Giorgio Cantarini, cosa fa oggi il bambino della "Vita è bella"

Il percorso di un attore che non ha mai smesso di cercare il suo posto nel cinema e che rimane per sempre il volto dell’innocenza nella ricostruzione di uno dei periodi più bui della storia

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Se La vita è bella è diventato un film simbolo della denuncia contro gli orrori dell'Olocausto, è grazie al genio del suo regista e attore Roberto Benigni, ma anche per il piccolo protagonista, Giosuè, interpretato da Giorgio Cantarini. Il bambino figlio dell’ ebreo italiano Guido, rappresenta tutta la dolcezza, la profondità e l’ingenuità di un mondo in cui primeggia(va) l’odio e la banalità del male. Rinforzata dall’astuzia di un padre che cerca in tutti i modi di proteggere quella purezza, di proteggere sostanzialmente il bene.

A quasi trent’anni dall’uscita dal film vincitore di tre Premi Oscar, il volto di quel bambino che attraversava l’orrore ignaro, continua a rimanere impresso nel cuore di chi ama il grande cinema italiano. Giorgio Cantarini aveva solo cinque anni quando Roberto Benigni lo scelse per interpretare Giosuè Orefice, ruolo che avrebbe segnato indelebilmente la sua carriera e la sua vita personale. E se il pubblico ha continuato ad associare la sua immagine a quel capolavoro, la sua storia non si è mai fermata a quella celebre interpretazione.

Nonostante la fama giunta prestissimo, Cantarini però non ha inseguito un successo facile, ma ha la strada più lunga: formarsi, sperimentare, rimettersi alla prova. Eppure, il legame con Giosuè rimane forte. “Giosuè mi ha accompagnato sempre. Non posso prescindere da lui e non sarebbe giusto, fa parte di me ed è un grande orgoglio. Lui viene prima? Va bene, lo accetto, mi è capitata una cosa molto bella e non c’è nulla di male” ha ammesso a La Repubblica.

Da Orvieto al set di Hollywood

Nato a Orvieto il 12 aprile 1992, Giorgio Cantarini esordisce giovanissimo e conquista uno Young Artist Award come interprete più giovane e unico non statunitense a riceverlo. Dopo il successo di La vita è bella, nel 2000 Ridley Scott lo vuole per Il gladiatore, dove interpreta il figlio di Massimo Decimo Meridio. Un doppio esordio potentissimo e raro che avrebbe potuto schiudergli un futuro immediato sotto i riflettori.

Giorgio Cantarini sul set de "La vita è bella" - Copyright dello studio di produzione e/o del distributore-badtaste

La famiglia sceglie invece la normalità: scuola, amici, una crescita serena. Solo più tardi Cantarini decide di dedicarsi completamente alla recitazione, diplomandosi al Centro sperimentale di cinematografia e partecipando a progetti televisivi e documentari, tra cui Protagonisti per sempre e la webserie AUS – Adotta uno studente, prodotta dalla Rai. Nel 2019 parte per New York, città che diventa per lui un laboratorio artistico. Qui lavora a teatro, riportando in scena Lions Don’t Hug di Stella Saccà, e partecipa come attore e narratore allo spettacolo A.P. Giannini – Bank to the Future, dedicato al fondatore della Bank of America e al suo contributo alla nascita dell’industria hollywoodiana. “Credo se ne parlerà anche in Italia, penso ne ricaveranno una serie tv” ha fatto sapere in un’intervista.

Poi arriva la pandemia. Le sale chiudono, le produzioni si fermano. Cantarini torna a Montefiascone e si mette a disposizione della Protezione civile. Si occupa di tracciamenti e gestione dei flussi sanitari: un impegno lontano dai palcoscenici, ma per lui “una magnifica esperienza”, un modo concreto per essere utile in un momento difficile. Negli ultimi anni torna sul grande schermo con i film Lamborghini – The Man Behind the Legend (2022) e Comandante di Edoardo De Angelis (2023), al fianco di Pierfrancesco Favino. Un percorso che continua a intrecciarsi tra Italia e Stati Uniti, ma con un mood che lo rende unico: niente sensazionalismi, niente scorciatoie, solo il desiderio di crescere come attore, con la consapevolezza di aver avuto una grande opportunità

Foto in copertina:Copyright dello studio di produzione e/o del distributore

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