Guy Ritchie reinventa Sherlock: dimenticate Downey Jr. e Cumberbatch, in scena va l'origine del mito
Guy Ritch firma una delle serie tv più attese del 2026: ma che Sherlock sarà? E che fine ha fatto il terzo film della saga con Robert Downey Jr.?
Il mito di Sherlock Holmes continua a rinnovarsi e a conquistare nuove generazioni. Dopo i successi cinematografici e televisivi degli ultimi quindici anni, il detective di Baker Street si prepara a tornare con un progetto ambizioso: una serie Prime Video diretta da Guy Ritchie che racconterà le origini del personaggio.
Young Sherlock debutterà nel 2026 e promette di offrire una prospettiva inedita sul celebre investigatore, mostrandolo adolescente e alle prime esperienze nel mondo dell’investigazione.Uno Sherlock Holmes mai visto prima: la promessa di Guy Ritchie
La serie avrà come protagonista Hero Fiennes Tiffin, noto per la saga After e per ruoli in film come The Woman King. L’attore vestirà i panni di un giovane Holmes, ancora inesperto ma già dotato di quell’intuito che lo renderà il più grande detective della letteratura. Il progetto prende ispirazione dai romanzi di Andy Lane dedicati al “giovane Sherlock Holmes”, una saga che ha immaginato il personaggio prima della sua consacrazione. Guy Ritchie, che già aveva diretto i due film con Robert Downey Jr., torna così a confrontarsi con l’universo creato da Arthur Conan Doyle, ma scegliendo un taglio completamente diverso: non più il genio adulto e affermato, bensì un ragazzo che scopre il mondo.
La curiosità maggiore riguarda il tono della serie. Ritchie ha dichiarato di voler mantenere il suo stile frenetico e ironico, mescolando azione e introspezione. Ambientata nell’Ottocento, Young Sherlock sarà un prequel autonomo, non collegato né ai film né alle altre serie. L’obiettivo è raccontare la formazione del mito, con un approccio avventuroso e dinamico che possa attrarre sia i fan storici sia un pubblico giovane.La serie Sherlock della BBC, con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman, è considerata un capolavoro televisivo. Andata in onda tra il 2010 e il 2017, ha trasportato il detective nella Londra contemporanea, con smartphone, internet e casi attuali. La scrittura brillante di Steven Moffat e Mark Gatiss, unita alla regia innovativa e alla recitazione magnetica di Cumberbatch, ha reso la serie un fenomeno globale. Sherlock è stata lodata per la capacità di modernizzare i racconti di Conan Doyle senza tradirne lo spirito, e per aver creato un linguaggio visivo nuovo, fatto di deduzioni rese graficamente e di un ritmo narrativo serrato.
Diverso è stato l’approccio dei film di Guy Ritchie con Robert Downey Jr. e Jude Law, usciti tra il 2009 e il 2011. Sherlock Holmes e Gioco di ombre hanno riportato il personaggio alle atmosfere vittoriane, ma con un taglio spettacolare e avventuroso. Downey Jr. ha interpretato un Holmes ironico, fisico, quasi da action hero, pur mantenendo la genialità deduttiva dei libri. Jude Law ha dato vita a un Watson carismatico e complice. I due film hanno incassato complessivamente oltre un miliardo di dollari, conquistando pubblico e critica grazie alla capacità di fondere fedeltà ai testi originali con un ritmo moderno e cinematografico.
In questo panorama si inserisce anche Enola Holmes, il progetto Netflix che ha raccontato le avventure della sorella minore di Sherlock, personaggio inventato dalla scrittrice Nancy Springer. Interpretata da Millie Bobby Brown, Enola è diventata un’icona di emancipazione femminile e indipendenza. I due film usciti nel 2020 e nel 2022 hanno avuto successo grazie al carisma della protagonista, alla presenza di Henry Cavill nei panni di Sherlock e a una narrazione pensata per un pubblico giovane. Enola Holmes ha dimostrato che l’universo del detective può essere reinventato in chiave diversa, aprendo la strada a nuove interpretazioni.
Mentre Young Sherlock si prepara al debutto, i fan non hanno smesso di sperare in un terzo film con Robert Downey Jr. e Jude Law. Sono passati più di tredici anni da Sherlock Holmes – Gioco di ombre, ma da allora il progetto è rimasto intrappolato in un limbo fatto di rinvii, impegni delle star e cambi di regia. Recentemente, Susan Downey — produttrice e moglie di Robert — ha acceso nuove speranze. In una conversazione dopo la proiezione speciale di Play Dirty organizzata da Collider, ha confermato che Sherlock Holmes 3 non è affatto un progetto dimenticato: "Abbiamo parlato di una direzione leggermente diversa. È sempre stato un po’ ambientato in America, e non so se sia una buona idea o meno, ma a me piace".
L’idea di spostare le avventure di Holmes e Watson negli Stati Uniti ha già suscitato dibattito: potrebbe intrigare chi cerca un’evoluzione, ma anche far storcere il naso ai puristi affezionati alla nebbia di Baker Street. Downey ha aggiunto: "L’asticella è davvero alta, o almeno Robert l’ha fissata molto in alto". Una dichiarazione che conferma la volontà di mantenere standard qualitativi elevati. Non è la prima volta che la produttrice parla apertamente del progetto: già lo scorso giugno, in occasione dell’annuncio di Young Sherlock, aveva rivelato che lei e Robert discutono spesso di nuove idee per riportare sullo schermo la magia della coppia Downey-Law. "Ogni volta che li vedo insieme penso solo a come posso riportarli davanti alla macchina da presa ancora una volta. Ci deve essere una grande storia, e abbiamo alcune cose in cantiere".
L’ultimo regista indicato per il film è Dexter Fletcher, già dietro la macchina di Rocketman, ma per ora non ci sono conferme definitive. Quel che è certo è che Sherlock Holmes 3 resta vivo e potrebbe davvero riprendere forma. Se sarà l’America il nuovo teatro delle deduzioni di Holmes, la sfida sarà convincere i fan che il genio di Baker Street può brillare anche lontano da Londra. Tra il prequel adolescenziale di Guy Ritchie e i rumors sul ritorno di Downey Jr., Sherlock Holmes dimostra ancora una volta la sua straordinaria capacità di adattarsi ai tempi e di rinnovarsi. Ogni versione porta con sé un approccio diverso, ma tutte contribuiscono a mantenere vivo il mito di un personaggio che, a più di un secolo dalla sua nascita, continua a essere protagonista assoluto della cultura popolare.
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