Fallout 2: Walton Goggins rivela la verità sul collegamento con il videogioco

Walton Goggins smentisce la teoria su Fallout stagione 2 come quinto capitolo del videogioco. La serie Prime Video è un'opera originale nell'universo Fallout.

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Da quando la serie Prime Video Fallout ha conquistato pubblico e critica, una teoria si è fatta strada tra i fan più accaniti del franchise: e se la seconda stagione fosse in realtà Fallout 5, il quinto capitolo videoludico mai realizzato? Non un semplice adattamento televisivo, ma un vero e proprio sequel interattivo del quarto gioco, canonico e determinante per il futuro della saga. Una teoria ambiziosa, alimentata da indizi sparsi e dalle dichiarazioni del team creativo, che ha trasformato ogni frame della serie in un potenziale Easter egg da decifrare.

Adesso è Walton Goggins, l'attore che presta volto e carisma al Ghoul, uno dei personaggi più iconici della serie, a intervenire sulla questione. In un'intervista rilasciata a Game Informer, Goggins ha fornito la sua prospettiva su questo dibattito che infiamma forum e social network da mesi. Le sue parole, però, smontano elegantemente l'idea di una connessione diretta e rivelano qualcosa di altrettanto interessante: la serie è stata concepita come contenuto originale all'interno dell'universo Fallout, non come continuazione di un capitolo specifico.

Fallout - Prime Video



L'attore ha spiegato che il team di sceneggiatori ha svolto un lavoro certosino di ricerca, immergendosi nella lore del franchise per creare una narrazione che rispettasse lo spirito dei videogiochi senza però incatenarsi a essi. Secondo Goggins, tutto era già chiaro nelle sceneggiature: non si trattava di Fallout 1, 2, 3 o 4, ma di una storia a sé stante. Un approccio che, paradossalmente, potrebbe spiegare proprio perché i fan sono convinti del contrario. La fedeltà maniacale ai dettagli, l'attenzione per l'estetica post-apocalittica retrofuturistica e il rispetto per le meccaniche narrative del gioco hanno creato un prodotto talmente coerente da sembrare indistinguibile da un capitolo ufficiale.

Eppure Goggins, con un tocco di autoironia tipicamente americano, ha lasciato spiraglio aperto al dubbio. Forse la teoria è vera e semplicemente nessuno si è preoccupato di informarlo. Una battuta, certo, ma che dice molto sulla percezione del progetto dall'interno: gli attori stessi erano concentrati sulla qualità della storia che stavano raccontando, non su eventuali collegamenti nascosti con futuri sviluppi videoludici.

La questione, però, non si chiude qui. Se è vero che la stagione 2 non sarà letteralmente Fallout 5, esiste comunque un legame tra la serie TV e il futuro del franchise videoludico. Todd Howard, direttore e produttore esecutivo di Bethesda Game Studios, ha confermato che Fallout 5 incorporerà elementi della serie televisiva. Non si tratta quindi di una semplice ispirazione unilaterale: stiamo assistendo a un processo di contaminazione bidirezionale dove TV e videogioco si influenzano reciprocamente, creando un canone fluido e interconnesso.

Questo approccio rappresenta una novità significativa nel panorama degli adattamenti. Troppo spesso le trasposizioni televisive o cinematografiche di videogiochi si limitano a saccheggiare l'estetica senza comprenderne le dinamiche narrative. Fallout invece ha dimostrato che è possibile costruire un ponte autentico tra due medium diversi, rispettando l'intelligenza dei fan senza cedere alla tentazione del fanservice gratuito.

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