Heartstopper Forever cambia una parte importante della storia di Nick e Charlie: Oseman spiega perché
L'autrice racconta perché il film modifica uno dei momenti chiave della relazione tra Nick e Charlie e svela le principali differenze rispetto alla graphic novel.
Alcune storie si rifiutano di restare sulla pagina, e quando arriva il momento di dire addio, può accadere più volte, in modi diversi, lasciando ogni volta un segno indelebile. Alice Oseman, creatrice di Heartstopper, è stata chiamata a salutare la sua creazione per ben tre volte nell'arco di un anno. Prima con la conclusione delle riprese di Heartstopper Forever, poi con la pubblicazione online delle ultime pagine del webcomic ad aprile, e infine con l'uscita di Heartstopper Volume Six, il capitolo finale della graphic novel.
Ma è stato il primo addio, quello cinematografico, ad arrivare fuori sequenza, nove mesi prima degli altri. Un finale anticipato che ha richiesto all'autrice di confrontarsi con scene che non aveva ancora disegnato, personaggi che dovevano evolvere prima ancora che la loro versione cartacea fosse completa. Una sfida creativa senza precedenti per un adattamento che ha già ridefinito il modo in cui le storie young adult vengono raccontate sullo schermo.Diretto da Wash Westmoreland, Heartstopper Forever porta al cinema la conclusione della storia d'amore tra Nick Nelson e Charlie Spring, ma questa volta, qualcosa è diverso. Charlie, neo-eletto rappresentante degli studenti della Truham Grammar School, sicuro di sé come non lo abbiamo mai visto, si trova di fronte a un Nick sempre più chiuso in se stesso. Il ragazzo che lo ha fatto innamorare si sta ritirando emotivamente, consumato dall'ansia delle scelte universitarie e dal dubbio lacerante: il prossimo capitolo della sua vita includerà Charlie o sarà meglio affrontarlo da solo?
La novità più importante riguarda proprio Nick e Charlie, visto che per la prima volta è Nick, e non Charlie, a trovarsi in difficoltà, sopraffatto dall'ansia per il futuro e incapace di comunicare davvero con il ragazzo che ama. Un'inversione rispetto alla serie che porterà la coppia a una separazione temporanea. Come ha spiegato Alice Oseman, questa svolta non arriva dal Volume Six della graphic novel, ma da Nick and Charlie, il racconto breve pubblicato nel 2015, anni prima della nascita di Heartstopper. L'autrice ha sempre considerato quella storia parte integrante del percorso dei protagonisti e ha deciso di recuperarla per il film, adattandola però alle versioni cinematografiche dei personaggi.
Oseman ha inoltre spiegato di aver modificato in modo significativo lo svolgimento della lite e della successiva separazione rispetto al racconto originale, perché la versione cinematografica di Nick e Charlie è ormai diversa da quella immaginata dieci anni fa. L'obiettivo era costruire un conflitto che risultasse naturale per i personaggi conosciuti dal pubblico della serie Netflix. Il passaggio dal formato seriale a quello cinematografico ha richiesto anche altre modifiche. Con appena due ore a disposizione, Oseman e il regista Wash Westmoreland hanno scelto di concentrare il racconto quasi esclusivamente su Nick e Charlie, eliminando alcune sequenze secondarie, tra cui un montaggio ambientato durante il Natale, per lasciare più spazio all'evoluzione della loro relazione.Tra gli aspetti destinati a far discutere c'è anche il modo in cui Heartstopper Forever affronta l'intimità tra i due protagonisti. Il film include quattro scene che, come sottolinea Westmoreland, non sono state pensate per provocare, ma per raccontare l'evoluzione del loro rapporto. Ognuna riflette un momento diverso della storia e, in alcuni casi, mostra come Nick utilizzi la vicinanza fisica per rimandare conversazioni che non riesce ancora ad affrontare. Oseman ha inoltre voluto che il film evitasse qualsiasi stereotipo sui ruoli all'interno di una relazione queer.
