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I 10 film più attesi di Venezia 2026

Da Wild Horse Nine a Bunker, passando per Possibile Love e Succederà questa notte: ecco i titoli di Venezia 83 che attendiamo con più curiosità.

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Se qualche anno fa ci avessero detto che un’edizione della Mostra del Cinema di Venezia si sarebbe svolta senza i grandi film americani, probabilmente non ci avremmo creduto. Nell’ultimo decennio, sotto la direzione di Alberto Barbera, il Lido è stato infatti la vetrina privilegiata degli studios hollywoodiani e il trampolino di lancio per gli Oscar. Eppure, oggi quello scenario si è capovolto. I grandi studios sembrano aver abbandonato il circuito festivaliero, lasciando l’83ª Mostra priva di quei blockbuster d’autore che ne avevano segnato le ultime annate.

Venezia 2026 si presenta quindi meno mainstream e appariscente del solito, ma non per questo meno stimolante. Un’edizione che sembra più puntare sulla forza dei grandi autori che sulle major. Per questo, quest’anno arriveremo al Lido con meno certezze e aspettative, ma con più voglia di scoprire e lasciarci sorprendere. Ecco i 10 film attendiamo con maggiore curiosità, tra grandi nomi affermati e qualche mina vagante.

Ink di Danny Boyle

Ink, un'immagine del film (Studio Canal)

Ad aprire l’83. Mostra del Cinema di Venezia sarà, come già preannunciato, Ink, il nuovo film di uno dei registi più influenti degli ultimi trent’anni: Danny Boyle. Una scelta fortemente simbolica: inaugurare il festival con un titolo che, attraverso il racconto dell’acquisizione del quotidiano scandalistico The Sun da parte dell’editore Ruperth Murdoch, invita a riflettere sulle origini del potere mediatico contemporaneo, sulla nascita di un nuovo modello di giornalismo popolare, fondato sul sensazionalismo, sull'immediatezza del linguaggio e sulla spettacolarizzazione della cronaca. Nel cast figurano Jack O'Connell, Guy Pearce, Claire Foy.

Wild Horse Nine di Martin McDonagh

Wild Horse Nine, un'immagine del film (Searchlight)

Attesissimo ritorno in concorso di Martin McDonagh, maestro del cinema dell’assurdo che proprio qui al Lido aveva presentato in anteprima i suoi ultimi due grandi successi: Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017) e Gli spiriti dell’isola (2022), entrambi insigniti del premio per la miglior sceneggiatura. Chissà se sarà proprio Wild Horse Nine a regalargli l’ambito Leone d’Oro. Le premesse sono delle migliori: un thriller di spionaggio dai toni della farsa e della commedia nera, ambientato durante il Golpe del 1973 in Cile e interpretato da un parterre d’attori d’eccezione, composto da John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey.

Succederà questa notte di Nanni Moretti

Succederà questa notte, un'immagine del film (01 Distribution)

Fa un certo effetto leggere il nome di Nanni Moretti nella selezione veneziana. Lui, storicamente legato al Festival di Cannes dove nel 2001 conquistò la Palma d’oro con La stanza del figlio. Il suo nuovo Succederà questa notte (interpretato da Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro e lo stesso Moretti) sembrerebbe inserirsi nel solco dell’ultima fase del suo cinema: un melodramma intimo e corale, attento ai legami familiari, alle fragilità, ai conflitti e alle contraddizioni dell’agire umano. Dopo Tre Piani (2021), ancora un adattamento di un racconto (nello specifico: alcuni racconti contenuti nella raccolta Legami) dello scrittore israeliano Eshkol Nevo.

Possible Love di Lee Chang-Dong

Possible Love, un'immagine del film (Netflix)

La presenza del sudcoreano Lee Chang-Dong era in qualche modo prevedibile, dal momento che Possible Love sarà distribuito da Netflix, i cui film non possono concorrere a Cannes a causa delle rigide regole del festival francese. Per il regista di Burning (2018), uno dei capolavori assoluti della scorsa decade, è il ritorno in concorso a Venezia ventiquattro anni dopo Oasis (2002), che vinse il premio per la miglior regia. Ancora una volta, coinvolgimenti emotivi, relazioni e verità scomode saranno al centro del racconto di Lee Chang-Dong. Con queste premesse, Possible Love si candida fin d’ora a essere uno dei principali contendenti per il Leone d’Oro.

