubblicità pre-lancio, nemmeno un trailer. Il film era destinato a scomparire nel nulla, dimenticato prima ancora di essere davvero notato. Ma internet aveva evidentemente altri piani e le discussioni online sulla pessima qualità del film hanno iniziato a proliferare, trasformando Niu Lai in un meme vivente. Gli utenti cinesi hanno cominciato a condividere screenshot, clip e commenti ironici sulla goffaggine dell'animazione, sulla narrazione confusa, sul confezionamento generale dell'opera.
Il passaparola digitale ha funzionato come un amplificatore: più si parlava di quanto fosse brutto, più persone volevano vederlo con i propri occhi. Il risultato è stato un'inversione di tendenza clamorosa. Ad oggi, secondo il sito di tracciamento cinematografico Mao Yan, Niu Lai ha incassato oltre 14,9 milioni di yuan, posizionandosi tra i film più redditizi dell'anno in Cina. Un successo che non può essere spiegato con i criteri tradizionali dell'industria cinematografica, ma che rispecchia perfettamente una dinamica culturale contemporanea: il fascino del "così brutto che è bello".
Una lettura quasi nostalgica, che vede nell'imperfezione tecnica una forma di autenticità perduta. Un professionista del settore cinematografico, che ha chiesto di rimanere anonimo perché non autorizzato a parlare con i media, ha offerto una prospettiva più cruda: "Niu Lai è unico perché è pessimo in ogni aspetto immaginabile, inclusa la storia, gli effetti speciali e praticamente ogni elemento che ci si aspetta da un film. Ironicamente, è esattamente questo che ha attirato la curiosità del pubblico."
Il fenomeno Niu Lai si inserisce in un contesto più ampio. Negli ultimi anni, il mercato cinematografico cinese ha visto il trionfo di animazioni raffinate e tecnologicamente avanzate come Ne Zha 2, che hanno attirato folle enormi proprio grazie alla loro perfezione visiva. Niu Lai rappresenta l'esatto opposto: un'opera che rifiuta, volontariamente o meno, gli standard produttivi contemporanei. Ma non tutti nel settore applaudono, con alcuni commentatori che hanno fatto notare come il successo di Niu Lai sia arrivato a spese di produzioni di qualità superiore, che meriterebbero maggiore attenzione.
Niu Lai non è il primo caso di successo inaspettato costruito sulla "cattiva qualità", ma il caso cinese presenta una particolarità: il successo è arrivato quasi esclusivamente grazie al passaparola digitale, senza campagne marketing o endorsement ufficiali. Il film d'animazione realizzato da madre e figlio in cinque anni di lavoro solitario è diventato, suo malgrado, un simbolo. Simbolo di cosa, dipende da chi lo guarda: autenticità artigianale contro standardizzazione industriale, trionfo dell'imperfezione in un mondo ossessionato dalla perfezione oppure semplicemente un incidente fortunato. L'ennesima sorpresa di un mercato cinese che continua a muoversi secondo logiche tutte sue, mentre in Occidente il botteghino sembra seguire strade decisamente più prevedibili, con Spider-Man: Brand New Day a dominare.