“È il film più violento che abbia mai realizzato”: Zach Cregger anticipa il suo Resident Evil
Il regista Zach Cregger anticipa che il nuovo Resident Evil sarà il film più violento della sua carriera e spiega perché ha scelto di raccontare una storia completamente originale.
Zach Cregger non è tipo da mezze misure e lo aveva dimostrato con Barbarian, quel piccolo gioiello horror del 2022 che ti prende a schiaffi con una virata narrativa spiazzante a metà film e non ti molla più. Lo ha confermato con Weapons, dove la violenza esplode in tutta la sua crudezza attraverso il personaggio memorabile di Zia Gladys. Ma ora il regista alza l'asticella ancora più in alto: il suo Resident Evil, in arrivo nelle sale dal 18 settembre, sarà "decisamente la cosa più violenta che abbia mai fatto".
L'annuncio arriva direttamente dalle pagine di Empire, dove Cregger non usa giri di parole per descrivere cosa aspetta il pubblico. "Devi essere grottesco", dichiara senza esitazione. "Volevo spingermi fino in fondo. Quindi è crudo, brutale. Un affare molto sanguinoso". Per chi aveva dubbi sul fatto che questo adattamento potesse risultare annacquato o troppo rispettoso delle convenzioni mainstream, le parole del regista suonano come una promessa: qui non si scherza.Nonostante sia un grande fan dei videogiochi che hanno reso Resident Evil un fenomeno globale, Cregger ha scelto un approccio narrativo preciso. Non gli interessa fare lezione di lore o spiegare nei dettagli cosa sia esattamente l'Umbrella Corporation o come funzioni il virus T. "Non è questo il film", spiega con franchezza.
"Questo film racconta il viaggio di un tizio a piedi che combatte mostri. Non me ne frega niente di spuntare caselle. Mi importava solo raccontare una storia divertente, in cui premiamo l'acceleratore dopo circa otto minuti e non togliamo mai il piede dal pavimento". - Zach Gregger
Otto minuti, questo il tempo che Cregger concede al pubblico prima di scatenare l'inferno. Una scelta narrativa che richiama proprio la struttura di Barbarian, dove il colpo di scena arrivava inaspettato a stravolgere completamente l'atmosfera. Qui la promessa è ancora più radicale: un'esperienza a pedaliera schiacciata, senza respiro, senza pause. Raccoon City diventa il palcoscenico di un incubo costante.
Il protagonista è Bryan, interpretato da Austin Abrams, un corriere medico che si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma non è solo una questione di zombie e creature grottesche: Bryan sta anche elaborando la notizia che la sua ragazza è incinta. Ed è proprio questo elemento personale a dare profondità al film. Come aveva fatto con Weapons, dove il regista aveva riversato il proprio dolore personale, anche in Resident Evil c'è un filo autobiografico che attraversa la narrazione."La gente capirà con cosa ho avuto a che fare. È ancora autobiografico", ammette Cregger. Il tema centrale diventa una domanda universale, tremendamente attuale: ha senso mettere al mondo un figlio in un mondo che sembra peggiorare giorno dopo giorno. Raccoon City, con le sue strade infestate e i suoi orrori bioingegnerizzati, diventa la metafora perfetta di questa angoscia. "Stiamo lottando con questa domanda", spiega il regista. "Solo che questo personaggio scopre che le cose sono persino peggio di quanto immaginasse".
È un approccio che eleva il materiale oltre il semplice survival horror. Certo, ci saranno i mostri, il sangue, la tensione costante, ma sotto la superficie splatter batte un cuore tematico che interroga lo spettatore su paure reali, contemporanee. La scelta di rendere Bryan un uomo comune, non un soldato addestrato o un eroe d'azione, amplifica questa dimensione: è uno di noi, catapultato in un incubo che riflette le ansie del nostro tempo.
Con solo due film all'attivo, Cregger si è già ritagliato uno spazio d'autore nel panorama horror contemporaneo. Il suo cinema mescola violenza esplicita e riflessioni personali, creature mostruose e traumi umani. Resident Evil sembra essere il naturale passo successivo di questa poetica: prendere un franchise iconico, rispettarne l'essenza viscerale e iniettargli una dose massiccia di visione personale.
Resident Evil arriverà al cinema il 18 settembre, e da quel giorno sapremo se Cregger avrà centrato l'obiettivo di reinventare uno dei franchise videoludici più celebri di sempre. Ma le premesse sono decisamente estreme: il regista promette il film più violento della sua carriera e il set è già stato segnato da un grave incidente, con il protagonista Austin Abrams che ha rischiato di perdere la vita prima di uscire fortunatamente illeso. Una cosa è certa: non sarà una visione per stomaci deboli.