The Echo Chamber di Andrea Pallaoro

The Echo Chamber, un'immagine del film (01 Distribution)

Lo confessiamo: gli ultimi film di Andrea Pallaoro, Hannah (2017) e Monica (2022), entrambi presentati in concorso al Lido, non ci avevano molto convinto. Ma per The Echo Chamber ci sono aspettative enormi. Il motivo? Si tratta dell’ultima opera firmata da Bernardo Bertolucci, autore del soggetto e della sceneggiatura insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. Una storia d’amore in cui i conflitti tra presenza e assenza, desiderio e controllo, si confondono fino a dissolversi. Un incipit profondamente bertolucciano, insomma, che ora spetterà a Pallaoro trasformare in grande cinema. Con Luca Marinelli e Alicia Vikander.

L’estranea di Paolo Strippoli

L'estranea, un'immagine del film (01 Distribution)

L'estranea si preannuncia come una parabola familiare che riflette sull'illusione dell'essere umano di poter esercitare un controllo sul proprio destino e su ciò che è disposto a sacrificare pur di preservare quell'illusione. Un immaginario che conferma la volontà di Paolo Strippoli di utilizzare il cinema di genere per interrogare le pulsioni più profonde dell'animo umano. La presenza de L'estranea in concorso rappresenta un traguardo significativo. Non solo per il festival, ma anche per il cinema italiano: la consacrazione di un autore di genere che prova a portare qualcosa di nuovo nel panorama produttivo nostrano.

Bucking Fastard di Werner Herzog

Bucking Fastard, un'immagine del film (I Wonder Pictures)

Dopo il meraviglioso documentario Ghost Elephants, presentato in Laguna appena un anno fa, il maestro Werner Herzog torna al Lido con l’attesissimo Bucking Fastard, segnando inoltre il suo ritorno al lungometraggio di finzione a sette anni da Family Romance, LLC. Al centro del racconto ci sono Jean e Joan Holbrooke, due sorelle legate da un rapporto simbiotico: parlano all'unisono, amano lo stesso uomo e condividono gli stessi sogni. Convinte che da qualche parte esista una terra in cui il vero amore è ancora possibile, decidono di scavare attraverso un'intera catena montuosa per raggiungerla.

Look Back di Hirokazu Koreeda

Look Back, un'immagine del film (Lucky Red)

Secondo film dell’anno per il maestro giapponese Hirokazu Koreeda dopo Sheep in the Box, presentato all’ultima edizione del Festival di Cannes. Le aspettative sono alte, anche perchè speriamo che questo Look Back possa convincerci più del deludente titolo passato sulla Croisette. La trama si avvolge attorno all’incontro tra Fujino, giovane mangaka estroversa e sicura di sé, e la timida Kyomoto. Dal loro amore condiviso per il fumetto nascerà un legame destinato a trasformare profondamente le loro vite.

Mr. Nelson, Did you Kill People? di Shin’ya Tsukamoto

Mr. Nelson, Did you Kill People?, un'immagine del film (Kino Film)

Per quanto Tsukamoto sia ormai un maestro riconosciuto nel cinema giapponese (e non solo), grande esponente del cyberpunk e con uno stile visivo inconfondibile e ipercinetico, non possiamo non considerare Mr. Nelson, Did you Kill People? una delle mine vaganti del festival. Perché si sa, con il regista giapponese è sempre un salto nel vuoto. Il suo cinema non cerca compromessi e rifiuta ogni forma di compiacimento. Noi siamo pronti a farci travolgere ancora una volta dalla sua follia visionaria.

Bunker di Florian Zeller

Bunker, un'immagine del film (Sony Pictures)

Ogni volta che condividono la scena, Penélope Cruz e Javier Bardem sembrano avere il dono di trasformare qualsiasi script in oro. Proprio per questo c’è grande attesa per Bunker di Florian Zeller, al suo terzo lungometraggio dopo The Father (2020) e The Son (2022), quest’ultimo presentato in concorso al Lido. Al centro della storia una coppia in crisi: lui, un architetto, accetta l'incarico di progettare un bunker per un miliardario della tecnologia destinato a sopravvivere a un'eventuale catastrofe globale; una scelta che finirà per incrinare il matrimonio, spingendo la moglie a mettere in discussione il loro rapporto.

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