Ecco come Arancia Meccanica di Stanley Kubrick viene citato da Simon Pegg e Nick Frost in Truth Seekers
Arancia Meccanica, l'immortale capolavoro di Stanley Kubrick, viene citato in più di un modo da Simon Pegg & Nick Frost in Truth Seekers
Eppure i riferimenti ad Arancia Meccanica non si fermano qua.
In Truth Seekers alcune aree dell'Università forniscono lo scenario della Coventry Collectible Cosplay Convention situazione che fornisce un ulteriore "gancio narrativo" ad Arancia Meccanica e, nella fattispecie, proprio al momento poc'anzi citato della Cura.
Di questo aneddoto abbiamo discusso direttamente con Julian Barratt, l'interprete del Dr Peter Toynbee, nel corso della nostra intervista esclusiva. L'attore ci ha raccontato che:
Quando ho saputo che avrei lavorato con lui ho subito pensato che sarebbe stato straordinario, ma sapevo anche che lui non vuole essere tormentato con domande su Kubrick e Arancia Meccanica, anche se poi alla fine… era lui a parlare di Kubrick per tutto il tempo! Con tutti quelli con cui chiacchierava! Ogni volta che lo sentivo parlare diceva robe tipo “Stanley una volta mi disse che…”, ne parlava di continuo, ma molto spesso discuteva di calcio e se lo beccavo intento a guardare una partita e mi fermavo a chiacchierare un po’. Ammetto di aver provato un po’ l’effetto starstruck ma è una persona divertentissima ed è davvero ironico che, ancora una volta, i suoi occhi abbiano una parte così importante. D’altronde tutti noi sappiamo bene l’aneddoto delle lesioni alla cornea che ha avuto proprio durante la lavorazione di Arancia Meccanica. Personalmente non ho tirato fuori l’argomento con lui, più che altro perché tutti gli altri l’hanno fatto. È stato davvero un onore lavorare con lui anche se non abbiamo tantissime scene insieme e peraltro, in realtà, in quei momenti i nostri personaggi non si trovano vicini (LEGGI L'INTERVISTA INTEGRALE).
Come ha avuto modo di raccontare proprio McDowell in più di un'occasione, per quella scena:
Kubrick mi convinse a sottopormi alla dilatazione delle palpebre, garantendomi l' incolumità. C' era un medico che ogni 12 secondi mi iniettava un liquido antidolore, un incubo perché chiese al medico di dire una battuta. Quello sbagliava, io gridavo: ripetemmo la scena 50 volte. Arrivato a casa, avevo la cornea graffiata, un dolore insopportabile, da morfina.