Fiorello punge Fedez dopo la battuta di Michela Giraud: "A me hanno insultato gratis", ora vuole l’assegno
Fiorello risponde a Michela Giraud per la battuta a RIP e ironizza sul cachet di Fedez da 150mila euro, chiedendo provocatoriamente un compenso per gli insulti ricevuti.
Una battuta pronunciata durante RIP – Roast in Peace ha riacceso l’attenzione sul passato di Rosario Fiorello e sul confine tra ironia e provocazione. A intervenire è stato lo stesso showman, che ha scelto di rispondere durante La Pennicanza, il programma radiofonico condotto con Fabrizio Biggio. Al centro della sua reazione non c’è soltanto la frase di Michela Giraud, ma anche il compenso riconosciuto ad alcuni protagonisti del programma. Fiorello ha ironizzato sul fatto di essere stato preso di mira senza ricevere alcun pagamento. Nel suo intervento, il paragone con Fedez e la cifra di 150mila euro sono diventati il punto di partenza per una riflessione sul funzionamento dei roast televisivi.
Durante La Pennicanza, Fiorello ha spostato l’attenzione dal contenuto delle battute alle condizioni in cui vengono pronunciate. Secondo il suo ragionamento, chi accetta di partecipare a un roast sa di poter diventare il bersaglio dei comici e riceve un compenso per prendere parte a quel gioco. Nel commentare la presenza di Cruciani, ha osservato che il giornalista aveva incassato gli attacchi senza reagire, mentre Fedez avrebbe accolto le provocazioni ridendo. A quest’ultimo Fiorello ha associato una cifra di 150mila euro, usandola come termine di paragone per evidenziare la differenza tra chi accetta consapevolmente di essere preso in giro e chi viene citato senza aver aderito al format.
Da qui è nata la parte più ironica della replica. Fiorello ha ammesso provocatoriamente di essere piccato, spiegando che, a differenza degli ospiti di RIP, lui sarebbe stato insultato senza essere pagato. Ha quindi rilanciato con una richiesta scherzosa di almeno 20mila euro, sostenendo che il suo coinvolgimento meritasse un riconoscimento economico. La battuta finale è stata ancora più esplicita: se gli fosse arrivato un assegno, non avrebbe avuto intenzione di devolverlo in beneficenza, ma di spenderlo per sé. Si tratta, naturalmente, di una provocazione ironica, non di una richiesta formale di pagamento.