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Febbre da cavallo, Montesano svela il retroscena su Gigi Proietti: "Non abbiamo mai litigato"

Enrico Montesano ricorda Gigi Proietti sul set di Febbre da cavallo e svela retroscena inediti sul loro rapporto, smentendo le voci di litigi.

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A cinquant'anni dall'uscita di Febbre da cavallo, Enrico Montesano è tornato a ricordare l'esperienza sul set della celebre commedia diretta da Steno, soffermandosi soprattutto sul rapporto con Gigi Proietti. In occasione delle celebrazioni per il cinquantenario del film, organizzate all'ippodromo delle Capannelle, l'attore ha ripercorso alcuni momenti della lavorazione, facendo chiarezza su una voce circolata a lungo, quella di presunti contrasti con il collega. Una ricostruzione che Montesano ha voluto smentire, raccontando un rapporto caratterizzato da stima e competizione artistica.

"C'era una sana rivalità e una grande stima reciproca", ha spiegato Montesano, precisando che tra lui e Proietti non ci furono mai discussioni. "Contrariamente alle leggende metropolitane, non abbiamo mai litigato. Mai, mai discusso". Una precisazione che ridimensiona l'idea di uno scontro tra i due protagonisti, entrambi impegnati a costruire personaggi destinati a entrare nella storia della commedia italiana. Da una parte Gigi Proietti nei panni di Bruno Fioretti, detto Mandrake, dall'altra Montesano in quelli di Armando Pellicci, il Pomata.

L'attore ha descritto la loro collaborazione come un confronto continuo, nel quale ciascuno cercava di valorizzare il proprio personaggio senza mettere in secondo piano il lavoro dell'altro. Il risultato era un'intesa che non aveva bisogno di troppe parole: "Ci guardavamo in faccia e bastava uno sguardo, come per dire: ammazza, abbiamo fatto una cosa che funziona". Montesano ha ricordato con particolare affetto quei momenti, sottolineando come la soddisfazione per il risultato fosse condivisa. La rivalità non rappresentava un ostacolo, ma uno stimolo a migliorarsi reciprocamente.

Sul set, questa sintonia si traduceva in un continuo scambio di battute. Montesano ha definito il loro modo di recitare insieme un vero e proprio ping pong, al quale partecipava anche Francesco De Rosa. Uno pronunciava una battuta e l'altro rispondeva, in un meccanismo che poteva proseguire anche oltre quanto previsto dalla scena. Tanto che, come ha raccontato l'attore, Steno era talvolta costretto a interrompere le riprese con uno stop, perché il gioco comico tra gli interpreti rischiava di andare avanti ancora a lungo.

Tra gli episodi ricordati da Montesano c'è anche la scena del banchetto delle tre campanelle. L'attore ha raccontato di aver proposto di realizzare insieme un particolare movimento, dopo aver fatto alcuni passi, i tre protagonisti avrebbero dovuto fermarsi contemporaneamente e voltarsi lentamente verso destra, come attratti da una calamita. Un'intuizione condivisa con gli altri interpreti, che contribuì a costruire uno dei momenti comici della pellicola. Per Montesano era proprio la possibilità di accordarsi e lavorare insieme a rendere speciale quell'esperienza.

Ripensando oggi a Febbre da cavallo, l'attore ha voluto sottolineare soprattutto il valore della collaborazione con Proietti e con l'intero cast. Ha paragonato l'intesa tra due interpreti affiatati a una grande partita di tennis tra campioni, spiegando che il risultato migliore arriva quando entrambi riescono a dare il massimo. "È quando stiamo insieme che la squadra gira a pieno ritmo", ha osservato Montesano. Un ricordo che restituisce un'immagine diversa dalle vecchie indiscrezioni sui presunti dissapori, quella di due attori capaci di stimolarsi a vicenda e di contribuire, insieme, al successo di un film diventato un classico della commedia italiana.

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