Fantozzi è tornato: tutti i film cult in streaming, dal primo capitolo ai grandi classici

Tra risate amare, umiliazioni memorabili e satira senza tempo, il ragioniere più famoso d’Italia continua a parlare anche allo spettatore di oggi.

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Si dice che Fantozzi ormai appartiene ad un mondo che non c’è più: quello dell’impiegato (della Megaditta), con un lavoro stabile, una famiglia e le continue umiliazioni da subire in cambio di quella stabilità economica che le nuove generazioni oggi non sanno cosa sia. Eppure, Fantozzi continua a fare ridere perchè in fondo in fondo, anche se cambiano i tempi, i Fantozzi ritornano sempre.

Quando sullo schermo compare il personaggio ideato dal grande Paolo Villaggio, quella risata torna puntuale, anche a distanza di decenni, come un riflesso condizionato della nostra memoria, ma anche con un richiamo al presente.

Non serve vedere la Bianchina o il Megadirettore Galattico per capire di chi stiamo parlando. Bastano poche inquadrature, una postura curva, una voce che chiede permesso anche quando non dovrebbe. Fantozzi non è solo un personaggio comico: è una lente deformante attraverso cui il cinema italiano ha osservato il lavoro, il potere, la famiglia e l’eterna frustrazione dell’individuo medio.

Fantozzi in streaming già ora

Oggi, in un’epoca dominata dallo streaming e dalla riscoperta dei classici, il ritorno di Fantozzi sulle piattaforme digitali è un’occasione molto preziosa. C’è chi ama rituffarsi in quel mondo buffo e paradossale, chi lo vuole scoprire per la prima volta. Quello che è certo è che la saga di Fantozzi ha saputo raccontare l’Italia meglio di molti saggi sociologici, usando l’arma più affilata di tutte: il grottesco e la comicità.

Fantozzi-Facebook@Fantozzi -badtaste

Quando Fantozzi appare sul grande schermo nel 1975, diretto da Luciano Salce e tratto dai racconti di Paolo Villaggio, il pubblico capisce immediatamente di trovarsi davanti a qualcosa di diverso. La comicità non è mai fine a sé stessa: ogni gag affonda le radici in una realtà riconoscibile, fatta di uffici alienanti, capi intoccabili e piccole speranze destinate a sgretolarsi.

Il successo è travolgente perché Fantozzi non è un eroe, né un ribelle. È un vinto cronico, un uomo che subisce tutto e da tutti, ma che proprio per questo diventa universale. Ridere di lui significa esorcizzare le proprie sconfitte quotidiane. Non a caso il termine “fantozziano” entra nel linguaggio comune, trasformandosi in una categoria dell’esistenza prima ancora che del cinema.

La saga prosegue attraversando oltre vent’anni di storia italiana, cambiando registi ma mantenendo intatto il cuore del personaggio. Dai capitoli diretti ancora da Salce fino a quelli firmati da Neri Parenti e Domenico Saverni, Fantozzi si adatta ai tempi senza mai perdere la sua identità. Titoli come Il secondo tragico Fantozzi, Fantozzi contro tutti o Super Fantozzi ampliano il racconto, spingendo sempre di più sull’assurdo e sulla caricatura, ma conservando quella vena malinconica che rende la saga qualcosa di più di una semplice commedia. Anche quando il tono si fa più sopra le righe, resta la sensazione di assistere a una rappresentazione deformata, ma sincerissima, della società italiana.

La buona notizia per cinefili e curiosi è che Fantozzi si trova sulle piattaforme digitali. Il primo storico capitolo del 1975 è disponibile su Netflix.

Su Prime Video, invece, si possono recuperare diversi titoli fondamentali della saga. Tra questi spicca Fantozzi – Il ritorno (1996), capitolo anomalo e surreale che gioca con l’idea di una seconda possibilità, senza rinunciare al pessimismo di fondo. Attraverso canali tematici dedicati alla commedia italiana, la piattaforma offre anche la visione di film amatissimi come Fantozzi contro tutti, Fantozzi subisce ancora e Super Fantozzi, veri e propri pilastri del cinema italiano.

Le riunioni aziendali, le gite organizzate, le competizioni sportive improbabili e le assemblee condominiali parlano ancora al presente, perché il meccanismo dell’umiliazione sociale non è mai davvero cambiato, ha solo aggiornato i suoi strumenti.

Fantozzi continua a far ridere, sì, ma soprattutto continua a far riflettere. È un personaggio che non invecchia perché incarna una condizione umana ricorrente: quella di chi cerca un posto nel mondo e si scontra ogni giorno con strutture più grandi di lui. Forse è per questo che, anche in streaming, il ragioniere più sfortunato d’Italia resta sorprendentemente attuale.

In copertina: Fantozzi-Facebook@Fantozzi -badtaste

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