Hunger Games, Ralph Fiennes sostituirà Tom Blyth come Coriolanus Snow: la reazione dell'attore è sorprendente

Tom Blyth non tornerà in Hunger Games: Sunrise on the Reaping. Ralph Fiennes interpreterà Coriolanus Snow nel nuovo film previsto per il 2026.

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Con l'arrivo di un nuovo capitolo della saga di Hunger Games previsto per il 2026, i fan si sono immediatamente chiesti se Tom Blyth avrebbe ripreso il ruolo di Coriolanus Snow, il complesso villain che ha portato sullo schermo con una performance memorabile in La ballata dell'usignolo e del serpente. La risposta, purtroppo per molti, è un secco no. Ma la storia dietro questa decisione rivela dettagli interessanti sul futuro del franchise e sul rapporto dell'attore con un personaggio destinato a restare iconico.

Blyth ha recentemente confermato in un'intervista con Decider di non essere coinvolto in L'alba sulla mietitura, il prossimo film della saga. Quando gli è stato chiesto se ci fosse la possibilità di vederlo almeno in un flashback, l'attore britannico ha tagliato corto: "Non sono coinvolto nel nuovo film. Mi dispiace deludere". Una dichiarazione che ha certamente raffreddato le aspettative di chi sperava in un cameo o in una qualche forma di collegamento diretto tra i due prequel.

La ragione è piuttosto semplice e ha a che fare con la timeline narrativa. L'alba sulla mietitura si svolge durante il 50esimo Hunger Games, noto come il Secondo Quarto Quell, circa quarant'anni dopo gli eventi di La ballata dell'usignolo e del serpente. In questo periodo, Coriolanus Snow è ormai un uomo maturo sulla cinquantina, stabilmente al potere come presidente di Panem. Per interpretare questa versione più anziana del personaggio, la produzione ha scelto Ralph Fiennes, attore di calibro internazionale che prenderà il testimone lasciato da Blyth e dal compianto Donald Sutherland, che ha incarnato il dittatore nelle prime quattro pellicole della saga.

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Eppure, Blyth non chiude definitivamente la porta a un possibile ritorno. L'attore ha sottolineato che tutto dipende da Suzanne Collins, l'autrice che ha creato l'universo di Hunger Games. "Prendiamo sempre Suzanne Collins come guida. Lionsgate non fa i film senza che lei scriva prima il libro. Se decidesse di tornare indietro e rivisitare la mia timeline, allora mi coinvolgerei assolutamente", ha dichiarato. Una posizione che dimostra rispetto per la visione creativa dell'autrice e che lascia aperta una finestra, per quanto piccola, su un eventuale futuro.

Nel frattempo, Blyth ha dimostrato grande classe nei confronti del collega che raccoglierà la sua eredità. Quando gli è stato chiesto se Fiennes lo avesse contattato per discutere del ruolo, l'attore ha risposto con ironia: "Non mi ha cercato. Sono un po' scioccato che non mi abbia chiesto consigli. Sto scherzando, ovviamente, perché non c'è nessun consiglio che potrei dare a quell'uomo che lo aiuterebbe in alcun modo". Ha poi aggiunto con sincerità: "Onestamente, è davvero bello vedere uno dei miei idoli, che guardo da anni, interpretare un ruolo che ho avuto la fortuna di fare".

È un atteggiamento che riflette la maturità professionale di un attore che, pur avendo vissuto il momento più importante della sua carriera finora, riconosce di far parte di qualcosa di più grande. La ballata dell'usignolo e del serpente ha trasformato Blyth da promessa del cinema britannico a volto riconoscibile a livello internazionale, offrendogli l'opportunità di esplorare un personaggio stratificato e moralmente ambiguo. Il suo Coriolanus Snow non era ancora il mostro che sarebbe diventato, ma mostrava già i semi della manipolazione, dell'ambizione sfrenata e della spietatezza che lo avrebbero definito.

L'alba sulla mietitura racconterà invece una storia diversa, incentrata su Haymitch Abernathy, interpretato da Joseph Zada, il mentore alcolizzato di Katniss che abbiamo conosciuto nella saga originale. Il film esplorerà i suoi giorni come tributo vincente del 50esimo Hunger Games, un'edizione particolarmente brutale che vide gareggiare 48 tributi invece dei soliti 24. Snow, ormai presidente consolidato, sarà una presenza più distante ma non meno inquietante, orchestrando gli orrori dell'arena con il cinismo di chi ha fatto della crudeltà un'arte di governo.

Fonte / Decider.com
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