Games on Demand: realtà o occasione persa?
La possibilità di scaricare a pagamento dagli store ufficiali delle major porterà benefici all'industria e ai videogiocatori o no? Attualmente i prezzi folli lasciano propendere verso la seconda ipotesi...
A cura di Max (esperto, impiegato in un negozio di videogame)
Attraverso questi Store ognuno dei colossi del mercato videoludico cerca di diffondere la sua idea di esperienza online, tre idee profondamente diverse e con caratteristiche totalmente differenti.
A questa offerta ormai consolidata si sta aggiungendo in questi mesi sia il Games on Demand di Microsoft per i giochi XBOX 360 sia, con l'uscita della nuova PSP Go (la nuova portatile di casa Sony in arrivo in autunno), un maggior numero di novità e giochi completi scaricabili da Playstation Store.
Purtroppo o per fortuna - a seconda dei punti di vista - no, e per un motivo molto semplice: attualmente il software scaricato viene venduto allo stesso prezzo di quello che si trova nei negozi, anzi spesso a prezzo maggiore, un fatto ai limiti dell'assurdo se si considera che sul prezzo del download non incidono certo gli stessi costi di produzione e di distribuzione, che non ci sono intermediari e che l'utente finale non dispone neppure di un prodotto rivendibile sul mercato dell'usato.
Sembra quasi che il Games on Demand venga visto come un'opportunità ed una vetrina per fare pubblicità ai prodotti piuttosto che come una delle forme di distribuzione del futuro, una forma che permetterebbe oltre all'abbattimento dei costi (e di conseguenza dei prezzi) vantaggi quali una distribuzione contemporanea a livello mondiale o continentale, un'offerta di titoli di nicchia che spesso non vengono distribuiti al di fuori del Giappone o degli stati uniti limitando fenomeni quali l'importazione parallela e la pirateria.
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