L'obiettivo non era rendere Heartstopper più esplicito, ma raccontare con maggiore maturità una coppia ormai vicina all'età adulta, usando l'intimità come strumento narrativo e non come semplice elemento di provocazione. Anche per questo Kit Connor e Joe Locke hanno lavorato alle scene insieme al coordinatore dell'intimità Robbie Taylor Hunt, cercando il giusto equilibrio tra autenticità e sensibilità. Come ha scherzato lo stesso Westmoreland, ci sarà chi penserà che il film mostri troppo sesso e chi, al contrario, troppo poco. Per il regista, però, contava soltanto una cosa: che ogni scena fosse davvero al servizio della storia.
Visivamente, Heartstopper Forever cerca di onorare il linguaggio estetico della serie pur maturando insieme ai personaggi. La scena di apertura è emblematica: Charlie gioca con i cani in giardino, circondato da foglie autunnali che cadono, alcune reali, altre animate, fedeli allo stile grafico che ha reso iconica la serie. È un annuncio silenzioso delle intenzioni del film, un ponte tra il mondo fumettistico e una realtà più concreta. I personaggi hanno ora diciotto anni, o quasi, e il linguaggio visivo doveva riflettere questa maturità. Le performance si fanno più stratificate, le emozioni più complesse, e la regia segue questa evoluzione.
Westmoreland è stato entusiasta all'idea di rendere Heartstopper più cinematografico fin dall'inizio, ma ha anche dovuto confrontarsi con una sfida inedita: per la prima volta, il materiale di partenza non era completo prima dell'inizio delle riprese. Oseman stava ancora scrivendo l'ultimo volume della graphic novel durante la produzione, e più volte il cast si è trovato a girare scene che l'autrice non aveva ancora disegnato. Nessuna reference visiva, nessun punto di riferimento iconografico. Solo la fiducia nella visione condivisa e nella comprensione profonda dei personaggi.
Questa assenza di una mappa definitiva ha costretto tutti a essere più precisi, a eliminare tutto ciò che non era essenziale. Ogni inquadratura, ogni dialogo, ogni momento di silenzio doveva guadagnarsi il suo posto. Il risultato è un film che non si limita a riassumere un libro, ma lo reinventa per un altro medium, mantenendone l'anima mentre espande il suo linguaggio. Il gruppo di amici che ha accompagnato Nick e Charlie nel loro percorso affronta anch'esso questioni universali: il ballo di fine anno, il Pride, il diploma, le decisioni universitarie. Ma soprattutto, devono fare i conti con la rottura inaspettata tra i loro due amici, quella coppia che sembrava indistruttibile.
È un promemoria che anche l'amore più autentico richiede lavoro, comunicazione, la capacità di affrontare le proprie paure invece di nasconderle. Heartstopper Forever è un addio, ma anche una celebrazione. Delle battaglie a palle di neve, delle gite al mare, della stanza dove Nick e Charlie si sono baciati per la prima volta. È il riconoscimento che crescere significa portare con sé questi momenti pur andando avanti, che l'amore giovane non è meno valido perché giovane, e che alcune storie meritano una conclusione all'altezza del viaggio che hanno rappresentato.
Per Oseman, dire addio tre volte ha significato trovare tre modi diversi di chiudere la stessa storia: il film, il webcomic e il sesto volume della graphic novel. Ognuno con il proprio linguaggio, il proprio pubblico e il proprio modo di salutare Nick e Charlie. Per i fan della serie Netflix, però, il capitolo conclusivo è stato proprio Heartstopper Forever, disponibile sulla piattaforma dal 17 luglio 2026, scelto al posto di una quarta stagione per mettere la parola fine al percorso dei protagonisti con un unico lungometraggio. Un finale che, nelle intenzioni dell'autrice, dimostra come Heartstopper sia riuscito a crescere senza perdere ciò che lo ha reso speciale: la sua sincerità, il rifiuto del cinismo e la convinzione che ogni persona meriti di essere vista, amata e accettata per ciò che è.