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"Ho amato il film brillante": Anne Hathaway difende Digger e invita il pubblico a vederlo

Digger, l'ultimo film con Tom Cruise, si sta rivelando uno degli flop più grandi di quest'anno ma sta ricevendo diversi messaggi di supporto e tra questi c'è quello di Anne Hathaway.

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Nel mondo di Hollywood, dove i numeri al botteghino sono spesso l'unico metro di giudizio che conta, ci sono storie che sfidano la logica del profitto. Digger, l'ultimo film di Tom Cruise, è una di queste. Un disastro finanziario da 150 milioni di dollari di perdite previste, un debutto domestico di appena 8 milioni di dollari e un CinemaScore appena sufficiente con C+. Eppure, Anne Hathaway ha appena dato al film un perfetto 10 su 10 su Letterboxd, definendolo "brillante" e invitando tutti a vederlo.

Come si concilia un flop commerciale di questa portata con l'entusiasmo di una delle attrici più rispettate dell'industria? La risposta si trova nell'essenza stessa di Digger, una commedia satirica scritta e diretta da Alejandro G. Iñárritu che non cerca il consenso facile, ma punta dritto al cervello e alle viscere dello spettatore.

"Ho amato questo film brillante. È intelligente, psichedelico, aggressivo, divertente e ambizioso. Vale la pena trovare il tempo per vederlo e decidere da soli cosa ne pensate. Per me? 10/10". -Anne Hathaway a Letterboxd

Le parole dell'attrice premio Oscar non sono un endorsement tiepido né una cortesia hollywoodiana ma è una dichiarazione d'amore verso un'opera che ha osato rischiare tutto.

Digger - Warner Bros Pictures

Anne Hathaway non è l'unica voce celebre a difendere Digger. Anche Guillermo del Toro ha seppellito il film sotto una valanga di elogi, definendolo "decisamente un'esperienza da cinema" e attaccando le recensioni più negative come "meschine". Il regista messicano, noto per il suo gusto raffinato e la sua capacità di riconoscere opere fuori dagli schemi, ha aggiunto peso all'idea che Digger sia un film destinato a essere rivalutato con il tempo.

Il fenomeno non è nuovo a Hollywood. Film ambiziosi e sperimentali spesso vengono stritolati al botteghino per poi diventare cult negli anni successivi. Blade Runner, Fight Club, La Cosa sono solo alcuni esempi di opere che hanno fallito commercialmente al debutto ma che oggi sono considerate pietre miliari del cinema. Digger potrebbe seguire lo stesso percorso. La scelta di Iñárritu di realizzare una satira aggressiva e politicamente carica in un'epoca in cui il pubblico mainstream cerca principalmente intrattenimento leggero è stata senza dubbio rischiosa. Ma è proprio in questo rischio che risiede il valore dell'opera, secondo i suoi sostenitori.

Digger - Warner Bros Pictures

La domanda che molti si pongono ora è se il passaparola positivo da parte di personalità come Hathaway e del Toro possa salvare Digger da un destino di oblio immediato. Le perdite finanziarie sono ormai una realtà, ma il film potrebbe trovare una seconda vita attraverso le piattaforme streaming, i circuiti cinematografici d'essai e il dibattito critico che continua a generare.

In un'industria sempre più guidata dai franchise, dai sequel e dalle formule collaudate, Digger rappresenta un'anomalia. È un film che chiede tempo, attenzione e disponibilità a lasciarsi destabilizzare. Non è per tutti, e forse proprio questo è il suo punto di forza. Che sia un capolavoro incompreso o un esperimento eccessivamente ambizioso, una cosa è certa: Digger ha acceso un dibattito che va oltre i semplici numeri al botteghino. E in un'epoca di consenso algoritmico e prevedibilità commerciale, forse è proprio questo il tipo di cinema di cui abbiamo bisogno.

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