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“Ho combattuto la depressione”: George R.R. Martin rompe il silenzio dopo un anno difficile

Dopo sei mesi di silenzio, George R.R. Martin racconta di aver combattuto la depressione e riflette sul futuro di Westeros e dei suoi progetti.

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George R.R. Martin, autore de Il Trono di Spade e co-creatore di House of the Dragon, ha rivelato in un raro post personale sul suo blog di aver lottato contro la depressione, nonostante i successi professionali che continuano ad arricchire il suo universo narrativo. Una confessione che ha scosso i fan di tutto il mondo, abituati a vedere in lui il demiurgo onnipotente di Westeros, non un uomo di 77 anni alle prese con le fragilità dell'età e della vita.

"Quest'anno è stato stressante, per usare un eufemismo", ha scritto Martin nel suo primo post autoprodotto dopo sei mesi di silenzio:

"Così tante cose sono accadute che mi sono sentito sopraffatto. Ci sono stati momenti straordinari. Sogni che si sono avverati. Ma ci sono stati anche incubi. Ho perso amici. Ho combattuto la tristezza e la depressione. Il peggio potrebbe ancora arrivare." - George R.R. Martin

Le parole dell'autore risuonano con grande sincerità, lontana dall'immagine pubblica del creatore di epopee fantasy. Martin ha ammesso che invecchiare non è divertente, un'ammissione che acquista peso particolare considerando che ha compiuto 77 anni lo scorso settembre. Nei mesi precedenti, i suoi aggiornamenti sul blog erano stati curati dai suoi assistenti, quelli che lui chiama affettuosamente i suoi "minions". Ora promette di tornare a scrivere personalmente, anche se avverte che i post saranno "brevi e affrettati".

Eppure, in mezzo alle ombre, ci sono stati lampi di luce brillante. La prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms ha ricevuto nove nomination agli Emmy, inclusa quella per miglior serie drammatica. Un risultato che ha riempito di orgoglio Martin, che vede nel progetto un'estensione fedele del suo immaginario letterario. Ancora più straordinaria è stata l'apertura di Game of Thrones: The Mad King, un prequel teatrale messo in scena dalla prestigiosa Royal Shakespeare Company. L'intera prima serie di spettacoli è andata sold out prima ancora dell'inizio delle anteprime, un trionfo che Martin fatica quasi a credere reale.

"Vedere la RSC portare Westeros sul palcoscenico è così incredibile che a volte temo di stare sognando tutto quanto", aveva scritto a febbraio, quando il progetto era stato annunciato. La possibilità che Shakespeare e Stark si incontrassero sul medesimo palco sembrava fantascienza, ma è accaduto. E il pubblico britannico, notoriamente esigente, ha risposto con grande entusiasmo. Anche House of the Dragon è tornata per una terza stagione, riscuotendo recensioni positive e ascolti solidi. Il franchise televisivo de Il Trono di Spade continua a dimostrarsi una macchina narrativa ed economica inarrestabile, capace di rigenerarsi attraverso prequel, spin-off e adattamenti paralleli. Ma per Martin, il vero campo di battaglia rimane altrove: nella pagina bianca di The Winds of Winter.

Il sesto romanzo della saga Cronache del Ghiaccio e del Fuoco è diventato leggenda per ragioni sbagliate. Sono passati più di dieci anni dall'uscita dell'ultimo capitolo, A Dance with Dragons, e i lettori continuano ad attendere una conclusione che sembra allontanarsi sempre di più. Martin ha raccontato in precedenti interviste di aver scritto un capitolo di Tyrion che amava profondamente, salvo poi accorgersi che avrebbe cambiato l'intera struttura del libro. Ha provato a trasformarlo in una serie di sogni, ma nemmeno quella soluzione ha funzionato.

George R.R. Martin, fonte. YouTube

"Odio l'idea di non finire Winds", ha confessato durante un'intervista di copertina con The Hollywood Reporter a gennaio. "Abbandonare il progetto sembrerebbe un fallimento totale." È un dilemma che Martin porta come un peso esistenziale, una promessa non mantenuta verso se stesso e verso milioni di lettori che hanno investito decenni nelle vicende dei Sette Regni. La pressione è immensa, amplificata dal fatto che la serie televisiva ha già offerto una sua versione del finale, per quanto controversa.

Nonostante il momento personale complicato, George R.R. Martin continua a lavorare ai suoi progetti. Nel 2027 arriverà la seconda stagione di A Knight of the Seven Kingdoms, e lo showrunner Ira Parker ha rivelato che lo scrittore ha persino consegnato pagine inedite dedicate a Dunk ed Egg, successivamente integrate nelle sceneggiature. Un segnale che la sua creatività è tutt'altro che esaurita, anche se i fan continuano ad attendere soprattutto The Winds of Winter e il futuro della saga letteraria.

Nel suo messaggio, Martin ha anche scherzato sulla propria età: "Non ho mai pensato che sarei arrivato a 77 anni. Forse dovreste usare questo come titolo: 'George R.R. Martin non sta morendo'". Una battuta che nasconde però la consapevolezza del tempo che passa e del peso di dover concludere una delle opere fantasy più influenti di sempre. Nel frattempo, l'universo di Westeros continua ad espandersi sul piccolo schermo. Oltre ad A Knight of the Seven Kingdoms, è in corso anche la terza stagione di House of the Dragon, che si avvia ormai verso il finale con nuovi sviluppi destinati ad avere un impatto decisivo sulla Danza dei Draghi e sul futuro della casata Targaryen.

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