Freddie Highmore nella reinvenzione di un cult di Hitchcock, in questa serie imperdibile su Prime Video
Bates Motel ha trasformato Psycho in un capolavoro televisivo. Scopri come la serie A&E con Freddie Highmore ha reinventato la storia di Norman Bates in 5 stagioni.
Toccare un cult di Alfred Hitchcock è come camminare sul filo del rasoio. Eppure A&E ha osato fare l'impensabile: prendere Psycho, quel gioiello del 1960 che ha ridefinito il cinema horror, e reinventarlo in una serie televisiva di cinque stagioni su Prime Video. Il risultato poteva essere un disastro annunciato, l'ennesimo tentativo fallito di spremere un franchising leggendario. Invece Bates Motel si è rivelato qualcosa di completamente diverso: un thriller psicologico imperdibile che ha cambiato per sempre il modo di guardare alla storia di Norman Bates.
Freddie Highmore consegna quella che molti considerano la performance della sua carriera nel ruolo di Norman. All'inizio è un ragazzo dolce, premuroso con la sua amica Emma che soffre di fibrosi cistica, apparentemente innocuo. Questo è il trucco magistrale della serie: stabilire una base di fiducia nello spettatore prima di tirare il tappeto da sotto i piedi. Conosciamo la destinazione finale del viaggio di Norman, sappiamo chi diventerà, eppure la serie riesce a mantenere la suspense intatta per cinquanta episodi. Come è possibile tenere il pubblico col fiato sospeso quando l'epilogo è già scritto da sessant'anni? La risposta sta nella scrittura stratificata e nella regia che distorce continuamente la realtà.
Bates Motel non è solo la storia di Norman. È un affresco familiare tossico in cui Vera Farmiga brilla nel ruolo di Norma Bates, la madre che nel film originale appare solo come cadavere mummificato e personalità alternativa nella mente del figlio. Qui invece è vivissima, problematica, soffocante, al centro di una relazione madre-figlio che sconfina pericolosamente nell'incestuoso senza mai oltrepassare del tutto la linea. È un equilibrismo narrativo che la serie mantiene con precisione chirurgica.
Nonostante l'ambientazione contemporanea, Norman e Norma vivono in una bolla temporale sospesa. Si vestono in modo tradizionale e conservatore, guidano auto d'epoca, abitano una dimora che sembra ferma a decenni fa. Quando appaiono iPhone o persone in abiti moderni, la dissonanza è straniante. Questo contrasto crea un'atmosfera distorta, quasi onirica, che amplifica il senso di disagio. Non sei mai del tutto certo di quale realtà stai guardando, se quella di Norman o quella oggettiva. E questo è esattamente il punto.
La presenza costante di Norma, viva e dannosa, permette allo spettatore di spostare parte della colpa su di lei, di cercare giustificazioni per Norman. È manipolata? È vittima? È complice? La risposta è tutte queste cose insieme, e questa complessità morale è ciò che rende Bates Motel molto più di un semplice prequel. È una tragedia in cui l'inevitabilità si scontra con la speranza che forse, questa volta, le cose potrebbero andare diversamente.