È morto Kavinsky, l'autore di Nightcall che ha trasformato Drive in un'icona del cinema contemporaneo
È morto a 50 anni Kavinsky, il produttore francese autore di Nightcall, il brano simbolo di Drive diventato un cult della musica elettronica.
Vincent Belorgey non c'è più. Per il mondo della musica elettronica era Kavinsky, il produttore francese che con una sola traccia è riuscito a definire l'estetica sonora di un'intera generazione. È morto a 50 anni nella sua Parigi, stroncato secondo le prime ricostruzioni da un ictus. Le autorità francesi hanno aperto un'indagine ma hanno escluso elementi sospetti: nei giorni precedenti aveva lamentato mal di testa persistenti, poi un vicino preoccupato ha allertato i soccorsi. Troppo tardi.
Nightcall. Bastano quelle prime note sintetiche, quel battito ipnotico, la voce brasiliana di Lovefoxxx che emerge dal buio elettronico, e sei dentro. Dentro Drive, il thriller notturno di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling che nel 2011 ha ridefinito il concetto stesso di coolness cinematografica. Quella canzone non era solo una colonna sonora: era il film stesso, condensato in quattro minuti e mezzo di electro malinconico. Un brano che mescolava minaccia e romanticismo, asfalto bagnato e luci al neon, violenza e tenerezza. Perfetto per accompagnare i titoli di testa di un cult istantaneo.I numeri parlano da soli: oltre mezzo miliardo di stream su Spotify, altri 350 milioni di visualizzazioni su YouTube. Non male per un pezzo uscito nel 2010, figlio della scena blog house francese e coprodotto con Guy-Manuel de Homem-Christo dei Daft Punk. Nightcall raggiunse la top ten francese al lancio, ma fu Drive a trasformarla in un fenomeno globale. Tanto che nel 2024, alle Olimpiadi di Parigi, Kavinsky la ripropose durante la cerimonia di chiusura insieme ai Phoenix e alla cantante belga Angèle. Quella versione schizzò al terzo posto delle classifiche francesi. Il cerchio si chiudeva nella sua città, davanti al mondo.
Ma Kavinsky era molto più di quel singolo brano. Nato a Parigi nel 1975, Belorgey costruì attorno al suo alter ego un concept ambizioso e cinefilo: un giovane che negli anni Ottanta si schianta con una Ferrari Testarossa e torna in vita negli anni Duemila come una sorta di zombie ossessionato da synth vintage, bomber jacket di pelle e occhiali da sole. Un personaggio che respirava estetica retrofuturista, videogiochi arcade, VHS sgranate e colonne sonore di John Carpenter. Non nostalgia fine a se stessa, ma DNA puro.
"Tutti dicono che quel tizio è bloccato nel passato", dichiarò in un'intervista del 2013. "Io non sto qui a rimpiangere i vecchi tempi. Semplicemente vengo dagli anni Ottanta, e le mie influenze vengono da quel periodo. È quello che ho nelle vene". Ed è esattamente quello che si sentiva nella sua musica: il suo disco di debutto Outrun del 2013 sviluppava quel mondo narrativo fino a farne un viaggio oscuro e cinematografico, arrivando al secondo posto delle classifiche album francesi. Il seguito Reborn è arrivato nel 2022, confermando una visione artistica coerente ma mai stagnante.La sua carriera decollò a metà anni Duemila con Testarossa Autodrive, un pezzo electro ad alta energia che lo inserì perfettamente nella scena blog house che stava esplodendo in Francia grazie ad artisti come Justice e SebastiAn. Firmò con l'etichetta Record Makers, pubblicando cinque EP e due album che lo consacrarono come uno dei nomi più riconoscibili della French touch di seconda generazione. Anche The Weeknd collaborò con lui in una versione di Odd Look, e nel 2022 Kavinsky aveva lasciato intendere che i due avrebbero potuto lavorare insieme a nuova musica.
Emmanuel Macron lo ha ricordato come "fonte di orgoglio francese per sempre". Catherine Pégard, ministra della Cultura francese, ha scritto:
"La Francia perde una delle sue voci più singolari. Dal film Drive alle Olimpiadi di Parigi, il mondo intero ha pulsato al ritmo di Nightcall. Ballabile e nostalgica allo stesso tempo, la sua musica continuerà a risuonare attraverso generazioni e confini". - Catherine Pégard
Kavinsky lascia un'eredità precisa, definita, impossibile da confondere. In un'epoca di playlist infinite e attenzione frammentata, è riuscito a creare un universo sonoro riconoscibile al primo ascolto. Quel suono di sintetizzatori che attraversano la notte, quella malinconia retrofuturista, quella Ferrari fantasma che corre ancora da qualche parte tra le strade di una Parigi immaginaria. Vincent Belorgey se n'è andato, ma il suo zombie con gli occhiali da sole continuerà a guidare all'infinito.
Kavinsky lascia un'eredità precisa, definita, impossibile da confondere. In un'epoca di playlist infinite e attenzione frammentata, è riuscito a creare un universo sonoro riconoscibile al primo ascolto. Da oggi sarà impossibile ascoltare Nightcall senza rivedere Ryan Gosling (che presto diventerà Ghost Rider) attraversare la notte di Drive, tra luci al neon, silenzi e strade deserte. Vincent Belorgey se n'è andato, ma quella corsa continuerà ancora a lungo, ogni volta che il cinema e la sua musica torneranno a incontrarsi.