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Francis Ford Coppola mostra i filmati mai visti delle prove di Robin Williams per 'Jack'

Francis Ford Coppola mostra i video inediti delle prove di 'Jack': Robin Williams e il ricordo di un film imperfetto che continua a far discutere la critica

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Nessuno, nemmeno la storia del cinema, ha mai davvero capito cosa sia saltato in testa a Francis Ford Coppola nel 1996. Veniva da un decennio di monumentale grandeur cinematografica, avendo appena firmato le atmosfere barocche del suo Dracula.

Eppure, proprio mentre il mondo si aspettava da lui l'ennesimo saggio di virtuosismo formale o un ritorno alle epopee gangster, il Maestro decise di dirigere Jack. Ossia la storia di un bambino affetto da una bizzarra sindrome che lo fa invecchiare a velocità quadruplicata, costringendolo a vivere le traversie della quinta elementare con il corpo, la calvizie e la fisicità strabordante di un quarantenne.

A tre decenni di distanza da quel bizzarro esperimento, in vista del trentesimo anniversario della pellicola, la American Zoetrope ha deciso di spalancare gli archivi. Ne sono emersi alcuni filmati d'epoca straordinari che mostrano le sessioni di prova tra Robin Williams e il giovanissimo co-protagonista Adam Zolotin.

L'improvvisazione al servizio della commedia

I nastri restaurati offrono uno spaccato quasi terapeutico del metodo di Williams. Lontano dal rigore delle indicazioni di regia, l'attore – scomparso nel 2014 ma mai dimenticato – trasforma una semplice sequenza di dialogo in una surreale canzone improvvisata.

C'è una grazia quasi straziante nel modo in cui Williams riesce a contenere il proprio vulcanico talento per mettersi al servizio di un partner di scena ancora bambino: si tiene per mano con il piccolo Zolotin, gioca con i cambi di registro vocale, si piega alla logica dell'infanzia senza mai risultare grottesco o prevaricatore.

Queste immagini inedite ricordano ciò che la critica dell'epoca bollò con troppa fretta come un passo falso: la capacità del regista di Apocalypse Now di creare una palestra d'attore libera da condizionamenti, dove persino l'assurdità del copione poteva trovare un momento di autentica magia.

Sarebbe ingeneroso negare che Jack non sia stato un disastro commerciale e critico. All'epoca della sua uscita nelle sale, le stroncature furono impietose. Roger Ebert e i grandi soloni della stampa internazionale non perdonarono a Coppola il continuo e schizofrenico cambio di registro, perennemente in bilico tra la commedia slapstick per famiglie e una sotterranea, angosciante riflessione sulla mortalità infantile. Il paragone con Big di Penny Marshall — uscito otto anni prima con un impeccabile Tom Hanks — fu il chiodo definitivo sulla bara del film.

Eppure Coppola, non senza un pizzico di amabile ostinazione, continua a difendere la sua creatura. Non ha mai considerato Jack un motivo di imbarazzo, definendolo semmai un esperimento "fantasioso e insolito". La verità è che il film, pur con tutti i suoi evidenti squilibri narrativi e un sentimentalismo a tratti indigesto, custodisce un'anima.

I video delle prove appena riemersi dimostrano che, sotto la crosta di un'operazione commerciale malriuscita, al centro del set c'era un gigante come Robin Williams che tentava, con infantile ostinazione, di insegnarci cosa significhi davvero crescere troppo in fretta.

Foto copertina: DepositPhotos.com

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