Guillermo del Toro lancia l’allarme sul futuro del cinema: “Siamo sull’orlo dell’analfabetismo cinematografico”
Durante il conferimento della BFI Fellowship, Guillermo del Toro ha lanciato un duro monito contro l'intelligenza artificiale e il futuro dell'industria cinematografica.
Guillermo del Toro non ha alcuna intenzione di ammorbidire la propria posizione sull'intelligenza artificiale e durante una serata organizzata dal British Film Institute per celebrare il conferimento della BFI Fellowship, il regista messicano ha lanciato un duro avvertimento sul futuro del cinema, arrivando a sostenere che l'industria sia ormai vicina a una forma di “analfabetismo cinematografico”. Parole forti, che arrivano in un momento in cui il dibattito sull'uso dell'IA a Hollywood è più acceso che mai.
Il regista, dietro capolavori come "Il labirinto del fauno", "La forma dell'acqua" e il recente "Frankenstein", ha deciso infatti di sfruttare questa occasione per lanciare un vero e proprio messaggio all'intera industria, cercando in questo modo di difendere l'essenza stessa del fare cinema in un'epoca in cui l'intelligenza artificiale minaccia di trasformare la creazione artistica in un processo meccanico e privo di anima.Del Toro è stato infatti decisamente critico nei confronti dell'intelligenza artificiale, definendola con un gioco di parole tagliente come una forma di "stupidità naturale". Per il regista, la questione va ben oltre la tecnica: si tratta del patto sacro tra l'essere umano e l'immagine, un legame antico quanto le pitture rupestri nelle grotte preistoriche.
Tra i presenti all'evento c'era co-CEO di Netflix Ted Sarandos, che ha introdotto il regista ricordando il loro primo incontro durante lo sviluppo della serie animata "Trollhunters" per la piattaforma. Sarandos ha confessato di essere entrato in quella riunione chiedendosi perché un maestro del cinema stesse curando quello che lui considerava "un cartone animato", salvo poi assistere a del Toro che "creava un universo davanti ai miei occhi"."Siamo sull'orlo dell'analfabetismo cinematografico e delle immagini. Siamo sull'orlo dell'analfabetismo cinematografico. Ci viene detto che le immagini possono essere generate con mezzi artificiali. Ma l'esistenza di un'immagine non è solo essere lì. È connetterci, farci sentire la bellezza". - Guillermo del Toro
La sala del Mother Wolf riuniva un parterre d'eccezione: oltre a Sarandos, c'erano Bela Bajaria e Dan Lin di Netflix, Pam Abdy di Warner Bros. Pictures, l'ex capo di Paramount Sherry Lansing, e registi del calibro di Jon Favreau, Michael Mann, Bill Hader e Leonardo DiCaprio. Tutti chiamati a raccolta per onorare un artista che rappresenta la sintesi perfetta tra artigianalità visionaria e impegno culturale.
Del Toro ha anche accennato alle crescenti tensioni politiche globali che minacciano la libertà creativa. In un mondo sempre più polarizzato, il cinema può essere un ponte tra le persone, ma questo ruolo è oggi in pericolo. Il regista ha usato una metafora efficace per descrivere la situazione attuale dell'industria:
"In questo momento, l'autobus è così vicino a un precipizio che dobbiamo tutti sporgerci verso destra per non cadere". - Guillermo del Toro
Il legame tra del Toro e il British Film Institute affonda le radici nella sua adolescenza a Guadalajara, quando da ragazzo scriveva all'istituzione londinese chiedendo di inviare copie in 16mm di film del leggendario regista britannico Carol Reed e altri classici da proiettare nel suo cineclub. Quella passione giovanile si è trasformata ora in un impegno concreto: del Toro ha annunciato che donerà un terzo dei suoi archivi personali alla collezione del BFI, che dal 1935 custodisce uno dei patrimoni filmici più importanti al mondo.
Tra i progetti futuri, Guillermo del Toro ha già in programma di tenere lezioni sul genio dei primi film di Alfred Hitchcock per il BFI. La sua filosofia è chiara:
"Non siamo guardiani. Siamo custodi di porte affinché più persone possano entrare e uscire dalla chiesa del cinema. Sono stato salvato dalle immagini così tante volte nella mia vita". - Guillermo del Toro
Le parole di Guillermo del Toro arrivano a pochi mesi dal cambio di rotta che ha coinvolto il remake di Terrified, progetto che non lo vede più coinvolto e che sarà ora guidato da un altro regista. Ed anche questa volta il regista messicano ha ribadito una convinzione che accompagna da anni il suo lavoro: il cinema può cambiare, adattarsi e sperimentare nuove strade, ma non può rinunciare a quella componente umana che da sempre rappresenta il cuore delle sue storie.